LA PROLUSIONE

«Coglioni» e «imbecilli», D’Alfonso senza freni all’inaugurazione della pista ciclabile

Il senatore presidente in soli 10 minuti ha ‘bastonato’ sindaci, tecnici, cittadini

Redazione PdN

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«Coglioni» e «imbecilli», D’Alfonso senza freni all’inaugurazione della pista ciclabile

 

 

ORTONA. Quattro tecnici su dieci impiegati nelle amministrazioni che non hanno voglia di «realizzare», tre coglioni in trattore che potrebbero distruggere la pista ciclabile, un imbecille che ha «attivato l’azione penale» contro di lui e pure i proprietari terrieri che non dovrebbero essere indennizzati perchè «la pista ciclabile va solo applaudita».

 

Il senatore presidente  Luciano D’Alfonso senza freni  sabato ha inaugurato il tratto di 2,3 km di pista ciclabile a picco sul mare ad Ortona. E ne ha avuto un pò per tutti. Ha chiesto al sindaco «che è arrivato con i gomiti a governare»  di continuare a lavorare, lasciando spazio «al dirigente capace» che si porta le preoccupazioni del lavoro anche a casa «e non stacca il cervello alle 14».

Ha coniato anche il verbo ‘tollizzare’ che, con buona pace del sindaco Pd di Tollo, Angelo Radica, vuol dire, secondo il gergo di D’Alfonso, qualcosa che si blocca, che non va avanti, per incapacità amministrativa e paura dei tecnici.  

Ma il nuovo legislatore si porta avanti e in  in meno di 10 minuti non ha solo riscritto la lingua italiana ma pure la costituzione (la seconda volta) sulla proprietà privata ( «gli espropriati non dovrebbero essere indennizzati») e dato qualche spunto in materia penale: «quando si fa amministrazione è chiaro che si può rileggere (indagare, ndr) ma quando si va a fondo anche il carabiniere, per cui ho tutta la mia simpatia, applaude e vota perchè vede opera pubblica che si fa e si da in esercizio».

Concetto di filosofia politica che D'Alfonso ha ripetuto spesso nella sua lunghissima carriera e che ricorda un pò il machiavellico fine che giustifica i mezzi e se c'è l'opera pubblica pure la magistratura non solo deve fermarsi ma pure votare e applaudire. 

 

I TRE COGLIONI E L’IMBECILLE

Poi D’Alfonso, richiamando l’attenzione dei bambini presenti («la parte più bella dei cittadini») ha sostenuto che ci vuole molto poco a distruggere «questa bella opera». «Bastano  tre coglioni con i trattori che passano sopra e la distruggono». Da qui il monito del senatore-governatore a «patrimonializzare» l’opera, farla diventare patrimonio della comunità così quando quello col trattore «ci prova a passare con i cingoli quelli vicino dicono no».

D’Alfonso ha detto anche che l’Aurum di Pescara «non ha un graffio, non ha un graffito perchè è entrato nel patrimonio della città».

E non è mancato nemmeno questa volta un accenno alle sue vicende giudiziarie: «sono stato indagato pure per l’inaugurazione dell’Aurum perchè ho invitato il sindaco di Barcellona. Un imbecille mi fece anche lì l’attivazione dell’azione penale, naturalmente è finita come sapete».

 

Il richiamo ai tre col trattore, però, non è piaciuto affatto a Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) che già nei giorni scorsi ha lanciato una petizione affinchè D’Alfonso scelga tra la poltrona di senatore e quella di governatore.

 

«Vorrei sapere», ha detto  Di Stefano, «cosa ne pensano di queste esternazioni i Sindaci dei territori interessati che rappresentano, o dovrebbero rappresentare, non solo -i tre coglioni- ma anche quei proprietari a cui D’Alfonso dice non deve essere riconosciuta alcuna indennità per gli eventuali espropri; evidentemente li parifica ai tristemente noti “espropri proletari” di una cultura dello scorso secolo che tanti danni ha fatto all’Italia ed al mondo».

 

GLI INDENNIZZI

Poco prima, infatti, D’Alfonso ha pure sostenuto che «ci sono opere che devono essere fatte a prescindere» dal passaggio della proprietà privata perchè ci sono «opere che danno luce e valore».

«Convinci i proprietari delle terre», ha detto al sindaco, «tutti devono dire sì, non è possibile la resistenza degli appezzamenti, come negli anni 60 quando passava l’acqua». Ma secondo D’Alfonso, in barba alla Costituzione che prevede indennizzi «non si può pagare l’esproprio quando passa la pista ciclabile perchè quella va applaudita».

Ci sono norme precise che regolano gli espropri che probabilmente il nuovo legislatore nazionale vorrebbe modificare a tutto beneficio della velocità amministrativa: una eccezione (l'esproprio) che diventa regola e la proprietà privata un pò meno inviolabile...

 

 

«QUELLI VANNO ALL’INFERNO»

E qui si arriva alle opere che si «tollizzano» con D’Alfonso che ha spiegato: «abbiamo dato soldi importanti a Tollo ma lì c’è stata una articolazione di ni e di no dai proprietari degli appezzamenti di terreno. Vanno all’inferno quelli lì…».   

 

LE MACCHINE E IL PASSATO A PESCARA

Ad un certo punto, poi, D’Alfonso ha fatto un altro accenno a Pescara e pareva che stesse menando duro contro il suo sindaco Marco Alessandrini e la decisione di riaprire il centro alle macchine, con le vetture che, per la felicità degli automobilisti, possono parcheggiare (in doppia o tripla fila) proprio fuori ai negozi di corso Vittorio.

Ma no. No, no. Non parlava di Alessandrini ma di un tempo «passato lontano».

Quale?  Quel passato lontano in cui Pescara «è stata distrutta dalle macchine che volevano arrivare in ogni dove. E si sosteneva ‘più si arriva vicini al punto commerciale e più si vende’. Una teoria assurda, violenta che ha rovinato, in passato (lo ha ribadito, ndr),  il commercio e la qualità della vita».

Alessandrini può stare tranquillo, insomma.

 

OPERA INCOMPIUTA?

Il tratto ortonese inaugurato ieri è solo una parte di tutta la pista ciclabile che dovrà correre lungo 42 km di costa da Ortona a Vasto per un costo di 8 milioni di euro (grazie al ribasso d’asta).

I lavori sono stati affidati alla Cogepri di Guardiagrele -capofila di un raggruppamento temporaneo, tutto abruzzese, costituito anche da Di Persio Costruzioni di Montesilvano, Tenaglia di Casoli, Strade e Ambiente di Chieti e Euroimpianti di Atessa- che ha vinto l’appalto europeo da 15 milioni.

Il tratto di strada ortonese inaugurato ieri è di 2,3 km ed è stata progettata dall’ingegnere ortonese Alfeo Ferrara e dagli architetti Gianluca Buzzelli, Claudio Angelucci, Annalisa Martinelli, Guido Natalizia.

L’importo dei lavori di 1 milion e 82 mila euro di fondi europei Par Fsc 2007-2013. Grazie al ribasso d’asta è costata 852 mila euro.

 

LA STRETTA DI MANO AL RUP SCONOSCIUTO

D’Alfonso, dopo aver condannato i ‘pareristi’, «quelli che chiedono pareri per non firmare», ben diversi da «quelli che si assumono le responsabilità», ha lodato il Rup dell’opera: «va ringraziato tanto quanto le risorse che abbiamo messo in  campo come Regione. Non so nemmeno il suo nome ma ne riconosco la fisicità. Ecco è lui», ha poi detto stringendogli la mano, quando è apparso alle sue spalle, sentitosi chiamare in causa.