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Ospedale Maltauro e il mistero della delibera: i tecnici danno parere favorevole ma non firmano

Ecco la delibera della discordia

Redazione PdN

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Ospedale Maltauro e il mistero della delibera: i tecnici danno parere favorevole ma non firmano

ABRUZZO. Annunciata in tempo reale e pubblicata qualche giorno dopo, la delibera 495 aveva già fatto parlare di sè prima della sua esistenza. Ora che c’è inizia il lungo percorso amministrativo e c’è da scommettere che se ne parlerà ancora per molto.

Si tratta del documento che sancisce e ufficializza uno snodo importante, il primo, sul progetto di finanza per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti, progetto proposto da un’Ati capeggiata da Maltauro e Nocivelli.

Un percorso amministrativo strano, ondivago, pieno di colpi di scena e forzature amministrative che hanno reso palese, da subito, l’intenzione della giunta D’Alfonso di arrivare ad un traguardo preciso: quello di avviare a gara di appalto la proposta del privato.

Ora che la delibera c’è, il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, potrà mantenere fede alle sue parole: alla vigilia del varo  aveva annunciato, infatti, un altro esposto per una serie di presunte irregolarità.

Magari lo stesso faranno anche i grillini che pure hanno già “disturbato” l’Anac di Cantone con qualche procedura ancora aperta.

Sta di fatto che tra le cose che colpiscono ad una prima, sommaria, lettura è la lunghezza della procedura che doveva durare 90 giorni ed, invece, è andata avanti per 4 anni totali, tra  svariate proroghe e ripartenze, varianti e nuove proposte emendate, smussate e alleggerite.

Nel merito nulla si sa perchè i documenti non sono allegati alla delibera pubblicata per cui non è facile capire ad oggi quale sia la proposta definitivamente che andrà a gara europea. Non esattamente un caso isolato.

 

 

PARERI POSITIVI SENZA FIRME  

Tra le cose anomale (ma non singolari) nella delibera c’è la dichiarazione dei pareri positivi del direttore generale, Vincenzo Rivera (che ha avuto un ruolo decisivo nella fase “regionale” post avocazione) e del direttore del dipartimento, Angelo Muraglia.

Due figure tecniche non trascurabili i cui pareri, ovviamente, non sono allegati alla delibera.

Se la firma di Rivera c'è quella di Muraglia, Direttore del dipartimento della Sanità, non c'è, mentre dovrebbe essere obbligatoria, a conferma del parere espresso dichiarato il quale costituisce fondamento di garanzia per l’intera procedura.

Mancano inoltre anche le firme del responsabile dell'ufficio e il dirigente del servizio oltre al dirigente affari della giunta.

Quelle che mancano sono firme “pesanti” e, ancor di più,  su questa delibera e la loro assenza potrebbe far riflettere e potrebbe indurre qualcuno persino a pensare ad un tentativo di disconoscimento o di scrollarsi responsabilità. Di sicuro una anomalia formale ma anche sostanziale.

Perché Paolucci ha firmato la delibera in mancanza della firma del suo direttore?

 

Per quanto riguarda le risorse finanziarie tutto rimane legato alla recente delibera che impegna per 25 anni la Regione a pagare 30mln all’anno per finanziare i nuovi ospedale fingendo di continuare a pagare le cartolarizzazioni in scadenza (dunque con un livello di tassazione che rimarrà molto alto).

Il resto dei costi da sostenere (da parte del pubblico e del privato) e i dettagli sui servizi da privatizzare sono contenuti nel piano economico e finanziario non divulgato o pubblicato.

La voce “servizi” da cedere al privato, per esempio, ammonta a 9,5 mln di euro da mettere a gara, ma non è ancora chiaro di quali servizi si stia parlando, se solo quelli del nosocomio teatino o tutti quelli della Asl (compresi i servizi degli ospedali di Lanciano e Vasto).

Quesito non da poco perchè in quest’ultima ipotesi bisognerà cercare qualcos’altro da cedere al privato per costruire in project financing anche gli ospedali promessi di Lanciano e Vasto…

Visto così lo scenario di una sanità pubblica davvero tutta privatizzata appare una ipotesi più che reale.

 



LE DATE

Qualche data di questa vicenda bisogna però tenerla a mente:

4 aprile 2014. E’ la data della prima proposta dell’Ati Maltauro che viene consegnata e protocollata alla Asl di Chieti allora diretta da Francesco Zavattaro. Rimane oscuro e segreto (nonostante le sollecitazioni) come e perchè Maltauro si sia concentrato sull’Abruzzo e su Chieti, chi abbia fatto da tramite o abbia sollecitato un interessamento e chi e come abbia agevolato ed esteso le informazioni tecniche per redigere la proposta tecnica. Ma sono solo i primissimi misteri ai quali ne seguiranno molti altri. La data, comunque, è importante e anomala per fare una proposta simile: il governo Chiodi era finito, la campagna elettorale era nel pieno e dopo due mesi -come ampiamente preventivato da oltre un anno- la Regione andò sotto la guida del centrosinistra di D’Alfonso che defenestrò anche l’ex manager Asl.  Una data importante perchè D’Alfonso quando può ricorda che si tratta di un «fascicolo ereditato dalla precedente amministrazione» una verità di fatto ma anche una bugia sostanziale.

 

EMERGENZA E URGENZA

Giunta la proposta la Asl già in piena era, D’Alfonso Paolucci a giugno 2014 -e per tutto quell’anno - ribadiscono che l’attuale struttura ospedaliera è precaria e affaticata: c’è il cemento impoverito e le strutture non reggerebbero ad un terremoto forte.

La perizia che lo certifica, però, è di due anni prima, 24 mesi che non hanno fatto registrare nessun cambio di passo e nessuna procedura di urgenza.



IL PRIMO ATTO DELLA GIUNTA REGIONALE UN ANNO DOPO

Alla fine passa un anno e si arriva a maggio 2015 quando la giunta D’Alfonso compie il primo di una serie di atti sull’argomento, prendendo atto della proposta attivando ufficialmente la procedura.

Da lì una serie di rimpalli e scontri eclatanti con la Asl, stazione appaltante per legge, ma sollevata per scadenza dei termini e inadempienza dalla giunta regionale. E’ sempre la giunta D’Alfonso-Paolucci che incarica il direttore generale Rivera di nominare un nuovo Rup stabilendo che da quel momento la procedura sarebbe stata in capo alla Regione e non più della Asl che aveva evidenziato criticità e rilasciato pareri negativi.



AL POSTO DEL PARERE NEGATIVO

Del primo parere negativo della Asl di Chieti nella delibera non c’è traccia mentre, invece, sembra persino di capire che la Asl già nel 2015 avesse espresso apprezzamenti al progetto. Nella delibera vengono citate due frasi di un rigo ciascuno del Rup sollevato Manci e del manager Flacco. Come se le cose dette durante una delle decine e decine di tavoli tecnici valesse di più del parere finale tecnico controfirmato.

Sta di fatto che il direttore Vincenzo Rivera nomina il nuovo Rup che è il dirigente Emidio Primavera molto apprezzato da D’Alfonso, così come il comitato dei tecnici nominato che ha valutato la seconda proposta Maltauro nella fase “regionale”: Vittorio Di Biase, Stefania Valeri, Giovanni Farinella, Mauro Tursini, Vincenzo Orsatti, Veronica Vecchi (che aveva già espresso pareri negativi alla prima proposta). A questi è stato aggiunto in seconda battuta Fabrizio Bernardini direttore regionale.

Alla fine tutti hanno detto sì alla proposta. Risultato raggiunto ma quanta fatica.