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Parlamentari abruzzesi: Chiavaroli la più produttiva, Di Stefano il ribelle, Melilla il più presente

Ecco come hanno lavorato nella legislatura appena conclusa i senatori e deputati abruzzesi

Redazione PdN

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Parlamentari abruzzesi: Chiavaroli la più produttiva, Di Stefano il ribelle, Melilla il più presente

 

ABRUZZO. Alla vigilia del voto volete sapere come hanno lavorato i deputati uscenti? Chi è stato il più produttivo? E chi ha lavorato meno? Chi ha votato in contrasto con il partito?

 PrimaDaNoi.it ha spulciato i dati messi a disposizione da OpenPolis, compresi gli indici di produttività freschi di aggiornamento e l’analisi è completa.

 Per arrivare al calcolo dell’indice di produttività non si entra mai nel merito delle disposizioni, se sono positive o negative, ma ci si limita ad attribuire un punteggio a ogni passaggio di iter.

 

Dunque più un provvedimento si avvicina a essere completato più sarà alto il punteggio assegnato a chi presenta l’atto (primo firmatario) o ne è il relatore. Altri punti vengono attribuiti con il consenso ottenuto su un provvedimento, attraverso le firme degli altri parlamentari, e, infine, in base alla partecipazione del parlamentare ai lavori. L’insieme di questi parametri – messi a punto nel tempo grazie al confronto anche con molti parlamentari – premia il risultato e il merito politico e penalizza la produzione di scartoffie buone solo a intasare gli uffici. L’indice è uno strumento che ha il vantaggio della sintesi ma non deve essere considerato una misurazione esatta.

 

I SENATORI PIU PRODUTTIVI

La senatrice più produttiva è Federica Chiavaroli, sottosegretaria alla Giustizia, ex Ncd di Alfano (dopo un passato nel Pdl, anche come consigliere comunale a Pescara). Oggi è ricandidata con Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, nella coalizione di centrosinistra. La Chiavaroli non è solo la senatrice più produttiva d’Abruzzo ma è anche tra i migliori 10 di tutta Italia: si posiziona, infatti, al nono posto con un indice di produttività di 993.

Al secondo posto c’è un’altra donna, anche lei ricandidata: la sulmonese Paola Pelino: 88° posto nazione con un indice di produttività di  329,78.

Subito dopo, nella classifica generale, c’è un altro abruzzese, Antonio Razzi del Pdl, escluso dalla competizione elettorale del prossimo 4 marzo. Il partito locale gli ha fatto terra bruciata intorno e per lui il Parlamento resterà, per questo turno, un nostalgico ricordo. Il suo indice di produttività è di 327,67.

 A seguire due pentastellati: Enza Blundo, che non si ricandida, al 155° posto nazionale con un indice di 210,14 e il ricandidato vastese, sicuramente rieletto, Gianluca Castaldi, al 190° posto nazionale con un indice di 163.

La meno produttiva tra i senatori abruzzesi risulta essere, invece, l’aquilana, ricandidata, Stefania Pezzopane del Partito Democratico. Per lei 197° posto nella classifica nazione e indice di produttività pari a 115,17.

Chiude in realtà la classifica il napoletano Gaetano Quagliariello, che in Abruzzo ha trovato una sistemazione alle scorse elezioni e anche le prossime. Eletto 5 anni fa nel Pdl ora è transitato in ‘Noi con l’Italia', la cosiddetta quarta gamba della coalizione di centro-destra che mette insieme l'UDC di Lorenzo Cesa e Direzione Italia di Raffaele Fitto. Il partito il 4 marzo schiera anche l’ex governatore abruzzese Gianni Chiodi, bidonato da Forza Italia.

L’indice di produttività di Quagliariello è di 87,9 che gli ha fatto guadagnare la 249° posizione nazionale.

 

I DEPUTATI PIU' PRODUTTIVI

Primo abruzzese è Paolo Tancredi (Alternativa Popolare) con un indice di produttività di 872,7 (14° nella classifica nazionale). Un primato che custodirà probabilmente con orgoglio ma che non potrà giocarsi in campagna elettorale dal momento che non è ricandidato.

Al secondo posto, invece, c’è Andrea Colletti del Movimento 5 Stelle, lui sì ricandidato con un indice di produttività di 802,54 e il 17° posto nazionale.

Terzo un altro escluso dalle prossime elezioni, Gianni Melilla di Liberi e Uguali: 19° posto nella classifica nazionale ed un indice di produttività pari a 774,7.

A seguire un altro pentastellato ricandidato, il pescarese Gianluca Vacca (133° nazionale) con un indice di 348.

