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Maltempo: i sindaci che non credono alle previsioni ma chiudono le scuole alle 7.30 di lunedì

Da Sulmona a San Salvo: riunioni con i tecnici e scelte sbagliate

Redazione PdN

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Maltempo: i sindaci che non credono alle previsioni ma chiudono le scuole alle 7.30 di lunedì

 

ABRUZZO. La Treccani alla voce “previsione” scrive: «Il fatto di prevedere, di supporre ciò che avverrà o come si svolgeranno in futuro gli eventi, basandosi su indizi più o meno sicuri, su induzioni, ipotesi o congetture».

Alla voce “prevenzione” invece scrive: «Adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro, e quindi l’azione o il complesso di azioni intese a raggiungere questo scopo. Ogni attività diretta a impedire pericoli e mali sociali di varia natura».

Tutto chiaro sembra.
Eppure nonostante da giorni ci siano allarmi e allerte di ogni colore, sempre più incisive e che coerenti vanno nella stessa direzione, alcuni sindaci si sono limitati a fare riunioni e ad aprire Coc ma hanno deliberatamente scelto di non chiudere le scuole… fino a  stamattina alle 7.30 (qualcuno anche dopo) quando hanno potuto vedere con i loro occhi la neve e in alcuni casi anche 10-20 centimetri sulle strade.


Ecco spiegata ancor meglio della Treccani la differenza tra prevenzione e azione con quello che ne consegue.

Prendiamo il caso di Annamaria Casini, sindaco di Sulmona (non proprio sul livello del mare) che alle ore 20 di domenica sera ci teneva a far sapere ai suoi concittadini che  «resteranno regolarmente aperte le scuole di ogni ordine e grado ricadenti sul territorio di Sulmona nella giornata di domani Lunedi 26 febbraio 2018».

Una decisione chiara, ben lontana pure dalla possibilità di continuare a monitorare nelle ore successive per poi prendere una decisione. 

Una scelta, sembra, presa comunque non alla leggera ma dopo «una riunione tecnica-operativa che si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi nella sede della Protezione Civile comunale» aggiungendo anche di essere in stretto con l’Assessore alla Protezione Civile, Antonio Angelone, alla presenza del dirigente e dei funzionari comunali, responsabili del Piano Neve e delle funzioni di supporto all’azione amministrativa, gli agenti della Polizia Locale e i volontari della Protezione Civile.

«Siamo in stretto contatto anche con la Protezione Civile regionale e», ha precisato il sindaco di Sulmona, «in considerazione dell’attuale condizione meteo locale, dopo tutte le verifiche in merito alla reale situazione, abbiamo ritenuto che non sussistano al momento gli elementi per chiudere le scuole in città nella giornata di domani».

Le parole chiave sono «dopo tutte le verifiche abbiamo ritenuto che al momento non sussistano elementi per…»: ecco come ignorare bellamente il concetto di  “prevenzione”.

E verrebbe da domandarsi a cosa serva tutto questa tempesta di menti o questi «stretti contatti» con la protezione civile se poi si decide di fare il contrario di quello che consiglia.  

Quasi copia e incolla anche a San Salvo dove il sindaco Tiziana Magnacca scrive alle 20 di domenica «allo stato attuale delle condizioni del tempo, e in considerazione dell’ulteriore avviso di questo pomeriggio del Centro Funzionale d’Abruzzo, le scuole domani, lunedì 26 febbraio 2018, saranno regolarmente aperte».  

Decisione rimangiata alle 7.30 di lunedì...  (che lei spiega così...)

Magari è tutto giusto e sono loro a prendere le decisioni giuste ma se si scrive che «al momento» non sussistono  le condizioni per chiudere le scuole, significa che tutte le decisioni si prendono solo ad eventi avvenuti e questo vale per tutto quello che indichiamo come “rischio”.

C’è il rischio di frana? aspettiamo che cada e poi vediamo...


Infatti, ieri quando quei sindaci scrivevano quelle cose non c’era neve ed effettivamente non c’erano le condizioni ma fare prevenzione significa elaborare i dati e verificare se vi siano più possibilità che la neve arrivi oppure no.

Il sindaco di Sulmona, ma anche quello di Pratola Peligna Antonella Di Nino, quello di Ortona, San Salvo e di moltissimi altri comuni  più piccoli, hanno dimostrato di non saper fare prevenzione, non tanto loro che sono l’organo politico, quanto i loro tecnici “consiglieri”.

La cosa grave è che le decisioni vengono prese dopo «attente verifiche» e «riunioni» dove ci sono tutti e dopo che i contatti con tutto il mondo sono stati stabiliti...

Insomma, ci si aspetta che dopo il gran lavoro fatto si sia capaci di mantenere la posizione per almeno 12 ore. E invece nemmeno questo accade.
Dietro front su tutta la linea dopo una notte.

Ed il punto centrale non è nemmeno che i cittadini siano rimasti in sospeso non sapendo cosa fare, ma che una amministrazione pubblica alla fine risulti poco credibile, poco accurata nelle scelte, nella analisi e nella gestione dell’emergenza.

Allora la domanda è questa: i sindaci che hanno chiuso le scuole alle 7.30 credevano che Buran, il grande gelo, le previsioni e le allerte non valessero per la loro zona?

Forse che Buran saltasse Sulmona, Pratola Peligna, San Salvo?

Forse che si sbagliassero tutti gli altri?

Questi sindaci dovrebbero rendere conto ai loro cittadini del perchè fanno “prevenzione” in questo modo e spiegare soprattutto perchè ignorano le allerte meteo della Protezione civile Regionale creando qualche disagio in più ai cittadini che amministrano.

E’ vero, bisogna stare molto attenti agli allarmismi e agli “a lupi a lupo” ma era chiaro a (quasi) tutti che gli allarmi di una settimana fa erano stati confermati 5 giorni fa e poi via via sempre più precise e coerenti fino a ieri sera.

La neve ora è arrivata gli spalaneve sono tutti in azione, il sale comprato, le riunioni sono servite a coordinarsi e a prepararsi, alcuni Coc sono stati aperti già ieri.

Proprio per questo non si capisce come possa essere coerente una scelta di non chiudere le scuole.

Coerente, invece, con gli annunci di ieri il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, che ha mantenuto aperte le scuole a Francavilla.

Su Facebook ha spiegato che la circolazione alle 7.30 di lunedì mattina era regolare e la temperatura «non bassissima». Dunque nemmeno pericolo di ghiaccio.

Speriamo bene.