REPUTAZIONI SGRADITE

Bussi e il candidato sindaco contro la Rai: «ha ricordato il disastro della Montedison»

I cronisti del Giro D’Italia non dovevano ricordarlo, dice Giuseppe De Dominicis

Redazione PdN

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Bussi e il candidato sindaco contro la Rai: «ha ricordato il disastro della Montedison»

Giuseppe De Dominicis

 

 

BUSSI. Che bella festa il Giro d’Italia e che bella vetrina per i paesi che vengono attraversati. Siccome molti soldi pubblici vengono investiti affinchè la corsa rosa possa realizzarsi, gli amministratori locali reputano doveroso edulcorare i fatti come si fa con gli spot  o la propaganda.

E’ per questo che l’attuale candidato sindaco di Bussi, Giuseppe De Dominicis, già presidente della Provincia di Pescara e una vita in politica, sostiene che sia stato sbagliato che i cronisti Rai abbiamo ricordato le discariche dei veleni durante la cronaca del Giro d'Italia.

Così oggi il candidato sindaco ha inviato a tutte le testate una lettera per esprimere il suo sdegno e per evitare che Bussi sia sinonimo di discarica dei veleni. 

 

 

 

 

Bussi sul Tirino 14 maggio 2018

 

 

Caro Direttore

In questi giorni, seguendo la diretta del Giro d’Italia abbiamo potuto apprezzare la grande competenza e professionalità dei vostri operatori e giornalisti capaci di raccontare insieme all’evento sportivo entrato ormai nel patrimonio culturale di tutti noi, anche le bellezze dell’Italia tutta, del suo territorio e dei suoi borghi e città.

Durante la tappa di ieri, il giro ha attraversato l’Abruzzo svelatosi in tutta la sua bellezza e maestosità dei luoghi fino ad arrivare ai piedi del Gran Sasso.

Nell’attraversare il nostro paese, Bussi sul Tirino, il cronista con il suo servizio, si è soffermato esclusivamente, cosa inusuale per una tappa del giro, su una brutta storia che riguarda la scoperta 10 anni fa di una discarica di rifiuti nella’area industriale all’epoca Montedison peraltro pieno di imprecisioni.

La cosa ha infastidito tutti i nostri concittadini impegnati da anni a combattere per cercare di cancellare questo marchio "di paese discarica" che non ci appartiene e che stiamo cercando con fatica di rimuovere. Stiamo investendo tutte le nostre energie, soprattutto dei nostri giovani su tematiche ambientali legate allo splendido fiume Tirino, classificato tra i più belli e puliti d’Europa e della sua valle dove sono nate attività che stanno portando in questo angolo di paradiso migliaia di turisti ogni anno.

Non le sarà difficile capire quanto danno quel servizio può averci arrecato soprattutto se parliamo di servizio pubblico. Forse affidarsi a Google per avere notizie non è sufficiente oltre che poco professionale.

Quel servizio ci è sembrato sgradevole e inopportuno nei confronti della nostra comunità che da quella esperienza industriale ha subito danni e lutti. Dopo il danno anche la beffa. Ci pare troppo.

Per questo, raccogliendo ed interpretando il sentimento di molti cittadini, associazioni e operatori, esprimo tutto il mio disappunto nei confronti di quel servizio che francamente poco aveva a che fare con una bella giornata di sport.

 

 

Arch. Pino De Dominicis

(già Presidente della Provincia di Pescara)

 

 

 

IL DITO, LA LUNA NEL POZZO E GLI SBIANCHETTAMENTI DELLE COSCIENZE

Gentile architetto,

mi permetta due righe a caldo per significarle qualche riflessione troppo spontanea. 

Intanto ben tornato nel mondo della politica palese, più che attiva, e forse non è un caso che lo faccia proprio oggi e proprio su un tema che tutto è tranne che neutro.

La sua attività politica a tutti i livelli ed il suo attaccamento alla terra d’origine le hanno permesso di conoscere tutti i segreti della sua Bussi, paese che oggi vorrebbe amministrare direttamente visto che si è candidato a sindaco.

In passato, tuttavia, non si è potuto apprezzare il suo contributo nella vicenda dolorosa che oggi preferirebbe solo cancellare dalla storia e persino dalla cronaca (oltre che da Google).

Non si ricordano suoi impegni concreti in tempi non sospetti per contrastare la “dittatura del lavoro in cambio di veleni” della Montedison con l’avallo della politica locale la quale, qui in Abruzzo, non sarà ricordata per eccelse coscienze, eccelse culture politiche e vere e schiene dritte che potessero garantire sempre l’interesse pubblico.

Non a caso nella storia degli ultimi 50 anni l’unico politico che si ricordi abbia tentato di parlare di politiche ambientali in tempi in cui l’ambiente era considerato una immensa discarica è l’assessore Contratti che diede battaglia al colosso e per questo venne punito, isolato, disinnescato e persino dimenticato (lui sì cancellato grazie alla cultura dominante locale dei vari zii d’Abruzzo).

La cosa che lei chiede e rimprovera, benchè potrebbe essere anche di una ingenua innocenza, appare in verità a chi è sensibile a temi alti come la democrazia, la verità e l’equità, sgradevole nei toni e nel contenuto.

Questo perchè dal suo punto di vista la cosa più importante non è il dramma di un territorio (il suo) cioè il fatto spiacevole che sarebbe stato meglio non si verificasse affatto, con tutti i connessi e le responsabilità specialmente politiche, ma lei -in quanto politico e parte del sistema- si lamenta di quella macchia enorme e velenosa solo perchè semplicemente ricordata da un cronista, per di più sportivo.

 

Lo sforzo di cui parla di ripulire l’immagine del suo paese sarebbe stato meglio non fosse mai stato necessario se ci si fosse concentrati di più sulla tutela dei beni fondamentali come la salute e l’interesse pubblico ai tempi, invece di svendere vite e terreni in cambio di lavoro e voti.

Il baratto a conti fatti, ad oggi, pare sia stato un tantino sconveniente per tutti  (persino per lei che si lamenta della nomea che ha oggi la “sua” Bussi).

 

Personalmente ritengo che sia, oltre che giusto, persino doveroso ricordare a tutti quale classe politica abbia potuto permettere tutto il disastro dei veleni della Montedison  e quale classe politica oggi vuole semplicemente cancellare i fatti e, così facendo, cancellare tutte le proprie colpe autoassolvendosi.

Beh direi che è un tantino troppo.

Sarebbe il caso di non abusare  della benevolenza del popolo.

Specie in campagna elettorale  e specie alle soglie ormai del terzo decennio del secolo.

 

a.b.