SANZIONI?

Comunicazione elettorale, Agcom sanziona D’Alfonso

La segnalazione era partita dal Movimento 5 Stelle

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2859

Comunicazione elettorale, Agcom sanziona D’Alfonso

 

ABRUZZO. E’ arrivata lo scorso 1° marzo, a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale di D’Alfonso, la censura da parte dell’Agcom alla pubblicità elettorale condotta dal presidente e candidato senatore, Luciano D’Alfonso.

Così come richiesto dal Movimento 5 Stelle, e sposato in parte anche dal Corecom, l’Autorità si è dunque mossa.

Dunque è stato riconosciuto che alcune comunicazioni ufficiali non hanno rispettato le regole da seguire in campagna elettorale: non erano neutrali e nemmeno urgenti, dunque dovevano essere date dopo il voto.

‘Punizione’ per non aver rispettato le regole in campagna elettorale? La pubblicazione, «un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza a quanto previsto dall’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28».

La mancata ottemperanza comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, recita sempre il documento.

L’Agcom ha rilevato come le attività di comunicazione istituzionale effettuate dalla Regione Abruzzo attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dei comunicati sui concorsi alla Tua, i 25 milioni di fondi per il sisma e la consegna delle casette a Capitignano non rispettassero le regole in quanto, «pur ricorrendo il requisito dell’impersonalità, non ricorre il requisito dell’indispensabilità né l’indifferibilità dell’iniziativa ai fini dell’efficace assolvimento delle funzioni proprie dell’ente, in quanto tali informazioni e notizie ben avrebbero potuto essere diffuse al di fuori  del periodo elettorale non ricorrendo alcuna esigenza di urgenza o improcrastinabilità».

Sul comunicato dei 25 milioni post sisma, dunque l’Agcom smentisce pure il Corecom, secondo il quale, invece, erano stati rispettati i requisiti di impersonalità e indispensabilità e aveva riconosciuto il carattere «neutrale» del documento.

Anche l’Authority ha confermato, invece, che il profilo Facebook di D’Alfonso sia da ritenersi privato e non istituzionale.