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«Arroganza istituzionale e violazione norme», esposto dei 5 Stelle contro D’Alfonso

«Non e’ corretto utilizzare mezzi e risorse pubbliche della regione per la propaganda personale»

Redazione PdN

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«Arroganza istituzionale e violazione norme», esposto dei 5 Stelle contro D’Alfonso

 

ABRUZZO. Come reagirà il presidente Luciano D’Alfonso quando scoprirà che i 5 Stelle hanno firmato un’altra denuncia contro di lui?

Probabilmente non ne rimarrà troppo sorpreso, lui che ad ogni occasione pubblica non dimentica di ricordare che i pentastellati si sono pure riuniti all’Aurum per «imparare a fare gli esposti».

 L’ultima ‘segnalazione’ è stato firmata proprio questa mattina dai due consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e dal deputato uscente Gianluca Vacca.

L’esposto è stato indirizzato all’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla Prefettura e al Corecom, ai quali si chiede di verificare una presunta violazione della comunicazione istituzionale nel periodo elettorale «da parte dell'attuale Organo di Governo della Regione Abruzzo».

I pentastellati fanno notare prima di tutto che sul sito della Regione è comparso un comunicato stampa (quello dei 25 milioni di euro per finanziare 86 interventi di ricostruzione sugli edifici religiosi) "utilizzando il sito istituzionale di Regione Abruzzo e le relative strutture". Il nome di D'Alfonso, comunque, non è mai presente. 

Ma i 5 Stelle contestano anche alcune conferenze stampa e il relativo resoconto poi finito sui giornali, come quella nel corso della quale sono state annunciate nuove assunzioni alla Tua. In quel caso c’era anche D’Alfonso in qualità di presidente della Regione.

Nella denuncia viene segnalato che non è stato soddisfatto «il requisito dell'indispensabilità e dell'anonimato, così come dettato dall'articolo 9, della Legge n. 28/2000», ed in questo modo di sia accresciuta «la visibilità del D'Alfonso, ai fini della propaganda elettorale».

La legge è chiara: «dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto e' fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni».

Dunque secondo il Movimento 5 Stelle quelle notizie dovevano essere rimandate a dopo le elezioni oppure non dovevano riportare «nomi e cognomi di personaggi politici con cariche istituzionali, riconducibili ad uno specifico schieramento politico».

I pentastellati sostengono che per il governatore ci sia stato «un vantaggio facilmente riscontrabile» e lui avrebbe abusato «del suo ruolo istituzionale di Presidente della Regione Abruzzo, trovando l'occasione di presenziare diverse conferenze stampa di Regione Abruzzo e apparire su testate giornalistiche e televisioni, a discapito degli altri candidati appartenenti alle altre forze politiche, violando la par condicio».

 
«ARROGANZA ISTITUZIONALE»

«Ancora una volta il Presidente D’Alfonso si macchia di arroganza istituzionale e i dati pessimi che riporta il PD in Abruzzo non possono essere una giustificazione per la sua ansia da risultato» concludono i 5 stelle «se il Governo guidato dal Pd avesse lavorato per gli italiani negli ultimi anni, se la Regione sotto la sua direzione avesse lavorato per gli abruzzesi, oggi probabilmente non dovrebbe scadere in queste squalificanti strumentalizzazioni nel tentativo di strappare qualche consenso in più e forse non si troverebbe a parlare a sé stesso con un megafono. Ci aspettiamo dalle autorità competenti un celere riscontro all’esposto che sicuramente darà ragione alla nostra denuncia». 

E A ROMA DENUNCIA A PARTITI INVERSI

Intanto D’Alfonso continua a lanciare iniziative che lo vedranno protagonista, come quella che si terrà il 22 febbraio prossimo con la consegna dei lavori per il completamento della Fondovalle Sangro. Su Facebook il presidente ha postato un video realizzato dall’ufficio stampa regionale.

Intanto a Roma succede l’inverso: il Pd ha fatto un esposto all’Agcom per una rubrica Facebook della sindaca a 5 Stelle, Virginia Raggi (non candidata).

In quel caso l’Agcom ha dato ragione al Pd costringendo il Comune a oscurare la rubrica il ‘sindaco informa’ perché  queste notizie non sarebbero in linea con la par condicio.

Raggi ha annunciato che presenterà ricorso al Tar contro la decisione dell'Autorità garante per le Comunicazioni.



D’ALESSANDRO (PD): «LEGGI RISPETTATE»  

«Stavolta i grillini se la prendono con la comunicazione fatta dal presidente e mettono in mezzo persino l'Ufficio stampa della Giunta regionale, peccato per loro che il nome del presidente non figuri nel comunicato da loro indicato, perché i giornalisti dipendenti della Regione conoscono bene le leggi e le applicano», spiega Camillo D’Alesandro candidato Pd, «è lampante che gli esponenti del M5s stiano mettendo a frutto quanto appreso nelle lezioni su 'come fare un esposto' impartite nella tre giorni grillina svoltasi all'Aurum di Pescara. Se utilizzassero metà dello zelo con cui denunciano il presidente della Regione Abruzzo per produrre proposte sensate a livello amministrativo, avrebbero molte più chance di raccogliere voti; invece proseguono nella testarda logica di abbattere gli avversari politici con gli esposti più che con le idee. Si baloccassero pure con le loro cartuccelle, noi- conclude D'Alessandro - continuiamo a fare cose concrete».