LA DENUNCIA

Presunta proroga al direttore illegittima: scatta interrogazione su Parco Sirente-Velino

Febbo: «controllare legittimità o dimissioni immediate»

Redazione PdN

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Presunta proroga al direttore illegittima: scatta interrogazione su Parco Sirente-Velino


 


ABRUZZO. Il contratto prevede il rinnovo dunque rinnovo sia.  L’architetto Oremo Marco Di Nino è stato nominato nuovamente con proroga contrattuale nel ruolo di Direttore dell’Ente Parco Sirente-Velino, per altri tre anni.

Questa volta però -vista la sua performance giudicata molto buona- potrà beneficiare di un aumento del 10%.

Ma la sua proroga sarà attenzionata dalla giunta perchè oggetto di una interrogazione  del Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo.

Oggetto della interrogazione è la presunta illegittimità della proroga perchè in contrasto con le normative sul personale in pensionamento ed in modo particolare con l’art.5 comma 9 della Legge 95/2012.

«Il Commissario regionale del Parco Sirente–Velino, Annabella Pace, deve immediatamente controllare, se non lo ha fatto, e prima di incorrere in un danno erariale, la data nella quale il neo direttore,  visto che la legge è chiara e inequivocabile, raggiungerebbe la quiescenza», spiega Febbo.

La norma spiega che qualora il soggetto incaricato raggiungesse i requisiti pensionistici all’interno dei tre anni della proroga, allora si configurerebbe una violazione.

Di Nino di certo è nato il 14 ottobre 1952 e tra tre anni avrebbe 69 anni.


«La legge 95/2012», spiega Febbo, «fa divieto assoluto di conferire ai medesimi soggetti (pensionati) incarichi dirigenziali e direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni ed enti regionali. Ricordo come gli incarichi e collaborazioni sono consentiti, esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione solo per attività di consulenza e studio e non per fare il direttore di un Parco. Quindi l’architetto Di Nino, non può assolutamente rivestire nessun ruolo o funzione direttive e tantomeno percepire un relativo compenso economico o indennità di posizione addirittura aumentata del 10% come riporta la determina commissariale n.34 del 28.12.2017, dalla data del raggiungimento dei requisiti pensionistici, oggi di 42 anni e 10 mesi per il pubblico impiego».

Questo divieto di assumere personale in pensione alla carica di funzione direttive viene ribadito anche dalla Legge 90/2014 la quale ha abrogato l’art.16 del 503/92 dove vengono eliminate tutte le tipologie di proroghe, scaturite dai contenziosi, nei confronti del personale a riposo.

«Pertanto – conclude Febbo – oggi stesso ho presentato una precisa interrogazione per  fare chiarezza. Nei prossimi giorni convocherò il Commissario dell’Ente Annabella Pace in Commissione vigilanza per capire da una parte se sono stati fatti i controlli sul raggiungimento dei requisiti pensionistici del Direttore, e, se ci fosse il dato che non sono stati fatti, chiederemo le motivazioni di questa nomina vietata dalla legge con relativa segnalazioni agli organi competenti. Speriamo di sbagliarci».