DEMOCRAZIA CALPESTATA

Nuova Pescara, slitta addirittura al 2024 (a 10 anni dal referendum)

Continuano i lavori in Commissione e i tempi si dilatano

Redazione PdN

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Nuova Pescara, slitta addirittura al 2024 (a 10 anni dal referendum)

  

ABRUZZO. Proseguono i lavori della I Commissione per l’approvazione della  proposta di legge su L’Aquila Capoluogo (57/2014) e quella sull’istituzione della Nuova Pescara (206/2016).

Dopo aver iniziato nella scorsa seduta la votazione del progetto aquilano oggi ci si è concentrati su quella della fusione dei tre comuni del pescarese (Pescara, Spoltore e Montesilvano).

La Commissione ha respinto il subemendamento a firma Mercante per l’Istituzione del nuovo Ente a decorrere dal 1° gennaio 2021, mentre ha votato a maggioranza l’emendamento a firma del presidente Di Nicola per l’Istituzione del Comune a decorrere dal 1° gennaio 2022, prevedendo la possibilità di differire la data di istituzione al 1° gennaio 2024 laddove i tre Consigli comunali, unanimemente e con il voto a maggioranza qualificata dei 2/3, dovessero rappresentare difficoltà obiettive al rispetto del termine del 1° gennaio 2022.

Che i Comuni possano prendere ancora tempo, ad oggi, sembra plausibile, visto le posizioni dei vari Consigli comunali. Bisognerà vedere se questa idea resterà immutata negli anni, anche a seguito del cambio che deriverà dalle prossime elezioni amministrative.

  «Siamo di fronte a un grande nulla che offende il voto dei cittadini e mortifica la democrazia», aveva detto negli ultimi giorni il presidente dell'associazione, Nuova Pescara, ancor prima di sapere come si sarebbe conclusa la votazione di questa mattina. «La melina politica della maggioranza di centrosinistra e dell'opposizione, prevalentemente di centrodestra, ci appare come un piano per far naufragare la fusione e cristallizzare l'attuale situazione, fatta di una frammentazione utile solo ai potentati locali. La data del 2022 indicata dal governo regionale e quella del 2024 suggerita dal centrodestra sono solo l'ennesimo tentativo per spostare l'asticella più avanti con l'obiettivo di arrivare alla sostanziale invalidazione del referendum, con grave sfregio alla volontà popolare».

 

L'associazione Nuova Pescara, espressione del mondo produttivo e delle comunità locali in tutte le sfaccettature, aveva elaborato e presentato al presidente della Commissione una serie di emendamenti.

Il primo riguardava la data dell'istituzione della Nuova Pescara: 1 gennaio 2021 al posto del 1 gennaio 2022 indicato dal Testo del Progetto di legge e del 1 gennaio 2024 suggerito da una parte dell'opposizione.

 

Gabriele Di Stefano, consigliere comunale di Montesilvano, si lancia invece in una nuova analisi del voto e sostiene che al referendum non abbia vinto il sì alla fusione: «si parla in modo inappropriato della “volontà popolare”, ossia quel 52,23% che disse “Si” nel corso del referendum consultivo. Siccome la matematica non è un’opinione, analizziamo i dati:  totali degli aventi diritto al voto, erano 41.334, di questi, ben 12.543 non si sono recati alle urne, i no sono stati 12.548 e i SI 13.719. Quindi la somma dei non votanti e dei NO è il doppio di chi voto il SI, senza tenere conto delle schede nulle e bianche (più di 2500)».

 

L’AQUILA CAPOLUOGO

Nella prossima seduta, si concluderà la votazione della legge su l’Aquila Capoluogo, come richiesto dal Consigliere Pietrucci, nella quale si impegna la Regione a dotare il Capoluogo di un quadro normativo speciale sostenuto da specifici finanziamenti regionali addizionali, e a seguire si procederà con la votazione dell’articolato della Nuova Pescara che prevede, inoltre, l’esercizio associato delle funzioni amministrative principali entro due anni dall’approvazione della legge, vagliando, altresì, la norma finanziaria che le minoranze sollecitano alla Presidenza della Commissione per quantificare le risorse pubbliche che dovranno accompagnare il triennio successivo alla fondazione della nuova Città.

I lavori si concluderanno in vista del Consiglio regionale di fine mese, per presentare all’approvazione dell’Aula entrambi i testi di Legge.