IL FATTO

Intossicazione alunni Pescara, ancora nessuna certezza su origine del contagio

«l’80% rimandato a casa». A La Vita in diretta: «a Pescara c’è un problema». In tv sindaco contestato  

Redazione PdN

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Intossicazione alunni Pescara, ancora nessuna certezza su origine del contagio

PESCARA.  Altri 20 bambini ancora al pronto soccorso di Pescara  nella giornata di lunedì per essere visitati e sottoposti a terapia antibiotica.

Sembra senza fine l’emergenza intossicazione dei piccoli studenti di 7 plessi scolastici (materna ed elementari) della città. Escluso un virus ed esclusa, «fino ad ora», anche la salmonella.

Si tratta con tutta probabilità di un'infezione di origine batterica, ma «i campioni sottoposti a coltura non hanno dato per il momento di positività».

 

Questo pomeriggio l’Asl ha fornito i numeri dell’emergenza e del caso si è occupata anche la trasmissione di Rai 1 ‘La Vita in diretta’.

Rosario Trefiletti ha chiesto il pugno di ferro da parte del Comune, ha contestato la posizione troppo tiepida del sindaco Marco Alessandrini («sindaco ma si vuole indignare per quello che è successo a quasi 200 bambini?», ha gridato l’ospite in studio) e il giornalista della Stampa  ha parlato di avvisaglie pregresse che non sono state colte.

Insomma, figuraccia nazionale rimediata in orario pomeridiano.

 

Nel pomeriggio l’Asl in conferenza stampa ha snocciolato tutti i dati dell’emergenza, cominciata nella serata di venerdì.   

Il dottor Stefano Boccabella, direttore UOC Integrazione Ospedale e Territorio, ha raccontato che tre giorni fa, in tarda serata sono cominciati ad arrivare primi bambini.

Poi dalla mattina del 2 giugno il pronto soccorso cittadino è entrato in allerta per la numerosa presenza di pazienti età pediatrica: tutti sintomi da gastroenterite con febbre. E’ stata pure azionata l’unità di crisi.

Per far capire l’entità dell’emergenza Boccabella ha spiegato che se ogni giorno c’è un accesso di 47-48 pazienti in età pediatrica con «multi patogenicità», nelle ultime ore ci sono stati 45 accessi quotidiani solo per gastroenterite.

«A tutti sono state garantite accoglienza e cure. Sono stati reclutati infermieri e letti aggiuntivi».

Dal 1° giugno ad oggi si contano 126 bambini arrivati al pronto soccorso di Pescara, tutti con lo stesso problema.

A questi bisogna aggiungere quelli che si sono recati al pronto soccorso di Chieti e all’ospedale di Atri più quelli che hanno deciso di rivolgersi ai propri pediatri di base.

Insomma si sfiorano le 200 unità.

Ai pazienti dell’ospedale di Pescara: a  70 è stata sottoposta una terapia redatraitiva e hanno continuato le cure a casa, 30 bambini hanno fatto da uno a due giorni di degenza. Alcuni sono stati trattenuti in ospedale a scopo precauzionale, per esempio bimbi che a casa avevano fratelli sani ma a questo punto a rischio contagio.

Alle 18 di oggi c’erano poi ancora 20 bambini  in corso di valutazione al pronto soccorso.

 

I medici hanno confermato che il  problema clinico è sotto controllo.

 

«E’ stata dura  vedere questi bambini arrivare a frotte con genitori sconsolati», ha confessato il primario Lombardi. «Abbiamo iniziato una terapia antibiotica pur non sapendo l’ agente eziologico  ma tutto portava ad infezione batterica. I bambini hanno risposto bene, l’80% è stato rimandato a casa con terapia».

 

 

NUOVE ISPEZIONI

 Intanto il personale del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della Asl e i carabinieri del Nas di Pescara hanno effettuato una nuova ispezione nel centro cottura che serve le mense delle scuole del capoluogo adriatico.

