LE CONSEGUENZE

Il Governo sbaglia ma ora i pescatori devono restituire gli «aiuti di Stato» 

Altra batosta sulla categoria dopo gli aiuti sanzionati dall’Europa

Redazione PdN

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Il Governo sbaglia ma ora i pescatori devono restituire gli «aiuti di Stato» 

 

 

ABRUZZO. La storia purtroppo ha una sceneggiatura nota: il governo -chiudendo un occhio e strizzando l’altro- fornisce aiuti e sgravi ad una categoria che protesta e per accontentarla, magari, capita di stiracchiare qualche norma.

Così arrivano aiuti, sgravi, agevolazioni  ma l’Europa vuole controllare, vederci chiaro e va a finire che li giudica irregolari perché  sono «aiuti di Stato» che minano la concorrenza ed il mercato.

Dunque illegittimi.

Capita, infatti, che la marineria (anche quella abruzzese) dovrà restituire una larga fetta dei contributi Inail che, in teoria, avrebbero dovuto essere coperti da un contributo di sgravio nazionale ma che invece, per quanto riguarda l’intera annata del 2017, dovrà essere pagato totalmente.

Anche alla pesca costiera da molto tempo veniva riconosciuto lo sgravio fiscale del 50% sui contributi per la previdenza sociale degli imbarcati e sull’Inail.

Il problema lo scopre Bruxelles che ritiene quelle agevolazioni aiuti di Stato.

 All’inizio degli anni Duemila gli sgravi erano stati riconosciuti per le imbarcazioni che praticavano le rotte oceaniche ma, strada facendo, l’utilizzo di quei fondi venne esteso anche ai pescherecci cosiddetti costieri.

Si tratta in definitiva della stragrande maggioranza dei pescatori, piccoli armatori, e anche quelli che se la passano peggio non potendo gestire grandi quantità di pescato come i colleghi più grossi che si avventurano in alto mare o in battute di pesca molto lontani da casa.

Lo scrivono sia il ministero che l’Inail a chiare lettere.

«L’agevolazione costituisce aiuto di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).  Come già illustrato nella circolare Inail n. 6 del 18 gennaio 2018, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha espresso l’avviso che in relazione al procedimento di autorizzazione della Commissione europea del regime agevolativo in esame al momento lo stesso debba necessariamente essere sospeso in ossequio alle regole disposte dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato».

                                              

Pertanto, fino a nuove indicazioni da parte del Ministero vigilante, «è sospesa l’applicazione della riduzione di cui all'articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30 ai premi e contributi assicurativi riscossi dall’Inail dal 1° gennaio 2018».

 

Così le note dolenti:

«Sono quindi dovuti in misura intera i premi per l’autoliquidazione 2017/2018 da versare entro il 16 febbraio 2018 in unica soluzione oppure in quattro rate entro il 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto e 16 novembre 2018:

                                                                                                             

                                                                                                                                                                                                                                                                         

a)  dai datori di lavoro iscritti alla gestione Navigazione per l’assicurazione dei componenti l’equipaggio delle navi da pesca, assicurati con la categoria naviglio 73 “Pesca costiera”. A tal fine è stato previsto il nuovo profilo tariffario personale Ital/Comunit sospensione sgravi che sostituisce il profilo personale Ital/Comunit con sgravi;

                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                                                                                                         

b)  dai pescatori della piccola pesca marittima e nelle acque interne e lagunari tenuti ad assicurare i familiari alla voce di tariffa 1200 della tariffa industria con la polizza dipendenti.

                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                                                           

La sospensione dell’applicazione dell’agevolazione dal 1° gennaio 2018 comporta altresì il pagamento nella misura intera anche del premio 2017 che va regolato, come noto, entro la scadenza del 16 febbraio del corrente anno».

 

 

Un problema non da poco che andrà a gravare ulteriormente su una categoria già messa al tappeto da fattori ambientali ed economici di varia natura.

 

 

MA FORSE C’E’ ANCHE UNA BUONA NOTIZIA

Se le brutte notizie sono anche quelle che producono effetti nell’immediato, l’avvocato  Matteo Castelli, lascia intravedere possibilità più a medio e lungo termine che potrebbero risultare molto utili in questo momento anche per i pescatori.

Castelli, avvocato pescarese, è consulente dell’ATAE, l’associazione che sta promuovendo la class action per il recupero del premio Inail da parte delle aziende appartenenti alla “gestione industria”.

Semplificando: Castelli, con leggi alla mano, sostiene che Inail percepisce premi maggiori di quelli che sarebbero in realtà dovuti realmente ed aiuta gli imprenditori a riottenere indietro quanto indebitamente versato (attraverso una class action).

La stessa cosa succederebbe anche per il settore marittimo e per questo armatori e pescatori «avrebbero titolo per recuperare parte significativa del premio corrisposto negli ultimi anni».

«Dalla normativa europea deriva l’obbligo per l’Istituto di percepire premi che non vadano al di là di quanto necessario affinché la gestione assicurativa interessata sia in equilibrio finanziario», spiega Castelli, «mentre risulta dai bilanci dell’Istituto che tale obbligo non è rispettato e le aziende del settore corrispondono più di quanto dovrebbero.  Indice di ciò sono l’ingente avanzo patrimoniale (di circa €270 milioni a fine 2016) ed entrate (circa €90 milioni nel 2016) di gran lunga superiori alla sua spesa effettiva per infortuni (circa €35

milioni), senza considerare le ingenti riserve tecniche pari a circa €320 milioni a fine 2016».

Insomma se contro un settore come quello dei pescatori intervengono errori di varia natura e persino violazioni di leggi, naufragare in questo mare è fin troppo facile.