NUOVE NORME

Alloggi popolari, 10 anni in Italia e lavoro regolare per gli stranieri

Nessuna condanna e regole più stringenti. ma è polemica sulla sanatoria degli abusivi

Redazione PdN

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Case popolari del Comune di Pescara: «nessuna assemblea di condominio da 10 anni»

 

 

 

L’AQUILA. E’ stata approvata a maggioranza  la norma che modifica la legge sull’assegnazione degli alloggi popolari. Il provvedimento prevede che i requisiti per la partecipazione al bando di concorso per l'assegnazione degli alloggi sia necessaria la cittadinanza italiana ovvero, per i cittadini stranieri, regolare residenza da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale, nel rispetto della normativa statale in materia di immigrazione.

Inoltre viene modificato il criterio della residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale prevedendo che il richiedente sia residente da almeno cinque anni nel bacino di utenza cui appartiene il comune che emana il bando.

Vengono dunque rivisitati alcuni requisiti soggettivi di accesso privilegiando il concetto della permanenza sul territorio regionale di nuclei familiari con residenza o attività lavorativa pluriennale anagraficamente accertata e l’assenza di condanne penali per delitti non colposi.

Le nuove norme sono state introdotte in ossequio a leggi nazionali vigenti e a recenti sentenze che stanno facendo giurisprudenza.

 

L’iniziativa legislativa è stata promossa da Lorenzo Sospiri primo firmatario insieme a Domenico Pettinari (M5s)

 

«Da oggi – spiega il capogruppo Lorenzo Sospiri - ristabiliamo l’ordine delle cose usando un po’ di buon senso. Gli alloggi popolari verranno assegnati a chi possiede la cittadinanza italiana ovvero, per i cittadini stranieri, la regolare residenza da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale, nel rispetto della normativa statale in materia di immigrazione. Inoltre –aggiunge l’esponente di Forza Italia - viene modificato il criterio della residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale prevedendo che il richiedente sia residente da almeno cinque anni nel bacino di utenza cui appartiene il comune che emana il bando. E’ una norma che molte regioni italiane hanno già approvato e finalmente anche l’Abruzzo si è allineata».

 

Contesta invece le nuove norme Pettinari.

«Sono oltre 2mila i cittadini abruzzesi in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Famiglie che nel pieno della legalità attendono ciò che lo Stato assegna loro di diritto. Ma oggi il Consiglio regionale ha deciso di tutelare 'gli altri'», dice Pettinari, «persone che sono entrate negli alloggi senza averne diritto.  Secondo una stima dei pentastellati, gli abusivi sarebbero oltre 3mila. Oggi la Giunta D'Alfonso, attraverso un emendamento legato a una legge intrusa, ha deciso di sanare la loro posizione dando uno schiaffo a chi nella legalità da anni attende il proprio turno - continua nella nota Pettinari - Uno Stato che tutela i disonesti a discapito degli onesti è uno Stato che ha fallito. Ed è questo che ha fatto oggi la Regione Abruzzo. E' un pessimo esempio».