Oltre 100 posizioni più sotto, Giulio Sottanelli (217° nazionale) con indice 255, ricandidato con Noi con l’Italia. Per la deputata del Pd Vittoria D’Incecco, ricandidata, invece 284° posto nella classifica nazionale e un  indice di 203.

A seguire altri due esponenti del Partito Democratico, la non ricandidata Maria Amato (407° posto nazione e indice di 141) e il ricandidato Antonio Castricone (indice 117 e 462°postazione nazionale).

Poco più sotto un altro escluso dalla tornata elettorale, il teatino di Forza Italia Fabrizio Di Stefano che ha raccolto un indice di produttività di 106,99  e un 484° posto nella classifica nazionale.

Chiudono la classifica un grillino e due Pd di cui due ricandidati e un escluso: Daniele del Grosso che ritenterà un secondo mandato, (indice di 105 e 495° posto nazionale), Tommaso Ginoble (indice 65 e 589° posto nella classifica nazionale) e il ricandidato Gianluca Fusilli che, entrato a legislatura in corso per sostituire Legnini andato al Csm, ha raccolto un indice di produttività di 55 e la 595esima posizione nazionale.

Nella classifica non compare Filippo Piccone, recordman di assenze che si è dimesso a pochi giorni dalla fine della legislatura.



I PIU’ PRESENTI

La classifica della produttività non coincide con quella della presenza in aula, momento fondamentale per gli eletti per esprime i propri voti.

Il più presente in aula al momento del voto è stato, infatti, il deputato uscente neo Libero Uguali Gianni Melilla: ben 99,3% di presenze in votazioni (ne ha saltate praticamente solo 166 su 24.836). Ben 571, però, i voti ribelli, ovvero non in linea con la posizione del suo partito.

Al secondo posto c’è Maria Amato, deputata vastese del Pd che ha dichiarato che non si candiderà nuovamente perché non condivide certe posizioni dalfonsocentriche del suo partito.

Come presenze nel corso delle votazioni  ha  raggiunto il 95,7%. Appena 40 i voti ‘ribelli’.

Dopo di lei c’è un’ altra collega del Pd, Vittoria D’Incecco con il 91,3% delle presenze e 34 voti ribelli. Subito dopo Antonio Castricone, sempre del Pd, con l’85,1% di presenze e 26 voti ribelli.

A seguire Andrea Colletti del Movimento 5 Stelle: ha collezionato l’80,1% delle presenze nel corso delle votazioni e sono stati 170 i voti ribelli.

Dietro di lui gli altri due pentastellati Daniele Del Grosso  con l’80% delle presenze e 22 voti ribelli, e Gianluca Vacca con il 75,5% delle presenze e 123 voti ribelli.

Poco più giù il teramano del Pd, Tommaso Ginoble: nella legislatura appena terminata sarà ricordato per il 72,7% delle presenze e 59 voti ribelli.

Poco più giù Yoram Gutgeld, che di abruzzese ha solo lo strapuntino elettorale (70,6% delle presenze e 47 voti ribelli); Paolo Tancredi con il 70,6% delle presenze e ben 394 voti ribelli, Giulio Sottanelli con il 66,8% e 130 voti ribelli.

Chiude Fabrizio Di Stefano con il 60,7% delle presenze e ben 1035 voti ribelli. E' lui, dunque, il più 'ribelle' tra gli abruzzesi.

Anche in questo caso nella lista manca Filippo Piccone che si è dimesso poche settimane prima dello scioglimento delle Camere e che nel sito di Open Polis non risulta più registrato. Se si cerca alla voce ‘i suoi voti’, la risposta che esce fuori è «nessun intervento disponibile per un politico che non ha mai avuto una carica di Senatore o Deputato». Non ditelo all’ex sindaco, ex senatore ed ex deputato Filippo Piccone.

 


I SENATORI PIU' PRESENTI

Tra i senatori lo scettro di più presente alle votazioni è della sulmonese Paola Pelino, fedelissima di Berlusconi: 95,4% di presenze e 225 voti ribelli. Poco sotto la collega aquilana Stefania Pezzopane con il 91,8% di presenze e 80 voti ribelli.

Subito dopo Antonio Razzi con l’86,9% di presenze e 135 voti ribelli. Dunque molto presente non solo in tv ma anche in aula.

Viaggiano appaiati i due 5 Stelle Enza Blundo e Gianluca Castaldi. La prima porta a casa un 75,4% di presenze con 131 voti ribelli mentre il secondo ha il 74% di presenze e 101 voti ribelli.

Chiudono la classifica la più produttiva Federica Chiavaroli, (63,15% delle presenze e 47 voti ribelli) e il meno produttivo Gaetano Quagliariello con 39,2% di presenze e 461 voti ribelli. 

 

 

Alessandra Lotti