NOMINE

Saga, D’Alfonso come Chiodi: nomina funzionaria e crea il conflitto di interesse (ma c’è il divieto)

La storia si ripete, la commistione tra controllore e  controllato non favorisce il buon andamento dell’amministrazione

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

6700

Saga, D’Alfonso come Chiodi: nomina funzionaria e crea il conflitto di interesse (ma c’è il divieto)

 

ABRUZZO. Destra e sinistra sono uguali? Sulla gestione della Saga sono molto simili, sia per il tipo di scelte, sia per una vera e propria continuità di gestione volta alla reciproca copertura di qualche stortura di troppo. E così, messa da parte la magistratura che anche in passato non è mai arrivata fino in fondo per esempio sul “piano marketing” e i soldi pubblici girati direttamente a società fallimentari, tutto si aggiusta al punto che oggi si può persino dire che è “tutto in ordine”…

Con la nomina di Evelina D’Avolio, giovanissima e preparatissima funzionaria del settore Trasporti della Regione, nel cda della Saga (controllata dalla Regione stessa) si registra però la chiara volontà di creare una commistione di ruoli che sarebbe, oltre che sconsigliata e inopportuna, anche un tantino vietata dalla legge.

Tra l’altro tutto già visto in passato quando a governare era il centrodestra.

E’ successo che il cda di Saga nominato dalla nuova giunta Chiodi nel 2010 dovette prendere in carico i frutti (anche avvelenati) della precedente gestione.

Nonostante la contrapposizione politica non si registrarono denunce di mala gestio riferita al passato. Tutto bene, dunque.

Invece arrivò  il Ministero a sottoscrivere una serie di irregolarità che nessuno dei bravissimi amministratori nominati aveva notato.

Quando il primo cda di Saga a nomina D’Alfonso si insediò successe la stessa cosa e si controllarono subito conti, spese e gestione e vennero fuori piccoli e grandi sperperi del passato e qualche irregolarità di troppo. Anche in questo caso non ci furono denunce per evidenziare la mala gestio, non tanto per far esaltare qualche “denuncista” ma per far pagare il conto ai responsabili anzichè a tutti i cittadini.

Tutto si è messo a tacere e sistemato ancora una volta grazie anche alla poca trasparenza imposta sulle carte della gestione ma si sa che Mattoscio ed il direttore Ciarlini hanno dovuto fare i salti mortali (ed invocare tutti i santi in paradiso) affinchè il Mef accettasse buona parte delle risposte della Saga ai rilievi mossi (ovviamente non senza conseguenze per le casse pubbliche).

Verrebbe, dunque, da chiedersi da dove arriva tanta distrazione di amministratori e Regione e come mai ancora una volta, come capita sempre più spesso, chi deve controllare non si accorga di nulla.

 

LE PROFEZIE A META’

Esattamente otto anni fa PrimaDaNoi.it scriveva: «a preoccupare e a suscitare qualche dubbio è l'evidente conflitto di interessi tra chi dovrebbe controllare (il settore trasporti della Regione, e cioè Carla Mannetti) ed il controllato (cioè Aeroporto e Saga) oppure tra chi dovrebbe pagare il Piano marketing della Saga (il settore Turismo, diretto da Caruso) e la Saga stessa, di cui Caruso è stato eletto consigliere di amministrazione».

La giunta Chiodi, infatti, aveva nominato proprio Mannetti e Caruso dirigenti regionali nei settori chiave per la Saga, cioè proprio coloro che avrebbero dovuto controllare la società.

 

«Si tratta di una confusione di ruoli che non lascia presagire nulla di buono e che prelude, secondo i più pessimisti, ad una sanatoria indiscriminata dei buchi (privati) di bilancio con generosi finanziamenti (pubblici) regionali», scriveva ancora Sebastiano Calella che aveva ben previsto la “sanatoria indiscriminata dei buchi” ma aveva sopravvalutato le eventuali conseguenze che non ci sono state: tutte passate in cavalleria nonostante decine e decine di milioni ai privati con la scusa del “piano marketing” senza mai fare una sola gara pubblica.

 

Ma negli ultimi giorni il presidente-senatore ha voluto replicare il metodo già applicato da Gianni Chiodi nella ennesima nomina del cda di Saga e cioè nominare una delle sue stelle emergenti, la funzionaria regionale del Dipartimento trasporti, Evelina D'Avolio.

Una scelta che ripropone volutamente un conflitto di interesse e toglie potere di controllo critico reale alla Regione.

 

 



C’E’ LA NORMA, C’E’ IL CONFLITTO MA E’ TUTTO A POSTO

Sul conflitto di interessi di Carla Mannetti la procura di Pescara ebbe già modo di controllare e nonostante la legge non vi furono esiti nè provvedimenti.

La guardia di Finanza che indagò rilevò che Mannetti fu nominata dalla giunta regionale il 5/05/2010 e sino alla data del 30/11/2011, presidente del consiglio di amministrazione della Saga SpA, «in violazione delle norme relative del controllore e del controllato, previste dal comma 1 dell'art.8 del DPR n.168 del 7/09/2010».

Che cosa dice la norma?

«…..gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell’ente locale, nonché degli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, di regolazione, di indirizzo e di controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi inerenti la gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti. Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette funzioni sono state svolte nei tre anni precedenti il conferimento di incarico inerente la gestione dei servizi pubblici locali. Alle società quotate nei mercati regolamentati si applica la disciplina definita dagli organismi di controllo competenti…..».



All’epoca si disse che la nomina era stata fatta prima dell’entrata in vigore della norma e così il conflitto fu “legalizzato”.

Quella stessa commistione, però, sembra riproporsi anche oggi con la nomina di D’Avolio, una giovanissima promessa di 27 anni, moglie dell’ex collaboratore del presidente Gianluca Baldini, laureatasi a gennaio 2015  in ingegneria dei trasporti alla Sapienza di Roma con il massimo dei voti e con una tesi sul futuro del trasporto tra Lazio e Abruzzo.

Ad aprile 2015 già era reclutata nella squadra dei prescelti del presidente D’Alfonso,  a luglio 2015 già era stata nominata nel cda di Tua, nel frattempo si occupa del mega progetto per “raddrizzare” la A24 e A25 proposto da Toto e delle rete adriatica Ten-T a cui D’Alfonso tiene molto e riceve l’encomio dal suo presidente.

Sono anni frenetici e di mezzo c’è anche una gravidanza che la tiene lontana dal lavoro per un pò  e quando torna vince anche una selezione diventando così dipendente regionale a tutti gli effetti. Nel 2018 anche consigliere di amministrazione di Saga.

Potrebbe persino essere considerata una beffa che una persona tanto brillante sia stata messa in una condizione così scomoda e delicata se è vero che la norma “sconsiglia” tale tipologia di doppie mansioni.  

Del resto le finalità del legislatore sono chiare: «prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina delle incompatibilità».

Nel passato abbiamo già avvertito le conseguenze di queste scelte, evidentemente la lezione non è stata digerita.

Peraltro non risulta che la norma citata sia stata abrogata per la regione Abruzzo.