LA SVOLTA PROVVISORIA

Piccola pesca: sgravi confermati, passata la grande paura (per il momento)

Redazione PdN

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PESCHERECCI

 

ROMA. E’ ufficiale sono stati confermati (dopo lo stop dell’Inail) gli sgravi alla pesca messi in pericolo da una paventata censura della Commissione europea.

Ne hanno dato notizia ieri il Ministero dell’agricoltura e poi Inps e Inail dopo una serie di colloqui con i rappresentanti del settore.

 L'Inail, insieme all'Inps, il 18 gennaio scorso, dopo una circolare del Ministero del Lavoro, avevano disposto la sospensione degli sgravi in 'ossequio alle regole disposte dal Trattato sul funzionamento dell'Ue in materia di aiuti di Stato', e contestualmente si richiedeva il pagamento dei premi per il periodo 2017 e 2018.

 Ad oggi lo sgravio torna operativo e pure rinnovato nella legge di Bilancio 2018 fissato al 45,07%.

Per quanti avessero già fatto il versamento ci sarà la possibilità di andare a credito con i prossimi F24.

 Gli sgravi a favore della piccola pesca hanno una storia molto lunga.

Il fine è la salvaguardia di un settore minato da più fattori e così, a decorrere dal l° gennaio 1998, le imprese armatrici che operano la pesca lungo la costa sono state esonerate dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per legge.

L’aiuto è stato poi di volta in volta prorogato per 20 anni.

Nel frattempo nelle ultime due settimane il settore è entrato in fibrillazione per la chiusura immediata e senza preavviso del rubinetto degli sgravi.

 E sono iniziate le interlocuzioni tra cooperative della pesca e ministeri.

 Alla fine il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha comunicato che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con una specifica nota del 14 febbraio 2018 ha spiegato che «non appaiono sussistere motivi ostativi alla prosecuzione all’applicazione della normativa in discorso, senza soluzione di continuità rispetto al passato».

 A seguito delle nuove indicazioni fornite dai competenti Ministeri, le imprese che esercitano la pesca costiera e le imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari continueranno ad ottenere gli sgravi con le stesse modalità previste negli anni precedenti.

 Anche per i pescatori autonomi e i pescatori associati in cooperative o compagnie della piccola pesca marittima valgono le stesse condizioni.

 Ma da cosa è scaturito questo putiferio imprevisto?

La causa scatenante sarebbe una causa tra privati che avrebbe avuto al centro proprio gli sgravi. La notizia è arrivata in Europa dove la Commissione pare si sia accorta che l’Italia conceda questi sgravi da 20 anni.

In verità lo Stato Italiano notificò alla Commissione nel 2001 gli sgravi chiedendo chiarimenti in merito.

La Commissione non rispose mai.

Nel frattempo sono intervenuti pareri interni del Ministero competente che  assicura che sull’argomento si sia formato il silenzio assenso.

Intanto, nel dubbio, Inps e Inail hanno deciso in autonomia di interrompere gli sgravi.

Dai colloqui successivi con i rappresentanti della categoria è emersa una certezza: gli aiuti servono per mantenere in equilibrio il settore della piccola pesca che altrimenti scomparirebbe e così si è cercata una via provvisoria per evitare l’interruzione nell’immediato.


La via è quella di corrispondere gli sgravi subito per poi elaborare una norma specifica ad hoc da notificare all’Europa e concedere anche di più come è stato in passato.

Non si escludono in ogni caso azioni da parte della Commissione Europea alla quale l’Italia potrà opporre il silenzio decennale alle vecchie richieste di chiarimento, anche perchè nessuno in tutto questo tempo ha mai detto che non si potessero concedere quegli sgravi.

L’altra particolarità che si vuole in qualche modo modificare è la differenza che esiste tra i pescatori ed i lavoratori comuni: perchè il limite per gli aiuti per i pescatori è fissato a 30 mila euro ed, invece, per i lavoratori generici è a 200mila?

Per ora paura rientrata in attesa della battaglia vera.

Ma per quella c’è tempo.