GIURISPRUDENZA

La Cassazione spiana la strada all’impunità per i responsabili di Rigopiano

«Nevicata prevista ma eccezionale 'scagiona' la Provincia»  

Redazione PdN

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Rigopiano: i parenti delle vittime su luogo tragedia per la prima volta

ROMA.  Quando la nevicata è veramente abbondante e costringe gli automobilisti a rimanere per ore bloccati sulle strade nelle loro auto, senza alcuna assistenza, ad aspettare l'arrivo dello spazzaneve, è inutile chiedere il risarcimento dei danni patiti a chi ha la responsabilità della circolazione stradale - ad esempio le province - facendo riferimento al fatto che le cattive previsioni meteo era note con anticipo e si sapeva che avrebbe nevicato.


Lo sottolinea la Cassazione respingendo il ricorso di alcuni automobilisti rimasti imprigionati a lungo a bordo dei loro veicoli, a causa della nevicata del 17 dicembre 2010, verificatasi sulla strada provinciale 65 della Provincia di Lucca.

Nel ricorso alla Suprema Corte, gli automobilisti hanno sottolineato che «ai sensi dell'articolo 14 del Codice della strada, gli enti proprietari erano tenuti a garantire la sicurezza, la manutenzione e l'efficienza delle strade e che nei giorni precedenti la nevicata i servizi meteo avevano lanciato ripetuti segnali di allerta, ignorati dall'amministrazione provinciale, che non aveva adottato alcuna forma di intervento preventivo».

Una argomentazione comune a tante situazioni simili e che pareva, fino a prima di questa sentenza, un principio equo e giusto che tuttavia la Suprema Corte pare ribaltare e cancellare. Il peso della responsabilità sembra sparire in capo ai gestori mentre aumenta la portata dell’evento eccezionale (ma previsto) naturale e sovrumano (cioè fuori dal controllo dell’umano agire).  

Un colpo durissimo se si pensa all’inchiesta in corso per stabilire le responsabilità della tragedia di Rigopiano dove proprio le diverse responsabilità sono di tipo omissivo sia per quanto riguarda la percorribilità delle strade (spazzaneve insufficienti, allerta meteo ignorata, catena di comando nel caos…) sia per quanto riguarda i controlli edilizi per costruzione e ristrutturazione dell’albergo con procedure amministrative avvenute senza i dovuti controlli e in un contesto di vuoto normativo “colposo” (mancanza della carta valanga da 25 anni).

Volendoci solo fermare all’aspetto della viabilità, il caso deciso dalla Cassazione sembra essere in tutto simile a quello abruzzese ed in questo caso almeno la Provincia potrebbe cavarsela alla grande (risultano indagati il presidente Antonio Di Marco e i dirigenti Mauro Di Blasio e Paolo D'Incecco …) e seguendo lo stesso filo logico l’impunità per tutti gli altri amministratori che hanno dato luogo ad omissioni conclamate, reali e pericolose, potrebbe davvero essere un passo più in là.

Tutti gli indagati potrebbero non essere inchiodati alle loro responsabilità, nessuno pagherebbe perchè tutto è stato eccezionale (come è stato) anche se amplificato da una catena infinita e poco onorevole di inefficienze pubbliche.

Sempre che questa originale linea della Cassazione regga nel tempo.

Nel caso deciso sia il Tribunale di Lucca nel 2015, che la Corte di Appello di Firenze nel 2016, avevano detto 'no' ai risarcimenti. Ad avviso della Cassazione, «la valutazione in ordine alla straordinarietà o meno dell'intensità del fenomeno atmosferico costituisce profilo di fatto che non può essere valutato in questo sede se non per evidenziare che i giudici di merito hanno precisato che non si poteva pretendere il mantenimento di un apparato di uomini e mezzi per fronteggiare un evento rarissimo, se riferito alle straordinarie condizioni del fenomeno».

Quel giorno, infatti, ricorda il verdetto 5859 depositato oggi dalla Sesta sezione civile, a causa della neve «in Toscana e in quasi tutto il centro-nord tutte le arterie stradali e ferroviarie erano andate in crisi».

Per quanto riguarda la nevicata, si rileva che la sua imprevedibilità «riguarda l'eccezionalità e non il fenomeno in sé».

Per questo, la Suprema Corte non ha avuto nulla da obiettare alla conclusione raggiunta dai giudici toscani per i quali «data l'estensione della perturbazione, il blocco stradale» preteso dagli automobilisti «avrebbe dovuto essere totale e quindi impossibile a disporsi e mantenersi già soltanto per ragioni evidenti di numero spropositato di persone che avrebbero dovuto provvedervi».

Gli automobilisti, oltre a perdere il ricorso, sono stati condannati anche a pagare 3200 euro di spese legali.

Dunque, concludendo, i vertici delle istituzioni pubbliche non sono responsabili dei disagi e dei danni se in presenza di eventi eccezionali anche se previsti. La Cassazione ammette giustifica e perdona el inefficienze conseguenti e sembra non prendere in alcuna considerazione alcuna azione di prevenzione forse utile seppure in minima parte a mitigare danni e problemi.


Nel caso di Rigopiano i giudici dovrebbero applicare lo stesso principio passando su 29 cadaveri...