LE CARTE

Sanità e Tavolo di monitoraggio. Ancora un verbale che sconfessa l’assessore Silvio Paolucci

Molti i problemi non risolti tra cui quello delle note di credito di Pierangeli non prodotte

Redazione PdN

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Sanità, conti impazziti dopo il pareggio di bilancio: altro che uscita dal commissariamento

Paolucci e D'Alfonso

 

 

ABRUZZO. Come da tradizione alla fine delle riunioni romane di verifica della sanità abruzzese l’assessore Paolucci finisce sui giornali con interviste trionfali che, se va bene, raccontano mezza verità.

Capita pure che poi i verbali del Tavolo di monitoraggio raccontino tutta un’altra verità che purtroppo è sempre peggio per tutti.

E capita anche per il verbale della riunione del 10 aprile scorso dove vengono riprese molte delle contestazioni già evidenziate da anni e ancora non risolte.

Anche in questo caso una delle locuzioni più ripetute è «tavolo e comitato restano in attesa di» spiegazioni, documenti, giustificazioni….   

 

 

LE CONTESTAZIONI NON RISOLTE

Dal punto di vista contabile e della gestione finanziaria la Regione non brilla.

«Tavolo  e Comitato,  con riferimento  all’analisi dei costi  operativi per l’anno 2017», si legge nel verbale, «rilevano  nuovamente carenze nella governance da parte della Regione  con particolare riferimento alla mancata definizione del Piano  di fabbisogno di personale, al rapporto con gli erogatori privati,  con riferimento al superamento dei tetti e alle incongruenze tra fatturato  e dati di attività trasmessi all’Agenzia sanitaria regionale, all’incompleta sottoscrizione  dei contratti e alla mancata attivazione dei processi di sospensione dell’accreditamento».

 

CARTE CHE MANCANO SULLE CLINICHE

«Tavolo  e Comitato  ribadiscono», si legge ancora, «la  richiesta di ricevere copia della  documentazione prodotta dalla Regione  in ordine all’iter di sospensione dell’accreditamento  delle strutture interessate e chiedono una relazione dettagliata  che evidenzi per ciascun erogatore la procedura di legge in corso  in merito al processo di sospensione dell’accreditamento».

 

 

IL RITORNELLO SULLE NOTE STONATE DI CREDITO

E come da tradizione degli ultimi tre anni il Tavolo continua a chiedere spiegazioni sulle note di credito non prodotte alla Asl da Synergo (Pierangeli) al quale sono state pagate annualità di extrabudget (pagamenti che non andavano effettuati).

La vicenda è rimasta congelata e di quelle note di credito non se ne sa più nulla: mai nessuno nè manager nè assessore hanno mai chiarito la vicenda pubblicamente.

Il punto è che non ne sanno nulla nemmeno i tecnici per cui «rammentano  la richiesta di una relazione inerente le note di credito relative  alle prestazioni da privato accreditato, che evidenzi, per ciascuna tipologia  di prestazione e ciascun anno, le note di credito attese, quelle ricevute e quelle  da ricevere nonché gli accantonamenti posti in essere dalle singole aziende. Si chiede  alla Regione di agire con la dovuta incisività e tempestività».

 

PIANO OPERATIVO NON ATTUATO

E poi c’è il piano operativo non attuato, cioè quella rivoluzione di cui tanto si è vantato l’assessore Silvio Paolucci che contiene provvedimenti spesso a vario titolo contestati da più parti.

Alcuni provvedimenti tanto contestati che la stessa giunta più di una volta si è rimangiata quello che aveva stabilito (vedi ridimensionamento degli ospedali minori).

Nel verbale del 10 aprile una tabella riporta tutti gli inadempimenti  ed i ritardi delle mancate attuazioni.

 

Ma le incongruenze tra le cose stabilite nel piano e le cose poi effettivamente fatte sono tutte rilevate chiaramente dal tavolo e fanno emergere ancora una volta una schizofrenia sanitaria.

Sul Dea di II livello tra Chieti e Pescara i tecnici di Roma scrivono:  «è necessario definire una precisa allocazione delle discipline e  delle relative strutture (semplici e complesse), anche in funzione dell’area dell’emergenza-urgenza e  del rispetto dei parametri relativi ai bacini di utenza per il territorio di afferenza».

Problema peraltro già rilevato e sottolineato in rosso negli scorsi verbali.

 

Sugli ospedali minori stessa storia: «il  presidio di Popoli : la rete ne prevedeva  la riconversione, tuttavia - nell’atto aziendale della  ASL di Pescara (DGR nn. 24/2018 e 59/2018) - viene prevista  l’applicazione del decreto legge n. 8/2017 che ha disposto, per  i comuni interessati dal sisma, una deroga di 36 mesi all’applicazione  del DM n. 70/2015»

Per il  presidio  di Atessa :  la rete ne prevedeva  la riconversione in ospedale  di Comunità ma la Regione per arginare l’ondata di malcontento persino ei sindaci ed in vista delle elezioni ha richiesto «la  configurazione di ospedale di area disagiata».

 

E poi: «gli  atti aziendali  trasmessi (seppur  non ancora tutti approvati)  presentano talune discordanze rispetto  a quanto stabilito nel decreto 79/2016 sulla rete  ospedaliera. . Pertanto Tavolo e Comitato ritengono  necessario che la Regione proceda, fermo restando il rispetto  degli standard previsti dal DM n. 70/2015, ad aggiornare la rete  ospedaliera, e la relativa tabella C, ed a sottoporre la nuova programmazione  al Tavolo DM n. 70/2015 ed ai Tavoli di verifica per le previste valutazioni.  Conseguentemente dovranno essere approvati e trasmessi tutti gli atti aziendali, in  coerenza con la nuova programmazione. Restano in attesa di quanto richiesto».

 

In pratica, il Tavolo di monitoraggio dice all'Abruzzo: se vuoi fare le cose che hai in mente, devi ripresentare il piano della rete ospedaliera e la devi sottoporre nuovamente alla valutazione. Dopodiché, se saranno approvati, allora vai avanti. Altrimenti facciamo solo chiacchiere.

Inoltre, il Tavolo, dice alla Regione: gli atti aziendali che mi hai trasmessi presentano delle discordanze rispetto alla rete ospedaliera che mi hai mandato.

Come mai? Che vogliamo fare?

 

LA COSTRUZIONE DEI NUOVI OSPEDALI

Riguarda l'accordo di programma per la costruzione dei nuovi ospedali di Vasto, Lanciano, Avezzano, Sulmona,  il Tavolo chiede alla Regione quali siano le sue intenzioni in merito all'effettivo avvio delle azioni previste.

Come dire: stiamo ancora in alto mare.

 

 

RITORNELLI RIBADITI

E le conclusioni non possono essere che le stesse di sempre anche su tutta la gestione degli accreditamenti delle cliniche private: «Tavolo  e Comitato preliminarmente non possono non ribadire ancora una volta il ritardo con cui la Regione sta procedendo a completare  le procedure di accreditamento definitivo. Chiedono, altresì, di precisare, in uno schema riepilogativo, per ciascuna tipologia di struttura,  il numero delle strutture non ancora accreditate sul totale, con l'indicazione della tempistica quanto più possibile stringente per il completamento  delle procedure».

 

La Regione  in una nota ha anche promesso di voler modificare  la legislazione regionale al fine di ottenere la  completa aderenza rispetto all‟Intesa Stato-Regioni del  19/02/2015 che riguarda una certa commistione tra l’organismo che verifica le cliniche e quello che concede gli accreditamenti.

Una commistione che riguarda funzioni amministrative e quelle tecniche.