PAROLE E SIGNORI

Silvio Buttiglione, la casa è stata venduta all’asta. E lui attacca Beppe Grillo: «promesse non mantenute»

L’ex imprenditore ha perso definitivamente la sua abitazione di Montesilvano

Redazione PdN

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Silvio Buttiglione, la casa è stata venduta all’asta. E lui attacca Beppe Grillo: «promesse non mantenute»

Buttiglione e Marrone nel 2014

 PESCARA. «Io non avevo chiesto niente al Movimento 5 Stelle, siete voi che mi avete fatto promesse, mi avete illuso. Beppe Grillo è venuto a dirmi, qui in Tribunale, che il Movimento mi avrebbe ricomprato la casa e io ero tornato a vivere e sperare. Perchè illudermi così?»

 Amarezza doppia, questa mattina, in Tribunale a Pescara per Silvio Buttiglione che ha perso definitivamente la casa. La storia dell'ex imprenditore "rincorso" da creditori, in particolare da due banche, aveva commosso l'opinione pubblica con la sua proposta di vendere un rene per salvare la sua dimora di Montesilvano.

Questa mattina la casa e' stata aggiudicata per 142 mila euro.

All'asta si sono presentati sei acquirenti che hanno presentato un'offerta minima di 102 mila e 900 euro.

Nella seconda fase dell'asta, gli acquirenti sono rimasti in cinque e, dopo vari rilanci di 2 mila, uno di loro si e' aggiudicato l'abitazione.

Alla fine dell’udienza Buttiglione, con toni molto pacati, se l’è presa non solo con gli «sciacalli» che hanno approfittato della sua sciagura per acquistare la sua casa, ma anche con chi, diversi anni fa, gli aveva lasciato credere che le cose si sarebbero potute sistemare.

E lui ci aveva creduto veramente. Il riferimento è al Movimento 5 Stelle.

Oggi in aula non c’era la folla oceanica di quattro anni fa quando, il 20 maggio del 2014, in piena campagna elettorale, Beppe Grillo piombò in Tribunale per la prima asta, trascinandosi dietro quasi 500 supporters, parlamentari (non solo abruzzesi) e attivisti.

No, oggi c’erano solo  la neo senatrice del M5Stelle Gabriella Di Girolamo, il consigliere regionale Domenico Pettinari e  un paio di consiglieri comunali. Anche perchè c’era ben poco da fare.

 

L’ASTA

«Non fate promesse se non potete mantenerle», ha detto Buttiglione agli esponenti del Movimento, con fermezza ma assai provato.

«Abbiamo deciso di organizzare una colletta per pagare il debito di Silvio Buttiglione con banche ed Equitalia», aveva detto Grillo, nel 2014, uscendo dal Tribunale con l’allora  vicepresidente della Camera Luigi di Maio.

E Buttiglione anche stamattina ha ricordato quelle parole: «la colletta è stata avviata con 4 anni di ritardo, 12 giorni fa, e su mia iniziativa, cosa si sperava di raccogliere?»

L’ex imprenditore non è riuscito a nascondere la sua amarezza anche perchè, ha ribadito, lui non aveva chiesto aiuto a nessuno: «io ero venuto a parlare con Domenico di Codici del suicidio, non della casa», ha detto Buttiglione riferendosi a Pettinari, oggi consigliere regionale del M5S, «perchè mi avete messo questa speranza? Io questo non lo capisco. Se io do la parola a qualcuno la devo mantenere. Forse sono di un’altra generazione, quando si compravano le case con la stretta di mano».

«Noi ci siamo sempre stati», ha provato a ribattere Pettinari. «Silvio va aiutato e il Movimento 5 Stelle lo aiuterà», ha detto anche Livio Sarchese, consigliere comunale di Francavilla che ha chiesto di «non strumentalizzare» politicamente la situazione.

«Non sto strumentalizzando, sto raccontando fatti», ha ribattuto Buttiglione. «Io ora non voglio niente, è inutile continuare con queste prese in giro. Beppe Grillo disse che mi salvava la casa, c’era anche   Tiziana Marrone», ha ricordato l’uomo riferendosi alla moglie dell'imprenditore Giuseppe Campaniello, che morì dopo essersi dato fuoco il 28 marzo 2012 davanti alla Commissione Tributaria di Bologna.,

«In un colloquio privato, solo io e Marrone  sappiamo cosa ci promise Grillo. Io avevo cominciato a sentire la voglia di vivere e la speranza, finalmente qualcuno che mi aiutava. Perchè mi avete messo questa speranza addosso? Io non lo capisco. Ora se mi date una parola la dovete mantenere, se avete questi ideali sennò che parlate a fare?»

