MARE NERO

Trivelle, anche Consiglio di Stato boccia ricorso Regione. Via libera alla Spectrum

Area interessata da Rimini a Santa Cesarea Terme

Redazione PdN

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Petrolio e Air gun, Regione Abruzzo sbaglia indirizzo e perde ricorso al Tar



ABRUZZO. E’ sempre più vicina la possibilità per la Spectrum Geo Limited di cercare petrolio e gas in un’area dell’Adriatico vasta 30mila chilometri quadrati.

Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha rigettato i ricorsi presentati in appello dalle Regioni (Abruzzo e Puglia) e dagli Enti locali contro il decreto VIA relativo a due permessi di ricerca di gas e petrolio rilasciati alla società inglese.


Secondo i giudici è stato accertato «che i confini dell'area oggetto dell’attività di prospezione sono allineati con la fascia di rispetto indicata dall’art. 6, comma 17, d.lgs. 152/2006».

L'intervento prevede l'uso intensivo dell'air-gun, una tecnica che secondo molti studi scientifici avrebbe effetti devastanti sull'ecosistema marino.

Per questo il Comitato VIA della Regione Abruzzo aveva espresso, nell'aprile del 2013, parere negativo al progetto della società romana.

L’attività è quella di prospezione descritta da due istanze presentate il 26 gennaio 2011 per altrettante aree dell’Adriatico, la d1 BP SP (per 13.700 chilometri quadrati, da Rimini a Termoli) e la d1 FP SP (per 16.210 chilometri quadrati, da Rodi Garganico a Santa Cesarea Terme). Gli enti locali contestavano la procedura seguita dai ministeri competenti e che ha portato al decreto di Via: dal limite dell’area interessata, fino alla mancata Valutazione ambientale stragetica.

Già il Tar nel luglio del 2016 aveva bocciato i ricorsi e dato via libera alla società inglese. A questo punto la palla al Ministero dello Sviluppo Economico che  dovrà adottare i due permessi di ricerca.



LA MANCATA PARTECIPAZIONE

Ma le Regioni lamentavano anche il mancato coinvolgimento nel procedimento di VIA degli enti locali prospicienti, in particolare, di quelli che distano meno di 12 miglia marine dai vertici che delimitano le aree dei due permessi di prospezione.

Secondo i giudici, però, l’istruttoria svolta dai Ministeri «appare nel complesso completa, articolata e rispettosa dell’iter normativo nella sua interezza, così come dagli atti impugnati emerge che la Commissione tecnica abbia sempre motivato in maniera sufficiente ed idonea in relazione alle criticità rappresentate nelle osservazioni rese dai soggetti interessati».

Sempre i giudici, ricordando l’invio della comunicazione effettuata nei loro confronti dalla società Spectrum il 16 ottobre 2011, sottolineano che  «gli enti locali destinatari sono stati effettivamente posti nella condizione di partecipare attivamente, ove l’avessero voluto, al procedimento diretto a conseguire il giudizio sulla compatibilità ambientale, fornendo il proprio contributo».