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Inchiesta sulla Saga, dopo due anni di indagini la procura di Pescara risalva Mattoscio

Consulenti tecnici e finanza individuano irregolarità, l’esposto sparisce ed il pm chiede archiviazione

Redazione PdN

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Inchiesta sulla Saga, dopo due anni di indagini la procura di Pescara risalva Mattoscio


ABRUZZO. Due anni di indagini, due inchieste riunite, una che parte prima -e molto lenta-, l’altra che parte dopo, veloce.

Poi si riuniscono in un unico calderone e si rallentano entrambe: quattro faldoni di carte, una consulenza costata 10mila euro e finanzieri impegnati per alcuni mesi.

Sono questi i dati salienti dell’inchiesta sulla Saga della procura di Pescara incardinata sul reato di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato” con indagato il presidente Nicola Mattoscio.

Un unico reato con molti fatti da smontare relativi alla gestione fallimentare della società pubblica che sovrintende l’aeroporto, esclusivamente con soldi pubblici.

Tutti i fatti contestati sono in buona parte privi di dolo, non c’è, dunque, volontà di commettere reati  per cui non si può procedere alla incriminazione.

Alla fine delle tre pagine è quanto rimane delle motivazioni scritte dal pm Anna Rita Mantini la quale chiede di chiudere così la dispendiosa inchiesta della Saga.

Nella richiesta di archiviazione, che dovrà essere valutata dal gip, si spiega che l’indagine del 2016 è partita  da un esposto di tale Olivieri Caetani.

Riferimento  piuttosto strano perchè in realtà l’esposto a firma Caetani (probabilmente un nome inventato) è del 2011 e diede luogo già ad un fascicolo aperto allora. In quel caso la Guardia di Finanza scovò diverse irregolarità nel bilancio poi, come accade non di rado, l’inchiesta fu archiviata lo stesso.




Una sorta di prequel della inchiesta del 2016 cogestita dai pm Gennaro Varone e Anna Rita Mantini che ha molte similitudini con quella del 2011 e -da quanto ricostruisce il pm Mantini a beneficio del gip-  sarebbe nata da una denuncia di Alessandro Biancardi «che richiamava il merito di una verifica ispettiva dell'Enav e del Mef avvenuta in data 3 dicembre 2014».

In realtà il direttore di PrimaDaNoi.it aveva firmato una denuncia per diffamazione nei confronti di Mattoscio e a sostegno della veridicità di quanto affermato si allegavano documenti del Mef.

La cosa insolita è che, oltre all’anonimo e al giornalista, non c’è traccia nella richiesta del pm del vero denunciante: l’ex pilota Alitalia, comandante Emidio Isidoro, firmatario di un lungo e dettagliato esposto e sentito come testimone diverse volte.

E’ stato lui a delineare una serie di presunti illeciti, come il contratto nullo con Ryanair, l’affidamento diretto, la violazione delle norme sulla libera concorrenza e gli aiuti di Stato, l’evasione fiscale da 6 mln di euro di Saga a causa della compensazione con Ryanair che generava liquidità al vettore e casse vuote per la società pubblica.

 


In seguito -scrive Mantini-  «veniva avviata dettagliata attività investigativa tesa ad accertare se l'erogazione ad opera della Regione Abruzzo di annuali cospicui finanziamenti pubblici a sostegno dell'attività della Saga  integrasse il cosiddetto aiuto di Stato, vietato dalla corrispondente disciplina comunitaria e, quindi, sei in tale scelta politico-amministrativa vi fossero gli indici di responsabilità della fattispecie incriminatrice di cui all'articolo 316 cp ter».

L’inchiesta ha poi esaminato l’evasione fiscale da 6 mln generata dalla compensazione.

Il pagamento delle tasse è iniziato ad avvenire intorno al 2016 proprio mentre prendeva corpo l’inchiesta e, comunque, avvenuto  solo dopo le contestazioni del Mef e gli articoli di PrimaDaNoi.it con un piano di rientro che ha tenuto conto anche delle more e gli interessi.

Ad onor del vero l’evasione della Saga era iniziata nel 2009 mentre Mattoscio è arrivato solo nel 2014.

Il pagamento tardivo è stato visto come una sorta di “ravvedimento operoso” dalla procura di Pescara.  

