DITTATURA DEL PETROLIO

Nuovo via libera alle trivelle in Adriatico: l’ultimo regalo del governo Renzi-Gentiloni

Sbloccata ricerca gas con"air gun". Nuovo attacco petrolifero al mare

Redazione PdN

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Nuovo via libera alle trivelle in Adriatico: l’ultimo regalo del governo Renzi-Gentiloni

ABRUZZO. Chi sosteneva che il Referendum e le rassicurazioni della politica non bastavano a fermare l’ondata dei petrolieri ed il rischio per le bellezze italiane aveva ragione.

Chi sosteneva che che il Governo ed il ministero avevano comunque l’ultima parola e potevano persino legittimamente imporre ai territori qualunque opera senza nemmeno interpellarli aveva ragione.

Chi sosteneva che le Regioni nulla potevano contro la competenza statale prevista per legge e che i ricorsi erano inutili ed anche un nuovo inganno, aveva ragione.

Il Consiglio di Stato, respingendo i ricorsi presentati dalla Regione Abruzzo contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd, ha di fatto dato il via libera alle attività di trivellazione per la ricerca di gas al largo della costa adriatica, dall'Emilia Romagna fino alla Puglia.

Le decisioni sono in una serie di sentenze pubblicate tra 28 febbraio e 8 marzo. Saranno dunque possibili ricerca e prospezione di idrocarburi con la metodica dell'air gun, che consente di utilizzare la pressione dell'aria per creare piccoli sommovimenti nel sottosuolo marino e captare segnali per capire se ci sia gas o petrolio. Secondo i ricorrenti, Regioni Abruzzo e Puglia, questo può causare danni.

«In realtà, in questi anni il ministero dell'Ambiente ha emanato 9 provvedimenti di Via», ossia di valutazione di impatto ambientale, «favorevoli all'uso dell'air gun in Adriatico su ben 11 zone: su alcune aree si potrà passare con l'air gun due volte, nel mare davanti alle Marche, o addirittura tre, davanti alla Puglia», fa notare Augusto De Sanctis del Forum H2O, che ricorda come quello per Spectrum Geo sia relativo a due istanze di prospezione su circa 3 milioni di ettari.

La seconda area, per grandezza, «è quella relativa a un progetto della società Petroleum Geo-Services Asia Pacific Pte.Ltd. che riguarda 1,4 milioni di ettari di mare tra Gargano e Canale di Otranto».

Secondo il Forum H2O «il ministero ha sottovalutato il problema soprattutto in Adriatico e nello Ionio, avendo invece bocciato proprio per l'impatto su cetacei e altri organismi marini diverse istanze nel canale di Sicilia e in Sardegna, e usando, quindi, clamorosamente due pesi e due misure».

Per il Forum rilevante è non aver sottoposto i progetti a Via transnazionale, cioè con il coinvolgimento degli altri Paesi dell'Adriatico, vista la Convenzione di Espoo del 25 febbraio 1991 sulla Via in contesto transfrontaliero che prevede alcuni obblighi per lo Stato a cui spetta la valutazione di un progetto che può avere un impatto sui paesi limitrofi.

Il Coordinamento "Trivelle Zero Molise" esprime preoccupazione per i «pericolosissimi effetti dell'air gun sull'ecosistema marino, ormai confermati in pieno dagli studi scientifici».

«Continuare a puntare sulla ricerca degli idrocarburi in Adriatico non è un errore, è pura follia» dichiara il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo.

«E' una tecnica che può fare solo danni e noi non ci possiamo permettere di fare del male ai nostri mari. Non dobbiamo mettere a rischio la bellezza straordinaria di oltre 800 chilometri di coste pugliesi, ne va della nostra economia: il turismo, la pesca, il diporto nautico non avvelenano nessuno».

I coordinatori nazionali dei Verdi, Luana Zanella e Gianluca Carrabs, invece sostengono che la possibilità di ispezionare i fondali marini con la tecnica Air Gun «è un regalo lasciato dal Ministro Galletti a favore dei petrolieri e a scapito dell'ambiente. Giustamente le Regioni Abruzzo e Puglia hanno fatto ricorso sia al TAR che al Consiglio di Stato e le risposte negative arrivate non devono fermare il tentativo di bloccare questa tecnica particolarmente dannosa per gli ecosistemi marini».

«Per questo - proseguono gli esponenti Verdi - riteniamo doveroso che i Presidenti delle Regioni Abruzzo e Puglia non si fermino di fronte a quello che si profilerebbe come un vero e proprio scempio ambientale, cercando di coinvolgere le Regioni interessate che finora sono rimaste in silenzio, e che si riattivino le mobilitazioni di tutti i cittadini ed i comitati per risollevare il problema. In ogni caso - concludono Zanella e Carrabs - se in Parlamento ci fossero forze trasversali disponibili, sarebbe anche il caso che il divieto di utilizzo della tecnologia Air gun, che usa aria compressa per cercare gas e petrolio in mare, venisse incluso nella legge sugli ecoreati».