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Nuova Pescara, la fusione arriverà a luglio in Consiglio regionale (forse)

Si aspetta da 1.380 giorni

Redazione PdN

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Nuova Pescara, la fusione arriverà a luglio in Consiglio regionale (forse)

 PESCARA. Dopo 1.380 giorni passati dal referendum che coinvolse i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore, forse ci siamo: il progetto di fusione si avvia ad arrivare in Consiglio regionale.

 Prima però, il prossimo 27 giugno, la Prima Commissione (Bilancio) del Consiglio procederà alla trattazione finale del progetto di Legge istitutivo del Comune di Nuova Pescara con la fusione dei tre Comuni.

 I Commissari saranno chiamati ad esprimersi, attraverso il voto, sulle proposte emendative al testo inizialmente depositate. Gennaio 2019 dovrebbe essere, secondo le proposte, la data di decorrenza della fusione.

«Confido che la proposta di Legge possa approdare in Consiglio regionale entro il mese di luglio per l’approvazione definitiva che segnerà, oltre alla prima fusione nella nostra regione, la nascita del comune fuso più grande d’Italia», commenta il presidente della I Commissione, Maurizio Di Nicola.

Il 25 maggio 2014 i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore si sono espressi sul Referendum sulla Nuova Pescara. Con un'affluenza del 69,46%, gli elettori hanno detto sì alla fusione.

All’inizio del 2018 tutti e tre i Comuni avevano chiesto al governatore D’Alfonso una proroga per poter esprimersi nel merito di una proposta che trova ancora molte resistenze, su tutti i fronti politici, soprattutto nei due Comuni minori.

Una fusione rallentata anche, come ha sostenuto Marco Camplone, presidente dell’associazione Nuova Pescara, dalla  candidatura del governatore D’Alfonso al Senato e dalla stasi attuale della Regione.

 Proprio a D’Alfonso, alla fine del 2017, il centrodestra aveva addebitato la responsabilità di aver frenato il passaggio in Consiglio comunale a Pescara  eludendo l’obbligo di chiedere all’Assemblea civica di esprimere un parere di merito che non è facoltativo. Quel parere è infatti previsto dalla legge regionale 44 del 2007 che richiede esplicitamente di sentire i Consigli municipali.

«D’Alfonso ha tentato di allungare il più possibile il brodo perché non voleva la ‘Nuova Pescara’», aveva denunciato Antonelli. «Poi ha deciso di giocarsi le ultime cartucce:  sapendo che nel 2019 perderà le elezioni amministrative a Pescara, oltre che a Montesilvano, sta tentando di usare l’arma della costituzione della nuova città per mischiare le carte, arrivare a quell’appuntamento elettorale dopo aver commissariato il Comune di Pescara, facendo sciogliere il Consiglio con quattro o cinque mesi d’anticipo, e sperando di poter utilizzare quei 130 giorni per far dimenticare ai pescaresi l’immane disastro dell’amministrazione Alessandrini, convinto com’è che, con il contributo di Spoltore, riuscirà a riacquistare consensi per non perdere le città della costa».