POLITICA

Oggi nasce il nuovo governo M5s-Lega: ecco premier e probabili ministri

Di Maio: «noi al governo senza cedere a poteri forti. Subito taglio a vitalizi»  

Redazione PdN

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Oggi nasce il nuovo governo M5s-Lega: ecco premier e probabili ministri

 

 

SILVI MARINA. «Se il Movimento 5 stelle andrà al governo sarà senza compromettersi, senza cedere a nessun potere forte, senza nessun contratto al ribasso. Questo deve pur valere qualcosa».

E’ uno dei passaggi del discorso di ieri sera di Luigi Di Maio a Silvi Marina per una un'iniziativa elettorale.

E sulle reazioni a un governo Lega-M5s ha detto: «Mentre agli altri hanno dato 30 anni e non viene chiesto conto di nulla, a noi sarà chiesto tutto e subito. Noi cercheremo di fare non il possibile, ma l'impossibile».

 

«Credo proprio che ce l'abbiamo fatta», aggiunge Di Maio parlando della squadra di governo concordata con la Lega di Salvini «dopo 80 giorni abbiamo imposto il nostro metodo. Uno, sganciandoci dalle ammucchiate politiche e due impegnandoci con un contratto davanti agli italiani, e cercando di capire se chi avevamo al tavolo voleva rispettare le promesse. Noi siamo l'unico movimento europeo che aumenta i propri consensi alle elezioni a cui si presenta. Tra qualche settimana Fico e Fraccaro taglieranno i vitalizi».

Sulla stessa linea di “giubilo” anche Matteo Salvini che non ha fatto trapelare nulla spiegando che i nomi si fanno prima a Matarella. Appuntamento fissato per oggi pomeriggio.

Si tratta di un momento cruciale perchè per la prima volta nascerebbe un governo con una inedita (e faticata) maggioranza per cui tutti attendono la prova dei fatti. Riusciranno a mantenere le promesse e a non scontentare gli elettori? Ci saranno mutamenti genetici dovuti alla cooabitazione? Molti “analisti” sembrano pessimisti, molti altri guardandosi alle spalle ritengono che il tentativo vada comunque fatto affinchè i cittadini possano avere un giudizio sui risultati, esattamente come quello che hannoa vuto dalle altre forze che sono state al governo in passato. Sarà meglio o peggio?

 

Intanto si registrano i primi strappi nel centrodestra, quello di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia: «Mi corre l'obbligo di segnalare che questo sentimento non è stato accompagnato da gesti. Noi non abbiamo mai condiviso il lavoro che veniva fatto. Non è che Salvini o Di Maio abbiano mai dialogato con noi sul programma o su chi dovesse essere il premier che per noi deve essere di centrodestra ed invece mi pare che si vada in senso opposto. Fdi non farà parte per scelta di un governo dei Cinque Stelle».

Più tiepidi i forzisti di Berlusconi che farebbero parte a tutti gli effetti della maggioranza salvo sorprese per loro e per noi.

 


DI MAIO SALVINI RINUNCIANO A FARE IL PREMIER

All’inizio si era detto che Di Maio volesse fare per forza il premier. Poi si è parlato di una possibile staffetta con Salvini. Ieri mattina in un vertice segreto M5s-Lega invece Di Maio avrebbe accettato di rinunciare alla premiership.

 

 

Al suo posto ci sarebbe Giuseppe Conte premier.

Un nome proposto dal M5S e ben accetto dalla Lega che lascia, comunque, ai due leader un "peso" cruciale nelle scelte di governo. Un nome che certifica, salvo colpi di scena, il passo indietro di Di Maio da Palazzo Chigi.

La prudenza è ancora alta e nella Lega resta qualche timore che il M5S, facendo perno sul volere del Colle, prepari una sorta di "trappola" per convincere Salvini sulla necessità di un nome "pesante" come quello di Di Maio.

Ma alla vigilia della salita di M5S e Lega al Quirinale - le due delegazioni si recheranno separatamente - la partita per Palazzo Chigi sembra chiusa e vira su quel nome terzo che, sia nel M5S che nella Lega, interpretano come una soluzione di compromesso necessaria a dirimere la sfida tra Di Maio e Salvini per la premiership.

E il compromesso prevede che Palazzo Chigi vada al M5S, ma a un profilo non eletto che a dispetto dall'altro favorito Andrea Roventini, ha avuto il placet della Lega.

E quello di Conte è inoltre un profilo che, almeno nella strategia di M5S-Lega, poco adombrerà i veri kingmaker del governo giallo-verde, Di Maio e Salvini. Che potrebbero anche assumere la delega di vicepremier per meglio gestire Palazzo Chigi insieme al presidente del Consiglio.

Il primo punta a guidare un superministero che accorpi Sviluppo Economico e Lavoro gestendo temi, come il reddito di cittadinanza, cari al Movimento.

E anche per Salvini la scelta del ministero è prettamente elettorale: quello dell'Interno, a capo del quale il leader della Lega punta a mettere in campo le priorità più care alla sua storia politica, ovvero sicurezza e gestione dei migranti.

Il vertice di ieri  mattina si è svolto, spiega chi vi ha partecipato, «in un posto privato» e dura poco più di un'ora.

E sul tavolo emergono due nodi delicati, legati all'Economia e alla Difesa.

«C'è una differenza di visione con il Colle», spiega chi sta seguendo una trattativa che vede la Lega puntare, oltre che al Viminale, anche alla Difesa, con la proposta di Lorenzo Fontana.

Ma l'idea che l'intero pacchetto ministeriale sulla sicurezza vada a una forza come la Lega non convincerebbe il Colle.

Così come, al Quirinale, serpeggerebbe più di un dubbio sull'assegnazione del ministero del Tesoro a un tecnico M5S come Andrea Roventini.

Più apprezzata, forse, la scelta del più navigato Giancarlo Giorgetti, dato tuttavia in pole (assieme a Claudio Borghi) anche come sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Per il resto il totoministri vede Giampiero Massolo quasi sicuramente alla Farnesina, Laura Castelli in pole per la P.A., Giulia Grillo verso la Sanità.

Per la Lega Nicola Molteni potrebbe guidare l'Agricoltura (per il quale circola anche il nome di Fontana), Gian Marco Centinaio è in pole per gli Affari Regionali o per il nuovo ministero del Turismo, Giulia Bongiorno è tra i favoriti per Riforme e Rapporti con il Parlamento (in merito al quale non si esclude la scelta di Riccardo Fraccaro). Il dicastero dei Trasporti dovrebbe andare alla Lega (tra i nomi si fa quello di Stefano Candiani) così come quello dell'Ambiente (in pole Lucia Borgonzoni).

Sport e Beni Culturali andranno probabilmente al M5S: i nomi in pole sono quelli di Domenico Fioravanti e Emilio Carelli.

Tra i tecnici favorito anche il rettore della Statale Gianluca Vago all'Istruzione mentre Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Di Maio, è in pole per gli Affari Europei.

 

Non resta di vedere ora se le indiscrezioni saranno confermate e nel caso assistere alla nascita del primo governo Lega-M5s.