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Approvata legge che revoca restituzione indennità guardie mediche. M5s: «il pericolo persiste»

Scontro in aula sulla proposta bipartisan Centrodestra-centrosinistra ma il M5s poi vota favorevolmente

Redazione PdN

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CONSIGLIO REGIONALE

 

ABRUZZO. La legge annunciata che dovrebbe risolvere il problema della restituzione della indennità aggiuntiva dei medici delle guardie mediche è stata approvata dal Consiglio regionale.

Secondo centrodestra e centrosinistra, firmatari e proponenti del progetto di legge, si risolve così ogni problema revocando le restituzioni imposta ai medici e reintroducendo  la possibilità di continuare a percepire l’indennità che nel frattempo era stata cancellata.

Secondo, invece, il M5s la legge non è motivata bene e potrebbe essere impugnata dal governo nazionale e cioè cancellarla rendendola illegittima.

Secondo Pettinari (M5s) si potrebbe persino parlare di «dolo politico» in quanto gli emendamenti -che a suo dire avrebbero blindato la legge- sono stati, invece, bocciati.

Alla fine però la legge è  stata approvata all’unanimità. 

L'indennità era prevista con la delibera di giunta n. 916 del 9 agosto 2006: con la proposta di legge viene confermata ed assicurata l’indennità  fino all’approvazione della delibera di giunta n. 398 del 18 luglio 2017(ovvero per un periodo che decorre dal 2006 al 18 luglio 2017). Tale indennità viene riconosciuta ai medici che svolgono attività di “Continuità Assistenziale” in virtù delle particolari e specifiche condizioni di disagio e difficoltà in cui vengono rese le prestazioni sanitarie al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e del contributo offerto, anche in termini di disponibilità, allo svolgimento di tutte le attività, essendo prioritariamente orientate a promuovere la piena integrazione tra i diversi professionisti della Medicina Generale e a garantire migliori standard qualitativi delle prestazioni sanitarie.

Secondo il presidente-senatore D’Alfonso tutto sarebbe nato da «una superproduzione di denunce che la politica abruzzese fa, alla quale ha fatto seguito un incomprensibile super attivismo della procura della Corte dei Conti. E assolutamente impropria l’attività messa in campo dalla procura della Corte dei Conti. D’altra parta bisogna dire che è bombardata».

D’Alfonso si riferisce alla nota dei giudici di controllo alla Regione che contestava il pagamento dell’indennità dal 2006 perchè non adeguatamente motivata nello specifico.

Poi il presidente-senatore ha aggiunto, sempre parlando della Corte dei Conti: «cambieranno adesso le postazioni. Alcuni dei grandi denunciatori oggi sono su altri spalti. La proposta di legge risolve il problema dando per scontato che cessi la condotta smisurata di certo ufficio della procura. Io so che la procura agisce attivando sanzioni non organizzando richiami. E la seconda volta che accade; la prima volta sul rettore D’Amico e anche in quel caso ci fu un eccesso di iniziativa e anche in quel caso fu la politica che, sbagliando spazio di attività, denunciò»

 Febbo e Sospiri confermano: «andiamo finalmente a tutelare le indennità di rischio dei medici di base che non dovranno più restituire alle Asl di appartenenze le spettanze percepite dal 2006. Finalmente si chiude oggi una vicenda gestita con scarsa attenzione. La sanità territoriale oggi può tornare a lavorare in maniera più serena e con qualche certezza in più».

 Il M5s parla invece di «sciacallaggio politico sulla pelle dei cittadini».

I consiglieri regionali Domenico Pettinari, Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi, sostengono che centrodestra e centrosinistra abbiano proposto una legge «forse volutamente lacunosa  e che non segue le più elementari indicazioni della Corte dei Conti mettendola a rischio di un richiamo della stessa Corte nonché di un’impugnazione da parte del Governo centrale».

Domenico Pettinari:«l’obiettivo, molto probabilmente, è quello di scaricare la responsabilità sul Governo M5S-Lega di una vicenda partita già dal 2006 in Regione Abruzzo, non risolta dal Governo Chiodi e addirittura peggiorata dal Governo D’Alfonso. Appena ci siamo accorti delle lacune della legge, che volevamo votare favorevolmente, abbiamo immediatamente presentato due emendamenti che ne correggessero l’impostazione così da rendere la legge risolutiva e non impugnabile. Emendamenti respinti in commissione da Forza Italia e Pd con la sconvolgente motivazione di auspicare un intervento lobbistico del M5S Abruzzo sul proprio Governo».

Sara Marcozzi: «Non risolvere volutamente il problema oggi, sperando di mettere all’angolo un Governo neonato presentandogli una legge mal scritta auspicandone, neanche troppo velatamente, l’impugnazione, è un atto politico ed istituzionale di una gravità inaudita. Un gioco di potere che vede come uniche vittime cittadini e lavoratori inermi».

 «Ascoltare l’Assessore Paolucci», conclude Pietro Smargiassi, presente in V commissione con Pettinari «asserire che si rinvia a Roma la decisione definitiva, svincolando Regione Abruzzo da ogni responsabilità è stato un colpo di mano che gli abruzzesi non meritano».