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Nuovo Piano regionale rifiuti impugnato dal governo Gentiloni

Inceneritore in arrivo in Abruzzo?

Redazione PdN

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Paolo Gentiloni

 

 

 

 

ABRUZZO. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge Regionale sull'adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvata in Consiglio Regionale lo scorso dicembre.

 Nello stesso giorno sempre il Governo regionale ha varato l’osteggiatissima legge forestale e approvato le nuove strutture per il petrolio a Taranto per far andare avanti il progetto di Tampa Rossa in Basilicata.

Insomma una giornata ‘nera’ e secondo l’ambientalista abruzzese Augusto De Sanctis, in confronto al Governo guidato dal Pd, «Attila era un pivello».

Sul nuovo piano dei rifiuti abruzzese impugnato si abbatte lo spettro di un nuovo inceneritore in Abruzzo.

 

La delibera di impugnazione non lascia spazio a dubbi perchè il provvedimento  della Regione «non ha fornito adeguati elementi in ordine alle azioni di riduzione della produzione che potrebbe ragionevolmente considerarsi sovrastimata rispetto ad eventuali obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti non adeguatamente considerati».

Ed ancora: «in questo senso appare difficile dare credito alle previsioni così ambiziose della Regione Abruzzo in tema di riduzione della produzione dei rifiuti, ai fini di un eventuale aggiornamento del fabbisogno di incenerimento di cui al d.P.C.M. 10/08/2016».

 

Passaggi che tradotti vogliono dire che nessuna azione è stata posta in essere dal Governo regionale per evitare la costruzione di un inceneritore in Abruzzo.

 

Ma il giudizio del Consiglio dei Ministri si spinge in ulteriori analisi che demoliscono il nuovo PRGR «giova inoltre evidenziare che, nello scenario di riferimento regionale al 2022, più che aver previsto un efficentamento dell’impiantistica di trattamento preliminare, appare piuttosto esservi un peggioramento»  dovuto, evidentemente, a impianti che aumentano le frazioni di sottovaglio da inviare in discarica.

 

 

La delibera evidenzia inoltre, che Regione Abruzzo non ha dato seguito a nessun accordo con altre Regioni per il trattamento dei rifiuti. Rispettivamente, Regione Molise per lo smaltimento del CSS nell’inceneritore molisano e Regione Basilicata per lo smaltimento in discarica.  Le conclusioni della delibera di impugnazione sono durissime «risulta chiaramente da quanto sopra esposto che molti aspetti della pianificazione regionale risultano non adeguatamente plausibili e non supportati da adeguata motivazione e documentazione. Da tale premessa risulta la conseguenza secondo la quale le valutazioni della Regione circa l’andamento della produzione di rifiuti e la loro gestione non consentono di modificare il fabbisogno previsto dal d.P.C.M. 10 Agosto 2016».

 

M5S: «SGOMENTI»  

«Da una prima lettura della delibera del Consiglio dei ministri. non possiamo che restare sgomenti»  dichiara Sara Marcozzi. «Emerge che l’Abruzzo non potrà esimersi dalla costruzione di un inceneritore. Eppure il M5S aveva avvisato il governo regionale già nel lontano agosto 2016 di questo pericolo, suggerendo soluzioni efficaci rimaste, per la cecità di Mazzocca e D'Alfonso, inascoltate».

 

 

A causa dell'approvazione del DL “Sblocca Italia”, le Regioni sono state spogliate di diverse competenze legislative, fra le quali  quelle in materia di rifiuti. In particolare, è stato affidato al Presidente del Consiglio dei Ministri, l'individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché l’individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento, qualificando in infrastrutture di interesse nazionale la realizzazione degli stessi.

 

«Siamo di fronte al compimento del disastro ambientale targato PD», insiste Marcozzi.  

 


«GOVERNO REGIONALE HA FALLITO CLAMOROSAMENTE»  

«Il governo regionale di centrosinistra ha fallito clamorosamente su tutte le politiche e riforme ambientali messe in campo», commenta invece il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo. «Una Amministrazione regionale succube delle politiche di Renzi e Delrio e quindi incapace di bloccare definitivamente le ricerche di idrocarburi nel mare Adriatico con la tecnica air-gun. Una Regione incompetente nel fermare la realizzazione della Centrale di compressione gas della Snam a Sulmona e, oggi, assistiamo anche alla sonora bocciatura della Legge regionale sui rifiuti da parte del Governo. Una debacle totale».

Nei prossimi Febbo entrerà nel merito delle valutazioni sollevate dall'ufficio legislativo del Governo centrare affinché si possa fare piena chiarezza su un tema molto delicato e fondamentale per l'economia ambientale della nostra regione.