ABRUZZO IN TV

Il nome della Rosa, la serie si gira (anche) in Abruzzo

Attesa anche per la messa in onda della fiction Rai su L’Aquila

Redazione PdN

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Il nome della Rosa, la serie si gira (anche) in Abruzzo

Una scena del Film

ABRUZZO. Riprese previste anche in Abruzzo per ‘Il nome della rosa-la serie’, l’adattamento televisivo del romanzo di Umberto Eco.

 

La serie sarà diretto dal regista Giacomo Battiato figlio di Franco e attivissimo in tv da più quarant’anni: suoi sono due capitoli della Piovra e i due episodi della fiction su Karol Wojtyla trasmessa su Canale 5.

Nel 1986, sempre dal romanzo di Eco, era stato tratto il famoso film con protagonista Sean Connery vincitore di due Bafta, un César, cinque David di Donatello, tre Nastri d'argento oltre ad altri riconoscimenti in tutto il mondo.

Le riprese sono già cominciate a Cinecittà ma nelle prossime settimane si girerà anche a Roccascalegna, gole di San Martino e Roccamorice. In Abruzzo nel corso degli anni sono stati tanti i film girati in Abruzzo. In passato si disse anche che il film ‘Il nome della Rosa’ era stato girato a Rocca Calascio ma proprio Eco smentì spiegando che l’abbazia era stata interamente ricostruita in una location a Fiano Romano.

La Rocca era stata invece scelta come location per diverse ambientazioni cinematografiche, come Lady Hawke nel 1985 o The American con George Clooney (girato tra L’Aquila e Sulmona).

Il ruolo di Guglielmo da Baskerville, il monaco-detective interpretato da Sean Connery nel kolossal diretto da Jean-Jacques Annaud nell'86, è stato affidato a John Turturro mentre Rupert Everett sarà il suo antagonista, Bernardo Gui.

La serie, in inglese, sarà di sei puntate con un budget previsto di 23 milioni di euro, prodotta da Matteo Levi (con la 11 Marzo) e Carlo Degli Esposti (con Palomar) in collaborazione con Rai Fiction.

Con oltre cinquanta milioni di copie vendute in tutto il mondo, Il nome della rosa è considerato una pietra miliare della letteratura italiana, un successo dall’eco internazionale che, a quasi quarant’anni dalla sua prima uscita, fa ancora discutere.

 



L’AQUILA GRANDI SPERANZE

E in Abruzzo c’è molta attesa per la messa in onda della fiction Rai ‘L’Aquila Grandi Speranze’.

Quattro mesi di riprese (terminate a luglio scorso) in giro per L’Aquila, dal centro storico alle scuole, dalle case alle chiese, per cercare di ripercorrere i momenti salienti del sisma.

E’ ambientato due anni dopo il terremoto, la "zona rossa" è vista con gli occhi dei ragazzi. Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta spiegò «I genitori guardano al passato, pensano a quello che hanno perso; ma gli adolescenti guardano al futuro. La storia è una sorta di Stand by me italiano».

In questa storia, raccontata da Marco Risi, che molto ha della realtà, specchio di una generazione che vive i problemi “post sisma” si affrontano anche i classici problemi adolescenziali, familiari. Gli anni dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Abruzzo sono raccontati con gli occhi di ragazzi innocenti che, oltre ad avere i soliti problemi legati alla loro età devono fare i conti con una città ed una storia che non c’è più.