FATTA LA LEGGE

Banca della Terra d’Abruzzo, progetto all’avanguardia affossato e snobbato

Assessore e dirigente non forniscono spiegazioni nè dati. I comuni non collaborano

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

268

Banca della Terra d’Abruzzo: terreni incolti a chi vuole coltivare

 

 

ABRUZZO. Che fine ha fatto la Banca della Terra? A che punto siamo e che risultati ci sono?

 

Il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, Pietro Smargiassi, è intervenuto a margine dei lavori della Commissione Vigilanza, in merito al punto all’ordine del giorno riferito allo stato d’attuazione della Banca della Terra d’Abruzzo: «prendo atto che l’Assessore Pepe ed il Direttore del Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale, dott. Di Paolo, continuano a disertare la commissione Vigilanza nonostante i dati sullo stato di attuazione della Legge Regionale di istituzione della Banca della Terra siano, per usare un eufemismo, sconfortanti; a due anni infatti dall’entrata in vigore della norma non è ancora possibile sapere se e quando verrà istituito uno sportello cui rivolgersi per avere delle informazioni dettagliate e non si conoscono i soggetti referenti per il monitoraggio delle richieste pervenute».

 

In effetti la legge tra le più originali e innovative e sperimentali venne approvata a settembre 2015 dal Consiglio regionale  proprio su proposta di Smargiassi.

 

La legge intende creare nuove opportunità di lavoro, di incentivare la nascita di nuove imprese agricole e di rilanciare il settore dell’agricoltura.

Le nuove norme consentono di recuperare terreni incolti o abbandonati, di proprietà pubblica o privata, e di assegnarli a coloro che vogliono dedicarsi all’imprenditoria agricola ma ne sono impossibilitati poiché non in possesso di terreni coltivabili.

I benefici sperati sono molteplici: dare impulso all’imprenditoria agricola;  incentivare la produzione dei prodotti autoctoni; migliorare l’assetto idrogeologico dei terrenti;  prevenire gli incendi boschivi e le calamità naturali che colpiscono i terreni agricoli e forestali abbandonati, incolti o sottoutilizzati.

 

Ma in Abruzzo la Regione non sembra prestare molta attenzione all’argomento che quasi boicotta.

 

 

«Responsabilità vanno anche date ai comuni», aggiunge Smargiassi, «visto che diversi non hanno fornito l’elenco dei terreni incolti e/o abbandonati. Non mi arrenderò di fronte all’inerzia di Assessorato e Comuni; ho già formalizzato la richiesta al Presidente della Commissione Vigilanza di riconvocare Assessore e Direttore Dipartimento perché si assumano le proprie responsabilità e non demandino ad altri l’ingrato compito di mostrare quanto sino ad ora non è stato fatto. Al contempo»,  conclude il Consigliere 5 Stelle, «ricordo a tutti i comuni d’Abruzzo la scadenza del 30 ottobre, termine perentorio entro il quale dovranno far pervernire l’elenco dei terreni da inserire nella Banca della Terra»