POZZO SENZA FONDI

Ricostruzione. In ritardo i trasferimenti delle risorse

A rischio gli stipendi dei lavoratori dell’Usrc

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

85

Ricostruzione. In ritardo i trasferimenti delle risorse


L’AQUILA. Continuano gli enormi disagi dei lavoratori a tempo determinato assunti dal Comune di Fossa e assegnati temporaneamente all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere.

Ad oggi l’Usrc non riesce a garantire l’erogazione degli stipendi ai propri dipendenti. Tale condizione di difficoltà si era già manifestata a marzo 2017.

Nonostante ripetuti incontri con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il Ministero degli Interni e con la Struttura Tecnica di Missione, l’ufficio deputato alla ricostruzione post sisma non ha le somme necessarie a salvaguardare il salario di chi ormai opera da anni e con dedizione nella filiera ricostruttiva.

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Crater, unitamente all'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della città dell’Aquila, è stato istituito con la legge 34/12 al fine di coordinare i processi ricostruttivi a seguito del sisma del 2009. La legge ha dotato l’Ufficio di 50 unità di personale, di cui 25 unità tecnicamente assunte a tempo determinato dal Comune di Fossa e destinate al citato Ufficio, e 25 unità assunte a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Tale difficile condizione», spiega Francesco Marrelli, Fp Cgil L’Aquila, «rischia di pregiudicare la continuità del lavoro e di conseguenza l’attività di ricostruzione dei comuni devastati dal terribile sisma del 2009. La continuità lavorativa è sostenuta con la continuità dell’erogazione degli stipendi e delle risorse necessarie ad assicurare tranquillità economica ai dipendenti. È paradossale che chi garantisce oggi la ricostruzione dei nostri territori rischia di non vedersi pagato il proprio salario e vede con incertezza il proprio futuro lavorativo».

«Per tale ragione, deve essere impegno di tutti, e in primis della politica e delle istituzioni», conclude la Cgil, «ricercare soluzioni immediate per salvaguardare l’erogazione degli stipendi del personale dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC) e contestualmente effettuare i necessari interventi normativi affinché si possano superare le tante criticità che riguardano il personale addetto alla filiera della ricostruzione, valorizzando professionalità accresciute in questi anni e rendendo le buone pratiche della ricostruzione del sisma del 2009 patrimonio di competenze da salvaguardare. Tale soluzione non può prescindere dall’individuazione di un fondo stabile e permanente finalizzato alle necessarie coperture stipendiali che superino definitivamente le criticità riscontrate in questi mesi dovute ai ritardi nei trasferimenti delle risorse finanziarie oggi incardinate nel fondo dell’assistenza tecnica».