IL DOC INTEGRALE

Manifesti e servizi tv pagati dalla Regione per la campagna istituzional-politica del presidente

La conferma dal documento firmato dal direttore generale Rivera

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2658

Manifesti e servizi tv pagati dalla Regione per la campagna istituzional-politica del presidente

ABRUZZO. Sono 26 i manifesti 6x3 affissi dall’ 8 gennaio al 21 gennaio in 15 comuni abruzzesi (quali non si sa) per un costo di 7mila euro. E poi ci sono manifesti pubblicitari sul retro dei bus,  e anche servizi informativi di approfondimento a pagamento sulle principali emittenti televisive abruzzese.

Totale poco più di 21.000 euro pagati dalla Regione Abruzzo alla voce «pubblicità istituzionale».

Il piccolo particolare è che i messaggi istituzionali assomigliano molto a quelli politici, essendo peraltro stati visibili nel periodo della campagna elettorale (dove le pubbliche amministrazioni sono soggette a restrizioni quasi totale in tema di comunicazione).

 

Arriva la conferma che i manifesti pubblicitari vengono pagati con soldi pubblici grazie al documento a firma del direttore generale  Vincenzo Rivera ottenuto dal consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo, che ne aveva fatto richiesta dopo che PrimaDaNoi.it aveva pubblicato alcuni giorni fa un articolo e le foto di quei manifesti apparsi in diversi comuni strategici in varie province.

 Tra le premesse della determina si legge che «l’Ente Regione Abruzzo nell'ambito delle attività di comunicazione e di informazione di carattere istituzionale promuove nei confronti della cittadinanza e del pubblico interessato le principali attività svolte, nonché iniziative ed eventi realizzati dall'amministrazione nel rispetto della attuazione dei principi generali di trasparenza, promozione e informazione dell'azione amministrativa».

 Quindi con il «fine di illustrare alla cittadinanza contenuti e obiettivi raggiunti dalla giunta regionale, si è ritenuto utile offrire prodotti comunicativi da diffondere capillarmente sul territorio regionale».

 

Non è la prima volta che il presidente Luciano D'Alfonso utilizza le campagne  istituzionali in momenti strategici;  una soluzione che ha ampiamente utilizzato anche in passato quando era sindaco di Pescara ed i suoi manifesti venivano regolarmente contestati e finirono persino in una memorabile mostra  , oltre che nelle carte dell'inchiesta Housework  che, tra le tante altre cose,  ha apposto un timbro indelebile di validazione di questa pratica.

A guardare la recente locale giurisprudenza, dunque, al candidato senatore, nonché attuale presidente della Regione, sarebbe consentito finanziare una campagna di comunicazione istituzionale per esaltare le proprie gesta personali e qui lo si è fatto anche a ridosso delle elezioni (un vantaggio che peraltro gli altri competitor non possono avere).

 

Oltre ai manifesti è lunga la sfilza di  programmi televisivi informativi di approfondimento giornalistico che sono stati prenotati sulle principali emittenti televisive.

 

Si tratta di rubriche, programmi e passaggi in diverse fasce orarie (consentiti solo con esplicita dicitura di “spazio a pagamento”).

 

Così alla Emme solution srl  sono stati commissionati due speciali di comunicazione istituzionale per 1000 euro;  alla Kiara srl due rubriche di approfondimento dal titolo “di più Abruzzo” in onda su Antenna 10; due approfondimenti nel format “Qreporter”  della durata di 25 minuti su LaQtv.

E poi al Gruppo Air srl  sono andati circa 1400 euro per la realizzazione su Telemax di due speciali “Il Punto” di circa 15 minuti e relativa programmazione in fascia news su Tgmax e TG7;  Altri due speciali di circa 30 minuti programmati su Teleponte.

Su Rete8 ci sono gli spazi informativi di approfondimento de “Il Fatto” di circa 15 minuti per un costo di 2400 euro.

Ancora due spazi informativi su Telesirio  e su Tvsei  nello spazio di approfondimento denominato Infobox per un costo di 1400 euro.

Nella lista delle tv manca la Rai.

 

 



L’IRA DI FEBBO: «D’ALFONSO MINISTRO DELLE FURBIZIE»

«D’Alfonso utilizza in maniera scaltra ben 21 mila euro di soldi dei contribuenti abruzzesi per pagarsi la campagna elettorale. Non solo, il Presidente si prende la libertà di infrangere e violare le regole sulla comunicazione durante la campagna elettorale e si permette finanche di disobbedire alle direttive della Prefettura de L’Aquila», attacca così Mauro Febbo che sottolinea: «La Prefettura di L'Aquila ha impartito direttive ben precise riguardo il divieto per le pubbliche Amministrazioni di svolgere attività di comunicazione a far data dalla convocazione dei comizi (venerdì 29 dicembre 2017) fino alla chiusura delle operazioni di voto ad eccezione di ‘quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni’. Mentre – continua Febbo – l’attività di comunicazione pensata, voluta e realizzata da D’Alfonso non è affatto impersonale, ed in maniera ingannevole ha utilizzato il logo e il sito www.laregionedicelaregionefa.it che sono riconducibili esclusivamente alla persona del Presidente della Regione e, cosa più grave, la svolge in piena campagna elettorale. Credo che siamo di fronte a un atteggiamento, da parte di D’Alfonso, poco istituzionale e molto da furbacchione».

 

I MANIFESTI ELETTORALI DI OGGI

Febbo aggiunge anche che «abbiamo appena documentato fotograficamente che sugli autobus di linea Tua il Presidente ha iniziato la sua campagna elettorale, di cui chiaramente chiederemo conto alla Società per sapere con quali e quanti fondi la stessa viene pagata, se c'è stato avviso pubblico per poter dare modo anche agli altri candidati di partecipare e se ciò si è reso necessario per ripianare il bilancio deficitario. Pertanto – conclude Febbo – nei prossimi giorni chiederò contezza agli enti competenti come Agicom e Corecom e alla Prefettura  poiché è intollerabile che vengano infrante in maniera palese le regole democratiche della campagna elettorale. Intanto sarà mia premura sponsorizzare D’Alfonso a diventare Ministro ma a quello delle ‘Politiche alle furbizie’».