RICOSTRUZIONE

Terremoto: corsa contro il tempo per pratiche ricostruzione

Schede Aedes e danni lievi. De Micheli, intervenga Parlamento

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

608

«Per i 56 Comuni del cratere sismico rischio blocco della ricostruzione»


ABRUZZO.  Nei comuni terremotati è corsa contro il tempo in vista delle scadenze per la ricostruzione privata: il 31 marzo per la presentazione delle schede Aedes da parte dei professionisti incaricati, il 30 aprile per la domande di contributo per la riparazione dei danni lievi.

Una mole di lavoro, con decine di migliaia di pratiche non ancora perfezionate, mentre cresce la preoccupazione tra sindaci, professionisti (le schede Aedes sono in pratica delle perizie giurate) e cittadini.

Molti chiedono la proroga dei termini, ma secondo il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli la scadenza del 30 aprile rientra fra le competenze commissariali, mentre quella del 31 marzo per le schede Aedes è stabilita per legge e solo con una legge può essere disposta una proroga.

Ieri il presidente della Regione Marche e vice commissario per la ricostruzione Luca Ceriscioli aveva scritto al premier Gentiloni (ormai prossimo a lasciare Palazzo Chigi) e De Micheli, segnalando la cifra di «quasi 20 mila perizie e progetti per i danni lievi».

«Pur consapevole del delicato momento istituzionale», il governatore aveva chiesto al presidente del Consiglio di «verificare la possibilità di provvedimenti normativi o commissariali" per spostare i termini in modo da "consentire a cittadini e professionisti di accedere alle provvidenze legate ai danni derivanti dal sisma in tempo utile e consono alla complessità degli interventi da realizzare».

Sindaci, cittadini e professionisti si sono fatti sentire anche con le opposizioni.

Il vice presidente del Consiglio regionale Piero Celani (Forza Italia) ha scritto anche lui: a Ceriscioli e al capo dell'Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche Cesare Spuri. Celani riconosce «l'impegno profuso dall'Usr».

Ma non gli sembra possibile che "nei prossimi 10 giorni possano redigersi 14.235 perizie giurate, tenuto conto che alcuni Comuni devono ancora notificare migliaia di ordinanze" né che "in un mese o poco più" possano essere presentate all'Usr "circa 6.000 progetti di ricostruzione per danni lievi".

Scende in campo, in forze, anche M5s: i consiglieri regionali pentastellati di tutte le Regioni colpite dal terremoto chiedono proroghe "con scadenze realistiche".

"E' del tutto evidente - attaccano - che la ricostruzione è ferma al palo e che intoppi e arretratezze della macchina burocratica non rendono realistici i termini di scadenza" del 31 marzo e del 30 aprile, che vanno prorogati. Ma - insistono - la nuova data di scadenza deve essere indicata avendo contezza della reale situazione e dei tempi necessari per lo smaltimento delle pratiche".

Una strada tutt'altro che facile: "le scadenze sono state condivise da tutti" obietta De Micheli. Per quella del 30 aprile è possibile il differimento al 31 luglio 2018 con ordinanza commissariale, "dopo avere acquisito i dati e le informazioni sullo stato dell'arte". Ma per il 31 marzo, scadenza per la presentazione delle schede Aedes, fissata in un decreto legge, poi convertito, deve intervenire il Parlamento con una nuova legge. "Anche se - spiega - la scadenza riguarda solo i casi in cui sia stato già conferito formalmente ad un tecnico l'incarico di redigere la scheda. E questo non riguarda tutte le schede mancanti, ma solo una parte".