Nel corso del controllo sono stati eseguiti sequestri e vincoli sanitari di alimenti e campioni completi di tutte le matrici alimentari presenti nella struttura.

L'attivita' mira a non tralasciare alcun aspetto.

 

In tarda serata saranno disponibili i primi risultati definitivi sui campioni prelevati dai bimbi finiti in ospedale. In particolare, si attende, l'arrivo degli esami colturali e molecolari sui campioni prelevati sui dieci bambini che per primi sono arrivati in pronto soccorso.

Secondo l'azienda sanitaria, «domattina il quadro potra' essere piu' completo».

 La Asl ha detto che sono stati campionati «da una parte i reperti biologici per tipizzare l'agente responsabile del focolaio, procedendo ad incubazione e reincubazione, al fine di avere l'assoluta certezza diagnostica».

Ad occuparsi delle analisi dei reperti biologici (coprocoltura) sono i laboratori di Batteriologia e virologia dell'ospedale e quelli dell'Istituto Zooprofilattico. Quest'ultimo si sta interessando anche dell'analisi degli alimenti sequestrati.

«La certezza sulla individuazione dell'agente patogeno responsabile del focolaio di gastroenterite - ha evidenziato la Asl - puo' essere data solo all'esito della conclusione dei test di laboratorio».

 

 

LA VITA IN DIRETTA

Alcuni genitori hanno manifestato tutta la loro indignazione e rabbia ai microfoni della Vita in diretta che questo pomeriggio si è occupata del caso.

«Dopo due giorni di malessere ho portato le mie figlie in pronto soccorso, sabato mattina», ha raccontato mamma Veronica. «Parlando con altri genitori ci siamo accorti che era una situazione estesa e  tutti giovedì scorso hanno mangiato la stessa cosa: uova strapazzate, insalata e polpette di tonno.

Paolo Nardella, papà di una bimba finita in ospedale ma anche avvocato che ha deciso di occuparsi legalmente della questione ha raccontato che

il cibo viene portato dal centro di cottura nelle scuole, in alcuni grossi contenitori e  poi sporzionati all’interno dell’istituto.

Un doppio passaggio che, se confermato, aumenterebbe la possibilità di contaminazione.

 

Dura la contestazione in studio del giornalista de La Stampa Paolo Russo che ha detto: «a Pescara sono recidivi. Nei mesi scorsi avevano già trovato del pollo con pezzi di osso, pesce con lische. E poi cibo spacciato per km zero che era invece del discount e conservato male. Tutte cose che dovevano spingere a fare controlli, avete un problema in quella città, controllate, è inutile fare ordinanza quando il problema c’è».

Ancora più duro Rosario Trefiletti, presidente dell'Istituto studi sul consumo: «la cosa allucinante è che sono coinvolte 7 scuole. Quando c’è un unico luogo da cui partono i cibi bisogna fare verifiche e controlli in misura maggiore. Il Comune non ha addetti che facciano controlli? Qua bisogna rimboccarsi le maniche. Il massimo ribasso sugli appalti è il vero problema. Ci vuole il controllo da parte di chi paga questo appalto». E dopo un commento (registrato) abbastanza pacato del sindaco Alessandrini Trefiletti è saltato sulla sedia: «sindaco un pò più di indignazione, per favore» .


E ALESSANDRINI SI ADIRA...

 Il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, comunica che la mensa scolastica nelle scuole di Pescara resta sospesa e e preannuncia provvedimenti nel caso le intossicazioni dipendano dal cibo consumato a scuola.

«Siamo certi - ha spiegato il primo cittadino - di quello che accadra' se verra' accertato che c'e' stata omissione da parte della societa' che gestisce il servizio mensa nelle scuole del comune di Pescara, o da parte di qualsiasi altro soggetto, che non potra' piu' lavorare nel nostro Comune. E non lo dico perche' sono molto adirato in questi giorni per quello che e' successo, ma perche' e' un atto dovuto per quei bambini e per le loro famiglie, a cui sono vicino e assicuro ogni tipo di sostegno e giusto atto consequenziale».

 

a.l.