IN CARCERE

201° anniversario della Polizia Penitenziaria, agenti: «c’è poco da festeggiare»

Problemi, carenze e straordinari: via difficile dietro le sbarre, non solo per i detenuti

Redazione PdN

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PESCARA. Oggi nel carcere di Pescara, come in tutti quelli abruzzesi, si festeggia il 201° anniversario della Costituzione del Corpo di Polizia penitenziaria ma per gli agenti pescaresi non è per niente un giorno di festa.

 

«C'è poco da festeggiare», contestano i sindacati Uspp, Sappe, Osapp, Cgil, , Fsa Cnpp, Fns Cisl e Uilpa, «per quelli che tutti i santi giorni, armati da grande spirito di sacrificio, non mancano mai di assolvere i compiti istituzionali a loro demandati nonostante le difficoltà più volte lamentate».

Secondo la denuncia degli agenti, nemmeno il provveditore regionale avrebbe ascoltato le proteste segnalate in una nota congiunta nella quale era stata richiesta anche una comunicazione urgente. Ad oggi, rivelano, nessun incontro è stato fissato.

Eppure dal 3 maggio scorso i sindacati, tutti uniti, hanno dichiarato lo stato di agitazione per sollecitare urgenti provvedimenti che «ridiano la dovuta dignità professionale agli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria»: «ogni giorno vengono richieste prestazioni di lavoro straordinario, doppi turni e sovraccarico di competenze anche a causa di una popolazione detenuta sempre crescente e con maggiore difficoltà di gestione».

 

I sindacati segnalano che lo stato di sovraffollamento, di per sè complicato da gestire, è inficiato da «una massiccia presenza di detenuti affetti da ogni forma di patologia psichiatrica che, insieme ai tossicodipendenti anche loro in gran numero, richiedono particolari attenzioni e modalità di trattamento. Ma la polizia penitenziaria, senza un adeguato supporto di operatori specializzati non può certamente farsi carico di tutto».

Sempre gli reagenti denunciano la convivenza forzata che il carcere impone con i soggetti di difficile gestione all'interno delle sezioni, tra questi diversi arrivano da altri istituti da dove sono stati allontanati per episodi di violenza».

E tutto questo genera tensioni e incompatibilità tra i detenuti che sfociano quotidianamente in problemi di ordine e sicurezza.

 

«Lo dimostrano il numero degli eventi critici sempre crescente che si verificano, frequenti visite urgenti di detenuti presso strutture ospedaliere esterne, gesti autolesivi, colluttazioni dai detenuti», chiudono gli agenti.