L'EVENTO

Fondovalle Sangro, posa della prima pietra a 120 km dal cantiere

«Parata elettorale di D’Alfonso». Febbo scrive al prefetto: «candidato rispetti la par condicio»

Redazione PdN

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Fondovalle Sangro, posa della prima pietra a 120 km dal cantiere.

 

 

ABRUZZO. Un cambio di location repentino e così ‘la posa della prima pietra’ per la variante Fondovalle Sangro prevista a Quadri si terrà, invece, nella sala della provincia di Chieti.

 

L’entusiasmo del presidente della regione, Luciano D’Alfonso, che vuole festeggiare i suoi 44 mesi di «lavoro costante per cambiare pareri, autorizzazioni e progettazioni e tagliare il filo del traguardo» straborderà non proprio sul cantiere ma in una location meno ‘stradale’, più istituzionale, più confortevole vista anche la pioggia prevista per domani e  a ben 124 km circa dal punto esatto in cui gli operai si metteranno all’opera.

Con il cambio del programma, per forza di cose, è cambiato anche il nome dell’evento dal momento che, materialmente, non ci saranno pietre da poggiare sull’asfalto: si parla dunque di ‘consegna dei lavori alla ditta’.

Il contratto tra Anas e le imprese De Sanctis Costruzioni (capofila), Oberosler Cav. Piero e Ircop. era stato già firmato lo scorso 22 gennaio, e c’era pure già stata una conferenza stampa  così come dopo la modifica del progetto, l’apertura delle buste proponenti delle ditte e l’aggiudicazione dell'appalto.

Domani con la consegna dei lavori altro evento mediatico. Solo che questa volta il presidente è ufficialmente un candidato al Senato e mancano meno di 15 giorni alle elezioni.

Per questo Mauro Febbo, presidente della Commissione Vigilanza, ha scritto al prefetto di Chieti Antonio Corona, ma anche all’Amministratore Delegato Anas Gianni Vittorio Armani (entrambi invitati alla cerimonia di domani, richiamandoli al rispetto della par condicio.

Al prefetto Febbo chiede un intervento sugli organizzatori «per adottare un comportamento super partes affinchè un ‘taglio del nastro’ non si traformi in un evento di promozione politica di un candidato a svantaggio di altri».

Il cambio della sede, seguita da una tambureggiante attività di inviti da parte del presidente della Regione, secondo l’esponente di Forza Italia fa proprio immaginare una grande "parata" elettorale.

«D’Alfonso», insiste Febbo, «continua senza sosta a violare le norme precise che regolamentano il periodo di par condicio, che le Prefetture hanno comunicato alle pubbliche Amministrazioni. Infatti l’art. 9, comma 1 della Legge 22 febbraio 2000, n. 28 specifica che ‘E’ fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni’»

Febbo parla di «stile Erdogan» ed è convinto che quello di domani sia un «evento organizzato solo con lo scopo di autocelebrarsi e auto incensarsi durante una campagna elettorale che lo vede posizionarsi al terzo posto nei sondaggi, praticamente ultimo».

«Il presidente dovrebbe, invece», continua l’esponente di Forza Italia, «avere il buon senso non solo di aspettare la chiusura della campagna elettorale ma, soprattutto, di raccontare il film della Fondovalle Sangro dall’inizio e non dalla fine. Un’opera fatta ripartire grazie alla cantierizzazione della "variante di Quadri" per 62 milioni di euro di lavori eseguiti e collaudati durante l’amministrazione regionale di Giovanni Pace e la Presidenza della Provincia del sottoscritto. Successivamente, con il Governo regionale di Chiodi (2008-2014), siamo riusciti a far inserire l'opera di completamento della Fondovalle nel 2010, dal Governo Berlusconi, all'interno del piano delle opere Anas 2007-2014 con un finanziamento cospicuo di 112 milioni di euro poi inseriti successivamente nel Decreto 133/2014”. “Quindi – conclude Febbo – D’Alfonso, invece di continuare nella sua perenne e incessante campagna elettorale, rispetti le regole emanate dalla Prefettura e per questo mi attendo sia dal Prefetto sia dall’amministratore delegato una risposta e una presa di posizione che rispecchi le regole della democrazia».

L’opera, del valore complessivo di 190,4 milioni di euro, si sviluppa per circa 5,3 km prevalentemente in sponda sinistra del fiume Sangro e comprende cinque viadotti lunghi complessivamente 1,2 km e una galleria di 2,5 km.