IL LAPSUS

Danno erariale. Ora la Regione si ricorda di riscuotere le somme dai condannati

La cifra minima da incassare ammonta ad almeno 34mln di euro  

Redazione PdN

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Truffa delle borse di studio ai neo laureati: «soldi nelle tasche dei privati per attività mai svolte»

  

ABRUZZO. In una delle ultime sentenze i giudici della Corte dei Conti lo avevano ricordato alla Regione: spetta a voi l’onere di recuperare i soldi dai debitori.

Si tratta di quelle somme liquidate come penale nei giudizi contabili e coincidenti con il danno erariale prodotto dall’azione amministrativa iniqua.

A maggio scorso i giudici erano stati chiari: «quanto alle modalità di riscossione della predetta somma, la Sezione rammenta che la stessa va recuperata dall’amministrazione creditrice, e cioè, dalla Regione Abruzzo».

 

Infatti, nei mesi scorsi PrimaDaNoi.it aveva scoperto che di soldi la Regione ne deve incassare ancora una valanga: circa 34 milioni di euro che potrebbero rivelarsi preziosissimi in periodi di magra.

Il numero troppo generico e senza le specifiche richieste ci era stato fornito in seguito grazie ad un accesso agli atti proprio dagli uffici regionali:  stando ai dati di un anno fa negli ultimi 10 anni sono state emesse 54 sentenze della Corte dei Conti che indicano la Regione Abruzzo come ente danneggiato e soggetto atto a riscuotere il relativo risarcimento che ammonta a complessivi 34.184.554,47.

A questa somma, però, vanno aggiunte eventuali spese ed interessi legali da calcolarsi caso per caso che potrebbero far lievitare la somma anche di ulteriori 5-6 milioni, forse di più.

La Regione non ha voluto specificare il tipo di cause e chi vi è coinvolto ma di certo riguardano amministratori (politici) ma anche dirigenti e pubblici ufficiali in genere che nell’espletare le loro funzioni hanno cagionato un danno riconosciuto da sentenze della Corte dei Conti passate in giudicato.

 

Tra queste ben 6 riguardano l’ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, condannato ad un ammontare complessivo di 1.360.077,31 euro al netto delle spese e degli interessi legali.

 

Per tutelare le casse della Regione, come detto, ma dopo l’invito della Corte dei Conti, la giunta D’Alfonso è corsa ai ripari con una delibera che riguarda proprio il recupero crediti vantati dalla Regione Abruzzo in forza di titoli giudiziari della Corte dei Conti.

 

Una delibera più che mai opportuna che rischiava di creare l’ennesimo caso di danno erariale per i risarcimenti da danno erariale non riscosso.

Un assurdo tutto italiano che ad oggi non trova una spiegazione razionale e ricevibile: come è stato possibile dimenticarsi di riscuotere queste somme?

Nella delibera di qualche giorno fa si spiega che l'avvocatura regionale ha predisposto un'attività di ricognizione, monitoraggio e registrazione di tutti i procedimenti pendenti.

Nelle stanze della Regione hanno dunque un report dettagliato, almeno dal 2016, che riporta le somme e le spese di giustizia che devono essere versate dai debitori.

 

La cifra esatta non viene indicata in questa nuova delibera.

Si specifica comunque che «l'attivita' ha una rilevanza consistente,   tale da richiedere strutture ed uffici appositamente dedicati per garantire l'efficiente ed efficace perseguimento dell'obiettivo».

 

Per questo si è deciso di affidare l'incarico per un anno al nuovo ente Agenzia delle Entrate riscossione (l’ex Equitalia) e per il momento questa azione costerà 40mila euro.

A loro spetterà il compito, arduo, di farsi restituire le somme dovute.

C’è da scommettere che lungo la strada gli esattori troveranno una moltitudine di nullatenenti i quali purtroppo saranno impossibilitati a pagare la loro pena.

Alla stessa Agenzia delle entrate, con un'altra delibera, è stato dato anche l’ok per la proroga dell’affidamento per il recupero coattivo delle entrate tributarie non riscosse per una cifra milionaria ma non specificata.