LA SFIDA

Salvataggio piccoli ospedali, ora il Pd abruzzese vuole la soluzione dal M5s

Paolucci: «vediamo se le promesse della campagna elettorale saranno rispettate»   

Redazione PdN

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Salvataggio piccoli ospedali, ora il Pd abruzzese vuole la soluzione dal M5s

Camillo D'Alessandro

 

ABRUZZO. Quello che non è riuscito a fare il Partito Democratico al Governo adesso dovranno farlo Movimento 5 Stelle (e Lega).

 

 

In un solo giorno il Pd abruzzese ha servito sul piatto d’argento ai grillini la possibilità di dimostrare le proprie reali intenzioni. Roba che ha anche un retrogusto di ripicca, di un gioco delle parti inusuale. E di sicuro nei prossimi mesi questo schema sembra essere destinato ad essere replicato all’infinito.

Così, solo nella giornata di ieri, oltre alla legge probabilmente incostituzionale sulla restituzione delle indennità delle guardie mediche (D’Alfonso avrebbe chiesto ai 5 Stelle abruzzesi un gioco di lobby per impedirne l’impugnazione da parte del Governo centrale), anche sulla sanità è arrivata una iniziativa legislativa che farà discutere.  

La firma è quella dei neo deputati Pd Camillo D’Alessandro e Stefania Pezzopane (passata dal Senato alla Camera) che hanno presentato il Disegno di Legge per salvare i ‘piccoli ospedali’ di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne.

 

«Gli eventi legati al terremoto – spiegano nella relazione al progetto di legge D’Alessandro e Pezzopane - hanno profondamente influenzato l’intera programmazione sanitaria regionale, a partire dalla configurazione delle rete ospedaliera che prevede la realizzazione di nuovi interventi di edilizia sanitaria che consentiranno una diversa articolazione dell’offerta sanitaria.  Appare evidente – segnalano i deputati abruzzesi del PD - che nelle more della nuova programmazione dell’offerta sanitaria, possibile solo con la realizzazione degli interventi di edilizia previsti, deve essere prevista una sospensione delle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro della Salute 2 aprile 2015, n. 70 per i presidi di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne, già oggetto di misure di riconversione come disposto dai Decreti del Commmisario ad Acta in applicazione del Decreto citato».

Il decreto è di tre anni fa e il Pd, oggi all’opposizione, chiede una sospensione. Arriverà?

 

«A tal fine – riprende D’Alessandro - abbiamo  presentato una proposta di legge per sospendere le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro della Salute 2 aprile 2015, n. 70. La norma prevede anche che, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale provvede ad individuare i singoli provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera per i presidi individuati. L’impegno è stato assunto anche in considerazione di un ordine del giorno votato dal Consiglio Regionale e che impegnava tutti i parlamentari della Regione Abruzzo.  Ci auguriamo e ci batteremo affinchè la maggioranza parlamentare approvi senza indugio la proposta visto le accuse ed i giudizi che i loro rappresentati hanno urlato in tutti questi anni in Abruzzo».

Soddisfatto anche l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, secondo cui «la legislazione sanitaria è concorrente; e come già accaduto nel passato, sia per Popoli, sia per l’approvazione del Programma Operativo dell’allora Commissario Chiodi, solo l’approvazione di una norma nazionale ha permesso di derogare rispetto al quadro normativo esistente. Ora, dopo la strumentalizzazione di questi anni dei 5 stelle e della destra è il momento della verità.  In campagna elettorale hanno promesso molto in materia di sanità, vediamo come agiranno fattivamente ora».