SANITA'

La classifica delle performance sistema sanitario, l’Abruzzo peggio di tutti

Qualche miglioramento rispetto all’anno scorso ma resta nella parte bassa della classifica

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2711

ospedale, sanità

 

 

ABRUZZO. L’Abruzzo è una delle 5 regioni italiane dove il Servizio sanitario regionale registra le peggiori performance.

La nostra regione, infatti, si trova in zona ‘critica’ insieme a Calabria, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Molise stando alle rilevazioni della quinta edizione (2017) del ranking dei Servizi Sanitari Regionali (Ssr), elaborata nell’ambito del progetto “Una misura di Performance dei Ssr”, condotto dal Crea Sanità - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità).

 

Toscana, Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna sono invece le regioni dove i servizi sanitari brillano mentre Lazio, Sardegna, Marche, provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Sicilia, Umbria, Piemonte, Campania, P.A. di Trento e Basilicata si posizionano in un’area di Performance “intermedia”.

 La situazione per l’Abruzzo è migliorata rispetto al precendente rilevamento ma la regione non si schioda comunque dalla parte bassa della classifica.

 

Le dimensioni prese in considerazione sono quella Sociale (equità), Economico Finanziaria, Appropriatezza ed Innovazione (quest’ultima inserita per la prima volta in questa edizione).

 

«I risultati raggiunti - evidenzia il Crea Sanità in una nota di sintesi del Rapporto - indicano una netta differenziazione sul giudizio dato agli indicatori di Spesa: per i partecipanti al Panel che provengono dalle Regioni in Piano di Rientro, una minore spesa è “sinonimo” di netta migliore Performance, mentre per quelli provenienti dalle Regioni in sostanziale equilibrio, la maggiore spesa non pregiudica a priori la Performance. Aspetto, questo, che si traduce in un potere ‘salvifico’ delle Regioni (tipicamente) meridionali, che hanno una spesa inferiore alla media, quanto in una (implicita) dimostrazione di consapevolezza, da parte di chi dispone di più risorse, del fatto che tale disponibilità può tramutarsi in una maggiore Performance di sistema».

 

In questa annualità è nuovamente aumentato il peso della Dimensione Economico Finanziaria (21,2%), ribadendo che però fornisce un contributo opposto a seconda del contesto di provenienza; si è ridotto invece quello del Sociale (20,2%), anche qui con una “spaccatura” geografica: rimane importante nelle Regioni in sostanziale equilibrio, mentre nel Meridione una quota di disagio viene “pragmaticamente” considerata ineliminabile, almeno nel breve periodo.

 La Dimensione Innovazione, introdotta per la prima volta, ha riscosso un “favore” relativo,contribuendo il 16,2%, probabilmente a causa degli indicatori elaborati, che non sono stati definiti dal Panel perfettamente rappresentativi.

 Si riequilibra il peso fra Esiti ed Appropriatezza (21,2% e 21,0%), ritenuta quest’ultima un elemento essenziale soprattutto dagli stakeholder delle Regioni in sostanziale equilibrio.

 

LO STUDIO INTEGRALE