 Intanto ieri sera Luigi Di Maio ha fatto visita ad un altro ex imprenditore, Sergio Bramini, fallito per “colpa dello Stato” la cui casa sta per essere messa all’asta.

A lui nessuna promessa di ricomprare l’abitazione ma l’offerta di un ruolo di consulente del Governo proprio nell’ambito immobiliare e che riguarda tutte le persone che hanno situazioni debitorie che sono difficilmente affrontabili.

 

«NON HO PIU’ NIENTE DA PERDERE»

«Ormai non ho più niente da perdere, mi arroccherò nella mia casa fino a quando la polizia mi butterà fuori» ha detto oggi Silvio Buttiglione. «Queste persone che hanno partecipato all'asta sono sciacalli, perché si arricchiscono sulle disgrazie altrui e non lavorando per trent'anni come ho fatto io. Sono venute a visitare la mia casa e nonostante avessi raccontato loro del mio dramma si sono presentate in tribunale».

 I FONDI RACCOLTI

Gennaro Donadio, del Punto di ascolto Sos Equitalia, ha spiegato di aver saputo dal deputato Gianluca Vacca che la raccolta fondi lanciata dal M5s non ha raggiunto la cifra necessaria per evitare che la casa di Silvio Buttiglione fosse aggiudicata all'asta, «ma la raccolta fondi continuera', nel tentativo di consentire a Silvio di acquistare una nuova sistemazione».

«Finora sono stati raccolti quasi 10 mila euro - ha aggiunto Donadio - mentre ne servono almeno 50 mila».

«Abbiamo attivato un fondo, c'e' un Iban che e' stato pubblicizzato dappertutto e siamo gli unici ad avere messo dei soldi all'interno di quel fondo. Servono altri soldi - ha detto Pettinari -. Le altre forze politiche si mettessero una mano sulla coscienza e facessero quello che abbiamo fatto noi fino ad oggi». 

LE TAPPE

In occasione della prima asta, il 20 maggio 2014, in Tribunale a Pescara insieme all'imprenditore c'erano Beppe Grillo e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Buttiglione commentò: «Sono sereno perché tanta gente si è unita attorno a me e quindi mi sento protetto. Il Movimento 5 Stelle è una grande famiglia, prima mi sentivo solo».

Grillo dichiarò allora: «E' giusto pagare i debiti ma così è impossibile» e rivolgendosi all'imprenditore, davanti a giornalisti e curiosi, proseguì: «saremo sempre presenti alle aste, faremo abbassare il prezzo, poi la casa me la compro io, me la intesto a mia insaputa come Scajola…».

Andò deserta anche la seconda asta, quindici giorni dopo, il 5 giugno 2014, e in Tribunale allora, accanto all'ex imprenditore, si presentarono deputati e consiglieri regionali del M5s, insieme a simpatizzanti del Movimento.

Risale al 7 luglio 2015 la sospensione temporanea di 24 mesi per il procedimento relativo alla vendita all'asta della casa di Buttiglione, decisa dal giudice delegato delle esecuzioni immobiliari del tribunale pescarese Tiziana Marganella.

Il legale di Buttiglione, Antonello Campanelli, aveva chiesto l'estinzione del procedimento o, in alternativa, la sospensione, in virtù del deprezzamento dell'immobile, sceso dai 240 mila euro ai 107 mila dell'ultima asta andata deserta.

I legali delle due banche non si erano opposti all'istanza di sospensione; si stabilì anche di ricercare un accordo tra le parti, per estinguere definitivamente il debito.

I DEBITI

La vicenda di Buttigline, 64 anni, ex titolare di una impresa di profumerie e un centro di distribuzione, inizia nel 2007 quando la banca gli avrebbe imposto di rientrare da due fidi: uno di 49 mila euro e l'altro di 19 mila. Oltre al provvedimento dell'istituto di credito a suo carico risulta un debito con Equitalia di 37 mila euro. Per pagare i debiti Buttiglione in passato si era detto anche disponibile a vendere un rene.