SEDUTA SPIRITICA

Mare-Monti, come se nulla fosse: D'Alfonso convoca seduta per stanare il fantasma della strada

SOA e Forum H2O: «non ripetere gli errori del passato, la Riserva del lago di Penne non si tocca»

Redazione PdN

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Mare-Monti, come se nulla fosse: D'Alfonso convoca seduta per stanare il fantasma della strada

 

 

 

ABRUZZO. Dopo la prescrizione trasformata in assoluzione dalla Corte D’Appello, il presidente-senatore ritorna all’attacco della Mare-Monti, l’incompiuta ventennale ancora sub iudice.

Ma è tempo di riprendere l’iter e, come se nulla fosse mai accaduto (e la procura nulla avesse svelato), si riannodano i fili di una storia intricata e umiliante sotto troppi profili.

Intanto è stata convocata per domani pomeriggio dal presidente Luciano D’Alfonso una riunione (in Provincia a Pescara) per discutere sul progetto per la strada vestina.

 

L’invito è stato esteso da parte di D’Alfonso a persone scelte con logiche imperscrutabili:  ci sono il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, i sindaci di Penne e Loreto Aprutino, il presidente Anas Gianni Vittorio Armani, il direttore dell’Oasi di Penne, il dirigente della regione Emidio Primavera ma pure al cantautore originario di Penne, Mimmo Locasciulli (vicino al Pd) e ad un esercente locale.

 

 

D’Alfonso dimentica di ricordare ai destinatari della missiva che il cantiere fu sequestrato (ed è ancora sotto sequestro) e che tra i vari pasticci ci fu anche quello dei progettisti che tracciarono un viadotto dentro una riserva, area protetta, sulla base di una mappa in cui i confini della Riserva erano stati artefatti, ma ci tiene a ribadire la sua importante assoluzione, una sorta di investitura e legittimazione sacra a riprendere le fila del discorso.

 

Certo non perde l’occasione ancora una volta di puntare il dito verso «giornalisti irresponsabili» che negli anni avrebbero parlato di «strada fantasma» lasciando intendere «che la strada non ci fosse e le risorse fossero scomparse».

Invece la strada non c’è ma le risorse sì, magari non basteranno visto che sono quelle stanziate oltre 20 anni fa, ma questo è un dettaglio minimo.

 

Sì ma adesso che si fa?

Il presidente-senatore, che aspetta di sapere cosa accadrà a Roma per conoscere anche il proprio destino politico, chiede ai destinatari dell’invito di fare in fretta perchè «i soldi ci sono, tant’è che ci convochiamo per trovare adesso la via giusta per appaltare ed eseguire i lavori».

Cosa si intenda tecnicamente e in pratica rimane oscuro ai più.

E poi D’Alfonso spiega meglio: «siete convocati poiché vogliamo rastrellare tutte le ipotesi progettuali, che non devono produrre nessun sorriso in capo al progettista ‘riscegliendo’  ma devono soltanto cantierare l'opera. Non voglio che anche questa volta escano dei ‘minoritari’ capaci di denunciare, per cui troviamo e scegliamo il tracciato migliore, quello che è condiviso e sapendo che è condiviso il bisogno condividiamo anche la soluzione».

 

Insomma il solito D’Alfonso-panzer, quello che, quando decide, ottiene a tutti i costi, passando sopra ad ogni ostacolo.  

Uno di questi, per esempio, è proprio il sequestro, ancora vigente, del cantiere che non permette alcun movimento nell’area e intorno all’opera.

Certo prima di arrivare a muovere le pietre passeranno altri anni e per allora magari anche il processo (quello da cui sono usciti tutti gli imputati per prescrizione con l’eccezione di Carlo Toto e D’Alfonso assolti) per giudicare le responsabilità delle società di Carlo Strassil e di Toto.

Tra le altre cose D’Alfonso convoca anche la “sua” Anas (è dipendente in aspettativa) alla discussione che è pur sempre parte civile nel processo Mare-Monti, cioè voleva danni dagli imputati tutti e vorrebbe ancora i danni dalle società rimaste…

Dettagli.  

 

«CONTENUTI OSCURI»  

«A parte i toni e i contenuti a tratti oscuri della nota», commentano Forum dell’Acqua e Stazione Ornitologica, «ribadiamo la necessità di evitare nuovi progetti faraonici, indirizzando le decine di milioni di euro disponibili su interventi per la mobilità nell'intera area area vestina, con particolare riferimento alla manutenzione delle strade esistenti nella sede attuale, dalla SS81 alle strade provinciali che sono letteralmente disastrate».

 

Tra l'altro, fanno notare le due associazioni, interventi di questo genere permetterebbero una spesa quasi immediata mentre interventi faraonici avrebbero bisogno della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) e Valutazione di Incidenza Ambientale (V.INC.A.; la Riserva di Penne è infatti anche Sito di interesse Comunitario) le cui competenze sono oggi trasferite allo Stato, con ovvio allungamento dei tempi.

«Inoltre crediamo», continua Augusto De Sanctis, «che ben difficilmente il Ministero dell'Ambiente darebbe il proprio assenso ad interventi incidenti su una delle aree protette più conosciute d'Italia».

 

Insomma, le associazioni auspicano che domani le ragioni dei cittadini che fruiscono della rete viaria vestina e dell'ambiente «prevalgano rispetto ad idee del passato che finora hanno partorito solo mastodontici progetti deleteri che potevano essere realizzati solo grazie a scorciatoie o peggio, con conseguente immobilismo».