CARTE CONTRO SPOT

Corte dei Conti: «Regione in forte ritardo su obiettivi sanitari. Bilanci impossibili da controllare»

Ieri l’assessore Paolucci aveva parlato di enormi traguardi e la sistemazione dei bilanci pregressi

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

741

Corte dei Conti: «Regione in forte ritardo su obiettivi sanitari. Bilanci impossibili da controllare»

Silvio Paolucci

 

ABRUZZO. Da 15 anni sui conti regionali si fanno pasticci, errori, leggerezze e forzature. Ora, visto che la legge impone il controllo della Corte dei Conti, bisogna mettere a posto tutto il groviglio creato dalle amministrazioni passate, di tutti i colori.

Cosa non facile ma l’assessore Silvio Paolucci dice di esserci riuscito e l’ultimo esame del bilancio regionale (consuntivo 2016) approvato in giunta deve essere ancora giudicato positivamente dalla sezione di controllo regionale.   

Intanto a fine marzo la Corte dei Conti ha pubblicato l’ “Indagine sulla sanità pubblica nella regione Abruzzo” un lavoro analitico di 300 pagine su quanto è stato fatto realmente sul fronte del diritto alla salute e quanto sulla gestione dei conti della sanità.

Si direbbe un lavoro autorevole e scrupoloso se non fosse che lo stesso Paolucci ha di molto degradato il valore di questa analisi arrivando a dire che non per forza quello che è scritto dalla Corte dei Conti corrisponde al vero.

Ad ogni modo, dal documento ufficiale emerge un quadro più che problematico, con  debolezze strutturali e amministrative croniche e incancrenite negli anni che significa gestione allegra, spese senza pezze di appoggio, magie finanziarie per far quadrare a tutti i costi conti e produzioni di leggi di bilancio con troppi errori, tanto da essere state giudicate persino incostituzionali.

 

«IMPOSSIBILE VERO CONTROLLO ANALITICO»   

Nella prefazione tanto per introdurre l’argomento si precisa:

«La Sezione è ancora nella impossibilità fattuale di riscontrare la situazione contabile inerente alle politiche sanitarie con il bilancio regionale, posto che la Regione Abruzzo ha bloccato i suoi obblighi di resa del conto all’esercizio 2013 (ultimo rendiconto approvato con legge regionale).

Pervenuto con enorme ritardo, e dopo delibere di accertamento negativo di questa Sezione, con segnalazione anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attivazione delle procedure di cui agli artt. 120 e 126 della Costituzione, il rendiconto dell’esercizio 2013, parificato in modo parziale dalla Sezione, ha trovato esito in una legge regionale impugnata dal Governo che, con la recente Sentenza della Corte costituzionale n. 49/2018 del 9 gennaio 2018 (depositata in data 5 marzo 2018), è stata dichiarata incostituzionale».

 

 

Quello che pure emerge è «un risultato economico negativo crescente, determinato anche, ma non solo, dall’introduzione di farmaci innovativi (HCV), spesa non programmata nel Programma Operativo 2013-2015. Considerando tutti gli effetti tendenziali e l’applicazione di quanto disposto dalla normativa nazionale e/o regionale, al netto delle risorse aggiuntive a titolo di copertura LEA, l’atto conclude con un risultato negativo stimato pari a -42,8 mln di euro per il 2016, -58,2 mln di euro per il 2017 e -96,3 mln di euro per il 2018. Il programmatico riduce le perdite a 37,9 mln di euro per il 2016, a 23,7 m1n di euro per il 2017 e prevede un utile di esercizio di 2,6 mln di euro per il 2018».

 

GLI OBIETTIVI DELLA SANITA’: NESSUNO E’ STATO COMPLETATO

Sugli obiettivi specifici del piano sanitario le cose non vanno meglio.

«La Sezione ha preso atto che al 31 ottobre 2017, nessun obiettivo risulta completato. Infatti, su un totale di 217 obiettivi operativi ne risultano completati n. 0, in linea n. 111 (51%), in ritardo n. 52 (24%) e non avviati n. 54 (25%).

Il quadro sintetico mostra:

OBIETTIVO 1 - Gestire i pazienti cronici il più possibile a domicilio: 4 interventi, 16 azioni e 60 obiettivi operativi, dei quali solo il 43% in linea, il 32% in ritardo e il 25% non avviato.