 

E poi la finanza ha cercato di capire se Ryanair fosse legittimata ad incassare nelle modalità adottate: affidamento diretto senza gara da oltre 10 anni con un introito stimato in almeno 40mln di euro.

Visto che non se ne parla nello specifico, si deve dedurre che sì era tutto regolare, sia l’affidamento diretto sia la proroga con lettera del 2014.

Nelle motivazioni della richiesta di archiviazione si legge che  sui diritti di imbarco compensati (quelli che hanno generato l’evasione) la giurisprudenza ha chiarito che questi non sono equiparabili a tributi per cui questo  «impone di ritenere che gli stessi, se pure appostati in bilancio tardivamente rispetto alla riscossione, venivano comunque riversati agli enti competenti Erario ed Inps».

Evasione, dunque, c’è stata come anche il pagamento tardivo per cui: tutto regolare.

La Saga affonda: su gestione e Ryanair tutti sapevano. Ecco la lettera (ignorata) che lanciava l’allarme

ABRUZZO. La Saga è ovviamente a conoscenza di tutte le irregolarità della sua gestione passata perché tutte contestate formalmente dal Ministero che ne ha evidenziato le enormità.



COMUNICAZIONI FALSE IN BILANCIO

Sull’omessa comunicazione veritiera in bilancio (con dati falsati, alterati  o mancanti) il pm dice che la Regione finanzia una società che altrimenti sarebbe fallita e che per mere scelte politiche si tiene in vita. Poi il pm Mantini aggiunge che, se è vero che nel bilancio le cifre sono “ballerine” per farlo quadrare a tutti i costi, è anche vero che nelle note di bilancio è tutto chiaro e scritto.

Nessuna volontà di ingannare nessuno, dunque.

 Lo ha ribadito più volte lo stesso Mattoscio, assistito dall’avvocato Augusto La Morgia, e nella sua memoria spiega come, oltre alla nota integrativa, bisognava tenere presente anche il piano industriale varato che prevedeva una serie di obiettivi a medio termine.


E poi un punto centrale: secondo il pm Mantini «non è completamente dimostrato il fine di profitto afferente all'attestazione dei fatti materiali rilevanti e non veridici», cioè non c’è prova che Mattoscio abbia scritto cose imprecise nel bilancio per guadagnarci qualcosa, anzi è stata perseguita una «finalità intranea  alla società» di recuperare a tutti i costi un pareggio di bilancio di esercizio che si avrà però «solo a regimentazione delle misure che si auspica saranno attuate in adempimento del predetto piano industriale».

Insomma Mattoscio ed i suoi erano animati solo dal fine nobile del pareggio di bilancio a tutti i costi pure taroccandolo un pochino: il fine che giustifica i mezzi...

 Per tutti gli altri profili pure accertati, in ordine ai rapporti tra Saga e la società di marketing di Ryanair, gli atti vengono inviati alla Corte dei Conti d'Abruzzo per le valutazioni di competenza.

IL SIGILLO ALLA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA FALLIMENTARE

Alla fine della fiera si danno per certi molti fatti (almeno quelli richiamati nella richiesta del pm) tra i quali le irregolarità di bilancio accertate dal perito della procura, illeciti inerenti la gestione della Saga (che il pm non tratta nel dettaglio) mentre si ammette che la gestione sia stata fallimentare cioè in perdita e tenuta in piedi dai finanziamenti regionali, persino l’evasione c’è stata, e scusata, perchè poi è stata manifestata la volontà di riparare.

Nulla si dice sulle spese senza pezze d’appoggio,  dei banner ad un milione di euro pagati ogni anno a Ryanair o le procedure obbligatorie e mancate sugli aiuti di Stato che Mattoscio e la Regione hanno aggirato e che persino il Ministero contestava.


I fatti accertati per la procura di Pescara non bastano per mandare a processo l'accademico con il rischio che per l’ennesima volta la politica recepisca il messaggio suicida che sia legittimo, magari giusto e opportuno se non doveroso, amministrare la cosa pubblica in questo modo e forzando procedure e norme.


Dopo tutto il trambusto, però, poi si è cambiato metodo.

Per esempio, dall’Abruzzo si è tentato di cambiare la legge europea sugli aiuti di Stato (prova che le irregolarità in passato ci sono state) e  si è fatta una gara europea per concedere una veste formale ai pagamenti milionari a Ryanair.

Gara decisa a Palazzo Chigi al tavolo con il futuro vincitore.