LA MANOVRA

Antonelli: «D’Alfonso ha aggirato il blocco delle assunzioni: corsia speciale per la sua segretaria»   

Marianna Di Stefano ha ottenuto un distacco lampo in Comune di due mesi

Redazione PdN

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Antonelli: «D’Alfonso ha aggirato il blocco delle assunzioni: corsia speciale per la sua segretaria»   

Riunione del 9 aprile 2018


ABRUZZO. Era stata distaccata temporaneamente dal 10 febbraio scorso al Comune di Pescara per monitorare le opere finanziate con i fondi della Regione Abruzzo, riqualificazione delle aree di risulta compresa.

Da oggi Marianna Di Stefano, storica segretaria di D’Alfonso da oltre 15 anni, è stata collocata in aspettativa per ritornare in Regione in attesa di essere nominata neo dirigente.  

Il «monitoraggio»  in Comune non serve più (anche se in pochi l’hanno vista a Palazzo di città ed in molti in Regione, come per esempio il 9 aprile scorso) e presto potrà assumere la carica di ‘Dirigente della struttura di coordinamento e raccordo istituzionale del Presidente’, cioè dipendente regionale a tutti gli effetti.

«Tradotto», spiega Marcello Antonelli, consigliere di Forza Italia a Pescara,  «la carnevalata è finita, approvati in giunta i bilanci consuntivi, il Governatore ha potuto dare il via libera alla riassunzione della Di Stefano in Regione, e il Comune di Pescara non deve più pagare lo stipendio a una dipendente che da quattro anni lavora in forza alla segreteria del Presidente stesso in virtù di un distacco a comando. Resta l’amarezza e lo sconcerto per un sindaco, Alessandrini, che si è prestato ai giochetti amministrativi del Governatore, ma a spese dei pescaresi».


Il Governatore D’Alfonso al momento del proprio insediamento in Regione ha scelto il personale di fiducia da cui farsi affiancare e, tra gli eletti, è stata scelta anche la dottoressa Marianna Di Stefano, dipendente del Comune di Pescara nel quale, come si evince dal suo curriculum, ha lavorato presso l’Avvocatura e poi, con il sindaco D’Alfonso, presso il Gabinetto del Sindaco.

Nella segreteria del Presidente della Regione D’Alfonso, la stessa dipendente ha ricoperto il ruolo di Responsabile della Segreteria, curando personalmente l’Agenda del Presidente. Mai la dipendente Di Stefano si è occupata di seguire l’iter di finanziamenti e di opere pubbliche, né in Comune né, tantomeno, in Regione.

Lo scorso febbraio, però, Antonelli ha scoperto che «la stessa dipendente era in realtà un’esperta di investimenti europei e di interventi pubblici: all’improvviso il Comune di Pescara si era accorto che occorreva ‘progettare un rafforzamento della governance per implementare ulteriormente l’esercizio delle funzioni di coordinamento, vigilanza e verifica delle opere finanziate dalla Regione Abruzzo su Pescara’, già precedentemente affidato a un altro dipendente del Comune distaccato in Regione, e ha deciso di assegnare tale ruolo alla stessa Di Stefano».

L’8 febbraio il Comune ha inviato la sua lettera al Direttore delle Risorse Umane della Regione, Fabrizio Bernardini, il quale, in meno di ventiquattro ore ha accettato l’assegnazione della dipendente Di Stefano agli Uffici della Giunta Regionale, dove la stessa lavorava già da quattro anni consecutivi, ma con una precisazione: da quel momento, tale assegnazione non poteva comportare alcun onere a carico del bilancio regionale.

Ovvero, dopo quattro anni di distacco nella Segreteria del Governatore, in cui la Regione ha regolarmente pagato lo stipendio della dipendente, all’improvviso, pur continuando a svolgere la stessa mansione, per ammissione della stessa dipendente, ora il suo stipendio lo avrebbe pagato, com’è effettivamente avvenuto, il Comune di Pescara.






LE VERE RAGIONI DIETRO LO SPOSTAMENTO

«In realtà il retroscena di tale scelta», spiega Antonelli, «è stato subito chiaro: in quei mesi la Corte dei Conti aveva imposto il blocco del rinnovo dei contratti al personale di segreteria perché il Governatore D’Alfonso aveva ‘dimenticato’ di approvare i bilanci consuntivi dal 2013 in poi, e allora, non potendo prorogare l’incarico alla responsabile della sua Segreteria, Comune e Regione si sono inventati l’éscamotage, una vera furbata per aggirare il blocco. Ovviamente abbiamo inviato il ‘caso’ all’attenzione della Corte dei Conti e, nel frattempo, abbiamo chiesto di convocare in Commissione Grandi Infastrutture la dottoressa Di Stefano ogni settimana per essere edotti del suo lavoro di ‘monitoraggio’ delle opere che la Regione ha finanziato su Pescara. La prima audizione della dottoressa Di Stefano, molto lontana dalla nostra richiesta, è stata ora convocata per il prossimo 2 maggio, ma oggi è arrivato l’ennesimo colpo di scena – ha proseguito il Capogruppo Antonelli -: appena ieri, 23 aprile, infatti la dipendente ha inviato al Comune una nota per chiedere ‘il collocamento in aspettativa senza assegni per il conferimento del ruolo di Dirigente della struttura di coordinamento e raccordo istituzionale del Presidente’, con allegata la nota del Direttore del Dipartimento Risorse Umane e Organizzazione della Regione Abruzzo con cui lo stesso ha manifestato l’intento di conferire l’incarico dirigenziale proprio a partire da ieri e fino alla scadenza del mandato».

Esattamente com’era accaduto a febbraio, anche stavolta le carte hanno viaggiato a una velocità impressionante e, infatti, sempre ieri gli uffici comunali hanno firmato la determina dirigenziale con cui hanno accolto la richiesta della dipendente Di Stefano con effetto immediato.

«La realtà chiaramente è ben diversa», conclude Antonelli, «il Governatore ha evidentemente superato il blocco delle assunzioni del personale imposto dalla Corte dei Conti approvando i bilanci consuntivi, che però devono ancora andare in Consiglio regionale. Questo step gli ha però permesso di ricontrattualizzare la Di Stefano col ruolo da dirigente, ma questo non toglie le castagne dal fuoco per il sindaco Alessandrini che si è prestato a un gioco delle parti inaccettabile».