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Consulta: «predisporre rendiconto dovere Regione, no a ritardi»

Dichiara illegittimità legge regionale 16 del 2017

Redazione PdN

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REGIONE ABRUZZO TARGA

 

ABRUZZO. La competenza delle Regioni a predisporre e approvare il rendiconto permane anche oltre la scadenza dei termini di legge, ma un grave ritardo in tale indefettibile adempimento può giustificare i provvedimenti sostitutivi previsti dall'articolo 120, secondo comma, della Costituzione per la predisposizione del rendiconto stesso.

Lo si legge nella sentenza n. 49 depositata oggi (relatore Aldo Carosi) con cui la Corte costituzionale ha accolto il ricorso dello Stato, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'intera legge della Regione Abruzzo n. 16 del 2017 per contrasto con gli articoli 81 e 117 della Costituzione e sottolineando così il valore democratico della trasparenza dei conti.

La Consulta ha osservato che la Regione - ferma all'esercizio 2012 nella predisposizione e approvazione dei rendiconti (quello del 2013 è stato bocciato dalla Corte dei Conti) - «potrebbe - anzi dovrebbe - effettuare le operazioni necessarie per recuperare immediatamente, in modo costituzionalmente corretto, tutti gli adempimenti scaduti inerenti ai rendiconti successivi, pur nel rispetto dei separati riscontri secondo la partizione annuale».


In tal modo, potrebbe recuperare contestualmente «un arretrato assolutamente anomalo e applicare, nel loro corretto ordine sequenziale, le misure eccezionali adottate dal legislatore statale per porre rimedio alle situazioni di grave sofferenza economico-finanziaria degli enti territoriali».

La Consulta condivide anche le censure ribadite dall’Avvocatura generale dello Stato nel corso della discussione in udienza, secondo cui l’assenza di trasparenza nella rappresentazione della situazione economico-finanziaria della Regione «collide diametralmente con gli evocati parametri costituzionali».

«In particolare - si legge nella sentenza - , in quanto consente di valutare in modo obiettivo e informato lo svolgimento del mandato elettorale, e per responsabilizzare gli amministratori, essendo necessariamente servente al controllo retrospettivo dell’utilizzo dei fondi pubblici».