SANITA' E POLTRONE

Nomina da record, Mascitelli resta direttore dell’Agenzia sanitaria per altri 3 anni

Mascitelli: rinnovo lecito come da legge

Redazione PdN

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Nomina da record, Mascitelli resta direttore dell’Agenzia sanitaria per altri 3 anni

 

ABRUZZO. Basta dire che la Sanità non funziona, è lenta e ci sono le liste d’attesa.

Dai piani alti, in Abruzzo, in questi giorni hanno dimostrato proprio l’opposto. Quando ci sono interventi urgenti, questioni di vita o di morte, si mette il turbo. E non si dica il contrario.

Ne sa qualcosa Alfonso Mascitelli, 60 anni, ex senatore dell’Italia dei Valori, nominato direttore dell’Agenzia sanitaria regionale a giugno di 3 anni fa, dopo essere stato commissario straordinario.

Ben due mesi prima della scadenza del contratto, il 27 aprile scorso, la giunta regionale (assenti il vice presidente Giovanni Lolli e l’assessore Marinella Sclocco) si è affrettata a rinnovargli il contratto per fare in modo che non ci fosse nemmeno un giorno di vuoto.

Che solerzia.

E menomale che la Sanità è stata così veloce e si è chiuso tutto il 27 aprile scorso perchè se si fosse arrivati al 30 aprile sarebbe scattatao il blocco per nuovi incarichi.

Pericolo e divieto schivati.

Ma se la giunta del presidente -senatore Luciano D’Alfonso si è mostrata veloce, anche Mascitelli non è stato da meno: il 26 aprile, l’assessore Silvio Paolucci, ha inviato la nota con cui chiedeva di rinnovare l'incarico a Mascitelli e meno di 24 ore dopo, il 27, ha acquisito tutte le dichiarazioni di incompatibilità e inconferibilità del diretto interessato. Così la delibera è andata in porto.

Bravi, scattanti, reattivi.

Quasi roba da sanità privata, verrebbe da dire…

 

Quella sanità destinataria di aumenti di budget che hanno fatto storcere il naso al “pubblico”, ma qui inteso solo come cittadini e votanti.

Ma Mascitelli in persona già ai tempi della sua prima e discussa nomina spiegò: «è stato fatto tutto a norma di legge».

La legge è una cosa, la politica è un’altra ed è qui che resta qualche dubbio: tra pochi mesi, quando D’Alfonso vorrà visto che l’argomento non interessa altre istituzioni pubbliche, si tornerà al voto e chi arriverà si troverà Mascitelli piazzato e contrattualizzato lì perchè il rinnovo è stato bello corposo, tre anni in tutto.

Si arriverà alla primavera del 2021.

Esattamente le stesse modalità che si stanno mettendo in atto negli ultimi mesi per aumentare anche collaboratori e staffisti o predisporre mobilità, promozioni e cambi di mansioni. Il tutto sembra volto  a lasciare una eredità pesante anche in termini di incarichi inamovibili.

 

Cose viste e riviste anche in passato quando i nuovi arrivati hanno dovuto combattere con quelli piazzati dai predecessori e le vecchie logiche dello spoil system non senza pena infinita per le casse pubbliche.

La legge è una cosa la politica un’altra...

Comunque ad ora la domanda più stringente è una sola: dove andranno a prendere i soldi per l’indennità di Mascitelli visto che non è citato il capitolo di bilancio dove attingere?

Formalità che si perdono nella velocità di una Regione che galoppa su  molti fronti ma non su tutti.



MASCITELLI: «RINNOVO POSSIBILE COME PER LEGGE»

 Mascitelli spiega che la possibilità di procedere al rinnovo dell’incarico è espressamente prevista dalla Legge Regionale n. 6 del 30 aprile 2009 e che il rinnovo in anticipo (60 giorni), «consente da un lato di evitare l’interruzione completa della attività istituzionale della ASR, dall’altro lato consente a chi viene rinnovato di avere il tempo minimo necessario per presentare richiesta obbligatoria di aspettativa dall’Ente di appartenenza», visto che il rapporto di lavoro del Direttore ASR è esclusivo.

Mascitelli sottolinea anche che è vero che l’incarico ha la durata di anni 3 ma c’è anche da tenere in considerazione  «quanto previsto dall’articolo 1 comma 2 della legge regionale n.27/2005 e successive modificazioni e integrazioni. Le modifiche sono avvenute con la legge regionale n. 25 del 2009 che prevede per gli organi di vertice delle agenzie la decadenza all’atto di insediamento del nuovo consiglio regionale, salvo motivata conferma».

Il riconfermato direttore sottolinea che la durata dell’incarico resta pertanto «nelle esclusive prerogative del nuovo Consiglio Regionale e della nuova Giunta, rispetto alle quali avrò pieno rispetto delle decisioni che verranno assunte. Da Vicepresidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale non ho avuto difficoltà a tornare a svolgere l’attività di assistente medico, senza favoritismi, e di certo non lo avrò a farlo una seconda volta».

Sui soldi per l’incarico Mascitelli spiega che l’Agenzia è dotata di apposite risorse finanziarie definite annualmente dalla Giunta Regionale sulla base degli obiettivi assegnati ed iscritte in un apposito capitolo del bilancio regionale gravante sul Fondo Sanitario Regionale (articolo 25 L.R. 6/2009). «Il bilancio della ASR, che copre le spese dell’intero personale inclusa la figura del Direttore, è pubblicato nel rispetto della piena trasparenza sul sito istituzionale dell’Agenzia. Il bilancio viene esaminato dal revisore dei conti, nominato dal Consiglio Regionale, è sottoposto al parere del servizio finanziario del Dipartimento Salute ed infine viene approvato con atto giuntale per essere a sua volta sottoposto all’esame e approvazione del Consiglio Regionale. Non c’è quindi alcun arcano mistero, ma solo norme in vigore da oltre 12 anni».

Mascitelli spiega che il bilancio della ASR ammonta a 1.400.000 euro e, negli anni sottoposti alla sua direzione, «abbiamo sempre restituito, come previsto dalla legge, le risorse non impiegate; l’ultimo anno la restituzione ammonta a 545.000 euro, in quanto a fronte di un carico aumentato di lavoro assegnato alla ASR, ho ritenuto di evitare di fare ricorso a qualsiasi attività di consulenza esterna, che pure è espressamente consentita dalla legge regionale».