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Sevel, incubo delocalizzazione: stop produzione per 4 giorni

Sindacati preoccupati per un inatteso fermo dei veicoli a marchio Psa

Redazione PdN

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Sevel, lavoratori senza ferie e pausa tagliata, da oggi è sciopero


ATESSA. Un inatteso stop alla produzione dei veicoli a marchio Psa si terrà nei prossimi giorni a ridosso delle festività pasquali.

E’ un provvedimento strano che ha messo sull’avviso il sindacato Slai Cobas che ha scritto al direttore Pierre-Olivier Salmon.

Il provvedimento sembra andare in conflitto con la continua razionalizzazione dei turni, sempre più serrati, per aumentare la produzione con la costante protesta della Fiom per il peggioramento delle condizioni lavorative del personale impiegato.

«A seguito dei numerosi processi di delocalizzazione industriale che coinvolgono l'Italia e la nostra regione Abruzzo in particolare, Le scriviamo in nome e per conto dei lavoratori dello stabilimento Sevel di Atessa», scrive lo Slai Cobas Chieti a firma di Giordano Spoltore, «preoccupati per l'inatteso ed insolito stop produttivo dei veicoli a marchio PSA per ben 4 giorni consecutivi dal 26 al 29 marzo 2018,comunicato dalla direzione aziendale. Con l'auspicio vorra' portarci a conoscenza delle motivazioni di quanto suindicato al fine di scongiurare ripercussioni sia  occupazionali che per i tempi di consegna ai numerosi clienti».

Lo stop  produttivo dei veicoli commerciali PSA  è stato comunicato ai soli sindacati firmatari dalla direzione Sevel il fine settimana scorso.

Le preoccupazioni sono conseguenti ai processi di delocalizzazione ed in particolare alla maggior percentuale produttiva a marchio PSA realizzata in Sevel.

La paura è che la delocalizzazione della produzione all’estero di questo marchio possa far scendere considerevolmente il valore della Sevel e portare a provvedimenti di alleggerimento del personale.

Da contraltare fa la protesta della Fiom che ricorda come tra pochi giorni si avvieranno le nuove turnazioni nel settore manutenzione, ventuno e dodici turni per circa duecentocinquanta lavoratori che operano in una parte fondamentale e strategico per la Sevel.

La condizione di vita e di lavoro -dicono- verrà stravolta dalla decisione aziendale di intervenire per ottimizzare e migliorare l’efficienza tecnica.

«La necessità di introdurre un ciclo continuo in manutenzione su impianti che ad oggi operano su quindici turni produttivi», dice Davide Labbrozzi della Fiom, « non ha molti altri esempi e, comunque, non viene osteggiata dai lavoratori interessati. I manutentori della Sevel, sostenuti dalla Fiom, vogliono semplicemente mitigare i disagi ed i maggiori costi di trasporto che queste nuove turnazioni impongono per via della mancanza dei trasporti pubblici nelle giornate di sabato e domenica».

Dalla comunicazione formale avviata dall’Azienda sulle nuove turnazioni, alla quale la Fiom ha risposto con richiesta d’incontro e con una nostra piattaforma rivendicativa, sono trascorse due settimane, periodo durante il quale i lavoratori  hanno potuto manifestare tutta la propria insoddisfazione con uno sciopero dalla adesione altissima.

«La Fiom crede nelle battaglie che propone e non intende arretrare di un solo millimetro. Le modalità dello sciopero sono le seguenti: quattro ore di sciopero per ogni turno nella giornata di giovedì».

Nel primo pomeriggio di oggi l’azienda ha poi convocato un incontro e lo sciopero annunciato per ora è revocato.