OBIETTIVO 2 - Riqualificare la rete ospedaliera puntando su sicurezza ed efficienza: 3 interventi, 16 azioni e 43 obiettivi operativi, dei quali solo il 47% risulta in linea, il 19% appare in ritardo e il 35% non avviato.

OBIETTIVO 3 - Investire in selezione, formazione e valutazione delle risorse umane: 3 interventi, 8 azioni e 26 obiettivi operativi, tutti in linea.

OBIETTIVO 4 - accelerare investimenti in infrastrutture e tecnologie: 3 interventi, 6 azioni e 11 obiettivi operativi, dei quali il 18% risulta avviato il 64% in ritardo e il 18% non in linea.

OBIETTIVO 5 - privilegiare il contatto diretto con il paziente: 3 interventi, 9 azioni e 24 obiettivi operativi, dei quali il 42% risulta in linea, il 29% in ritardo e il 29% non in linea.

OBIETTIVO 6 - certificazione dei bilanci e della qualità (outcome) del SSR: 3 interventi, 9 azioni e 22 obiettivi operativi, dei quali il 64% risulta in linea, il 27% in ritardo e il 9% non in linea.

OBIETTIVO 7 - Garantire tempestività e correttezza nei rapporti con i fornitori: 2 interventi, 4 azioni e 12 obiettivi operativi, dei quali il 33% risulta n linea, e il 67% non avviato.

ULTERIORI INTERVENTI OPERATIVI DI GESTIONE - ulteriori 6 interventi, 10 azioni e 19 obiettivi operativi, dei quali il 47% risulta in linea, il 26% in ritardo e il 26% non avviato».

 

 

RITARDI NELL’ATTUARE IL PIANO

Paolucci sarà sempre legato alla rivoluzione che ha scritto e realizzato in Abruzzo per “razionalizzare” la sanità che, riassumendo molto, si è tradotta in tagli lineari di risorse e servizi, ospedali e reparti e l’aumento della spesa e del cemento sanitario con appalti futuri per mega ospedali. Ma rispetto al suo piano, Paolucci quanti risultati ha raggiunto?

Alla fine di ottobre 2017 si registrano ritardi nell’avvio di tali attività di riassetto strutturale fondamentali per la tenuta del piano di riqualificazione: il 32% di interventi in ritardo e il 25% di interventi non avviati. Il tutto si traduce in minor servizi sanitari o scarsa qualità degli stessi.

Solo per tentare di capire la psicologia dell’assessore alla sanità la Corte dei Conti riporta che tra i numerosi provvedimenti adottati nel 2016 e 2017 solo il 43% degli interventi in linea con il piano. Come dire siamo in ritardo anche perchè la giunta pensa ad altro o magari produce provvedimenti che allontanano dagli obiettivi che la stessa regione si è posta.

 

 

 

LA SITUAZIONE CONTABILE DISASTRATA

Molte delle criticità sono state già riportate nei vari verbali del Tavolo di monitoraggio come le problematiche concrete nella realizzazione della ridisegnata rete ospedaliera e di emergenza-urgenza ed in particolare relativamente alla previsione dei DEA di II livello.

Disastroso anche il livello di contenzioso in essere anche con le cliniche private innescato dai ritardi nell’accreditamento definitivo delle stesse.

 

 

RITARDO CRONICO  E NUMERI

«Alla data odierna, la Sezione regionale ha accertato l’approvazione, da parte della Regione, solo di alcuni bilanci consolidati del SSR, constatando enormi ritardi: esercizio 2012, approvato a luglio 2015; esercizio 2013, approvato a maggio 2016; esercizio 2014, approvato a luglio 2016. Solo a marzo 2018, la Giunta regionale ha approvato il bilancio consolidato 2015 del SSR. Mancano allo stato attuale i consolidati degli esercizi 2016 (approvato qualche giorno fa in giunta ndr) e 2017.  Esaminata la tempistica, è di facile conclusione che continua ad essere violata la disposizione di cui all’articolo 32, comma 7, del D.Lgs. n. 118/2011, che prevede che la Giunta regionale approvi entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento il bilancio consolidato».