SANITA'

Proposta 5 Stelle su Ospedali minori, Febbo «solo uno spot elettorale che non sta in piedi»

Ma loro replicano: «Febbo non può parlare»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

366

Proposta 5 Stelle su Ospedali minori, Febbo «solo uno spot elettorale che non sta in piedi»

 

ABRUZZO. «La proposta di legge inerente la salvaguardia degli ospedali minori presentata dal Movimento Cinque Stelle   è pura propaganda elettorale, scarna nei contenuti e, soprattutto, non ha i fondamentali legislativi per ricevere i pareri positivi da parte degli uffici regionali competenti». Questa la presa di posizione del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che giudica la legge numero 473/2018 un documento esclusivamente elettorale, ​vuoto nei contenuti ed ​inventato ad hoc  per questo scorcio di attività amministrativa.

La proposta è stata presentata mesi fa  per salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini che vivono in zone di prossimità. Il primo firmatario è Domenico Pettinari.

La “Legge salva ospedali” vorrebbe incidere sui famigerati decreti del commissario ad acta che hanno depotenziato la sanità in Abruzzo. Si chiede, dunque, l’interruzione di tali decreti per quanto riguarda i Comuni di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne. «La sospensione può essere concessa dalla Regione con una legge perché oggi non siamo più commissariati», dicevano i grillini 2 mesi fa alla presentazione del documento.

«Gli incontri – rimarca Mauro Febbo – che i “grillini” portano avanti nelle Comunità sede degli ospedali minori interessati dalla cosiddetta "riconversione" sono esclusivamente una mera strumentalizzazione di un argomento particolarmente sentito e delicato che finirà per aumentare solo l’illusione tra i cittadini ed operatori sanitari»​.

Il consigliere regionale fa notare che basta leggere il contenuto  della proposta composta di soli quattro articoli, «ma in pratica di solo uno se si considerano quelli obbligatori come neutralità fiscale ed entrata in vigore, per rilevare la pochezza giuridica  e tecnica della proposta che evidenza una lacunosità nella conoscenza degli atti e norme fondamentali che hanno accompagnato prima il default, poi il commissariamento e successivamente la programmazione sanitaria con l'uscita dallo stesso e la fase attuale di "affiancamento"».

«Così come nulla viene detto, argomentato e disciplinato rispetto alla programmazione sanitaria, che nel tempo è stata realizzata e impegnata in termini di professionalità e di risorse finanziarie attraverso gli atti aziendali», aggiunge Febbo.

Secondo l’esponente del centrodestra i pentastellati dovrebbero spiegare come e su quali norme legislative riescono a collegare la loro proposta ​con​ quella relativa agli interventi urgenti in favore delle popolazione colpite dagli eventi sismici, così come scritto in uno degli articoli​, peraltro anche il periodo temporale.​

«D’altro canto, come se non bastasse, gli stessi nei loro incontri e nelle loro comunicazioni nascondono ai cittadini che, nonostante la Regione Abruzzo sia uscita dal Commissariamento, per i prossimi tre anni è “affiancata” dal Ministero della Salute, cioè impegnata a rispettare gli obiettivi e le scadenze stabilite dal Piano di Riqualificazione, contenente obiettivi, azioni conseguenti e tempistiche, pena il ritorno al regime commissariale​, quindi le norme e gli atti deliberativi sono soggette al preventivo parere del Tavolo di Monitoraggio​. Di conseguenza anche questa proposta di legge regionale dovrebbe essere vagliata, esaminata e approvata dal Ministero, dove oggi a ricoprire il ruolo di  Ministro alla Salute c’è proprio una esponente dei “grillini” e sarebbe curioso conoscere un suo parere in merito».

Ma sempre secondo Febbo che questo sia solo l'ennesimo spot preelettorale lo dimostrerebbe anche il fatto che il progetto di legge, presentato il 23.04.2018 e assegnato all'esame della Commissione Sanità fin dal 04.05.2018, non viene portato all'esame della stessa per la discussione ed eventuale approvazione nonostante siano scaduti  i termini e quindi il Gruppo pentastellato ne potrebbe richiedere l'esame obbligatoriamente secondo regolamento e statuto.

Febbo si chiede anche perchè la proposta di Legge 473 è stata firmata stranamente solo dal consigliere Pettinari e non dalla collega avvocato Sara Marcozzi «che peraltro non partecipa nei vari incontri elettorali».

«Pertanto, oggi, anziché presentare una proposta di legge regionale, quindi di rango giuridico inferiore rispetto ad un decreto ministeriale (DM 70/2015)​ e peraltro priva di sostanza – conclude Mauro Febbo - gli esponenti del Movimento 5 Stelle si facciano promotori presso il Ministro Grillo, loro esponente, nell’approvazione di provvedimenti nazionali, con valore superiore ad una semplice legge regionale, capace di ​correggere il Decreto Lorenzin aprendo davvero nuovi scenari per la programmazione sanitaria non soltanto abruzzese, ma nazionale».

  

«FEBBO NON PUO’ PARLARE»

 

Non si fa attendere la replica del Movimento 5 Stelle secondo cui «Febbo lecca le ferite dell’Assessore Silvio Paolucci, forse nel goffo tentativo di salvarsi dalla inesorabile debacle che attanaglia Forza Italia. Ormai il fronte congiunto PD - Forza Italia è palese a tutti e le parole pronunciate alla stampa dal consigliere Mauro Febbo ne sono una chiara dimostrazione».

I consiglieri regionali del M5S Domenico Pettinari e Sara Marcozzi continuano «non accettiamo lezioni da chi è complice del disastro sanitario che stiamo vivendo in Abruzzo. La giunta Chiodi, in cui Mauro Febbo è stato Assessore, in 66 mesi ha declassato 5 ospedali: Tagliacozzo, Pescina, Guardiagrele, Gissi e Casoli. Febbo dov’era quando accadeva tutto ciò? Oggi, invece di tacere, difende addirittura l’operato della Giunta D’Alfonso che in 48 mesi è riuscita a ridurre la sanità abruzzese ai minimi storici con il declassamento, in continuità col precedente governo di centro destra, degli ospedali di Penne, Popoli,  Atessa, Ortona e Atri». I 5 Stelle assicurano che il ministro Grillo «è già a lavoro per rimediare al progressivo depotenziamento della sanità pubblica posto in essere negli ultimi anni dai governi di centro destra e centro sinistra. Stia tranquillo Febbo, si preoccupi di ciò che accade in Regione che pare, fino ad oggi, essere stato un po’ distratto».