IL FATTO

Tua, l’accusa della Filt Cgil: «i primi 6 licenziamenti targati D’Alfonso»

Ma D’Alessandro rivendica lavoro fatto: «tutti salvi»

Redazione PdN

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Tua, l’accusa della Filt Cgil: «i primi 6 licenziamenti targati D’Alfonso»

ABRUZZO. L’ironia della sorte ha voluto che proprio mentre la Regione Abruzzo, attraverso il vice presidente Giovanni Lolli, si apprestava nuovamente ad annunciare e ribadire la imminente creazione di 8 mila nuove assunzioni su tutto il territorio regionale, si sono nel frattempo consumati e materializzati nel settore dei trasporti dei licenziamenti.

Irritato il segretario regionale della Fil, Franco Rolandi, che non risparmia critiche.

A farne le spese sono 6 dipendenti della società Sistema Srl (azienda partecipata del gruppo Tua). Questi si sommano agli ulteriori 54 licenziamenti effettuati nel 2015 dalla stessa società partecipata che si occupava per conto di Tua dei servizi complementari di trasporto quali le attività di pulimento, la vendita/ distribuzione dei titoli di viaggio e il call center.

 

L’INFAUSTO DESTINO: DA “FILETTO DI LAVORO” A SOCIETA’ DECOTTA E FALLITA

Era il 2014, ricorda oggi Rolandi, quando l’allora candidato alla Presidenza della Regione Abruzzo, invitato espressamente dalla Filt Cgil, unitamente agli altri aspiranti al ruolo di Governatore, a pronunciarsi in campagna elettorale sui temi del trasporto e, nello specifico, sul destino degli oltre 100 dipendenti della Società Sistema oggetto di continui tentativi di privatizzazione, disse: «sistema è un “filetto di lavoro”. Se fossimo nella famiglia Agnelli, Giovanni Agnelli darebbe al migliore dei suoi figli un ramo di azienda di questo tipo».

 

TRA FILETTO E SCOMMESSE VI E’ RIMASTO BEN POCO

 Di quel “filetto di lavoro” e di quelle incaute scommesse, oggi, contesta la Filt,  è rimasto ben poco: «a cominciare dai 54 operai oggetto della privatizzazione effettuata nel 2015 e ai quali la Regione non riuscì ad offrire un’alternativa rispetto alla cessione del ramo d’azienda e alla privatizzazione delineata dall’allora Presidente di Arpa Massimo Cirulli», ricorda Rolandi.

Oggi questi lavoratori che continuano ad assolvere alle attività di pulimento dei mezzi per conto di Tua, vivono una condizione drammatica.

«Si susseguono infatti continui ritardi nella elargizione degli stipendi», racconta il sindacato, «vessazioni e intimidazioni verso i lavoratori soprattutto in talune realtà, il tutto nella indifferenza della società appaltatrice ovvero TUA che con la privatizzazione dei servizi ha presumibilmente fallito su entrambi i fronti, sia sull’abbattimento dei costi (sensibilmente lievitati rispetto al ribasso iniziale con il quale beneficiarono dell’offerta), ma soprattutto rispetto alla qualità del servizio da garantire all’utenza (è sufficiente salire su un mezzo pubblico gestito da TUA per registrare la situazione indecorosa che si pone al cospetto dei viaggiatori)»

Per i restanti 46 dipendenti (amministrazione, biglietteria e call center) il destino è stato altrettanto severo..

Per 40 di essi è stato comunque possibile trovare un reimpiego delle due società TUA e SANGRITANA, ma il prezzo da pagare è stato assai duro: «dimezzamento della prestazione lavorativa (19 ore settimanali)», racconta ancora dalla Filt, Franco Rolandi, «azzeramento dell’anzianità maturata presso Sistema (in molti casi equivalente a circa venti anni di servizio), trasferimento per alcuni di essi in una residenza di lavoro diversa da quella anagrafica. Di questi nuovi rapporti di lavoro, sappiamo ancora ben poco anche perché a distanza ormai di circa 10 giorni dalla sottoscrizione, i lavoratori non hanno ancora ricevuto una copia del loro nuovo contratto e non conoscono nemmeno le loro condizioni di impiego».


Ancora più pesante è stato il destino di 6 lavoratori rimasti senza lavoro, quasi tutti con un’età anagrafica di difficile ricollocazione.


D'ALESSANDRO SMENTISCE ROLANDI

Ma il parlamentare Camillo D’Alessandro (Pd) respinge tutte le accuse: «Rolandi pensa di esaurire la sua funzione con la finzione, strumentalizzando ogni situazione per tenere in vita un suo profilo da fustigatore, che neanche gli riesce, ma capace di non fermarsi neanche di fronte alla vita delle persone ed alle loro difficoltà».

 

D’Alessandro rivendica il lavoro fatto: «la riforma dei trasporti da me portata avanti - ricorda D’Alessandro- come detto e garantito , non ha prodotto nè  un licenziamento, nè un esubero , cioè 1600 posti di lavoro salvi . La vicenda di Sistema, che è altra cosa , ha prodotto il riassorbimento pressoché totale dei dipendenti, 40 su 46, come concordato dalla stessa Cgil con Lolli, o Rolandi non era d’accordo? Le ulteriori unità, sei, intanto sono collocate in piattaforma e si potrebbero verificare ulteriori coperture».