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Laboratori Gran Sasso, la corsa a mettersi in regola e valutare i rischi

Decine di incarichi per aumentare il grado di sicurezza

Redazione PdN

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Laboratori Gran Sasso, la corsa a mettersi in regola e valutare i rischi

 

ABRUZZO. Aggiornamento software, verifiche impianti, controllo sistema di allarme, controllo sistema antincendio, controllo reti idriche, depurazione e manutenzione vasche e persino una valutazione del rischio per l’esperimento Luna Mv.

Cose mai viste sotto il Gran Sasso dentro i Laboratori dell’Infn dove sembra che l’attività principale da qualche tempo non sia più quella scientifica ma quella amministrativa per adempiere ad obblighi finora disattesi.

Dunque i fatti incontrovertibili di rilievo sono due:

le azioni che si stanno mettendo in campo sono la prova inconfutabile della volontà dell’Infn e, dunque, dei Laboraori di mettersi in regola e tamponare tutte le falle normative nel campo dei rischi e del pericolo che deriva dallo stoccaggio ed utilizzo di sostanze pericolose.

la prova inconfutabile di come fino ad ora proprio l’aspetto della cautela, della prevenzione, dei rischi siano stati trascurati e mai nemmeno controllati dagli organi preposti a farlo

 

 

Insomma almeno un lato positivo in questo scenario dello scandalo dell’emergenza infinita dell’Acqua del Gran Sasso c’è: ora è solo questione di tempo ma forse qualcosa cambierà ed in meglio. Forse la convivenza tra esperimenti scientifici, ambiente e territorio potrebbe essere improntata più su un ruolo di fiducia reciproca e provata che di imposizione.

E si vedrà cosa davvero cambierà anche sotto il profilo dell’interferenza con l’acquifero.

Mentre si susseguono le gare per affidare lavori e consulenze i Laboratori, guidati da Stefano Ragazzi, avviano un bando anche per  il «Servizio per la redazione dell’analisi quantitativa di rischi per l’esperimento LUNA-MV».

In pratica approntare uno studio che possa valutare, verificare e prevedere scenari di rischio e buone pratiche di intervento in caso di incidente, affinchè la squadra di intervento che sarà individuata sappia preventivamente cosa fare una volta dichiarata l’emergenza.

Il tutto per poter meglio affrontare l’esperimento Luna Mv.

Lo sa bene Matthias Junker rup e responsabile di Luna Mv che scrive nero su bianco: «ogni nuova attività sperimentale condotta presso i laboratori sotterranei dei LNGS - INFN deve ottemperare agli obblighi derivanti dal Sistema di Gestione della Sicurezza per la Prevenzione degli Incidenti Rilevanti (SGS-PIR) adottato in conformità al D. Lgs. 26 giugno 2015, n. 105 “Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose”. In particolare, come richiesto dalla Procedura SGS-004 “Analisi preliminare dei pericoli. Analisi e gestione dei rischi rilevanti” del su richiamato SGS-PIR, la Collaborazione Esperimento deve effettuare un’analisi dei rischi, anche in fasi successive a crescente livello di dettaglio ed approfondimento, al fine di valutare qualitativamente e quantitativamente tutti i rischi legati ai processi dell’apparato sperimentale installato nelle sale dei laboratori sotterranei».

 

 

L’ESPERIMENTO ED IL PERICOLO

Nell’ambito del progetto Luna Mv è prevista la installazione di un acceleratore elettrostatico all’interno dei laboratori che disporrà di un alimentatore di alta tensione di tipo Inline Cockcroft Walton in grado di produrre una tensione massima pari di 3.5 MV. Il terminale di alta tensione sarà collocato all’interno di un serbatoio contenente 900kg di gas hesafloruro di zolfo a una pressione pari a 7 bar, che funge da gas di isolamento elettrico.

La macchina acceleratrice sarà in grado di produrre fasci di Protoni, Alpha e 12C ed è attualmente in produzione presso la ditta High Voltage Engineering Europe (Paesi Bassi).

Il fascio di ioni generato dall’acceleratore sarà trasferito verso due stazione di bersaglio attraverso linee di trasferimento in ultra alto vuoto.

Una volta approntato lo studio si capirà se vi sono ulteriori pratiche da realizzare per mitigare rischi e conseguenze negative per l’ambiente e l’acquifero.

 

Solo qualche mese fa in piena tempesta sull’esperimento Sox gli scienziati garantivano la piena sicurezza dell’esperimento poi sospeso mentre l’analisi dei rischi non comprendeva molti fattori non secondari come la presenza delle captazioni.