IL SALTO

Movimento 5 Stelle Abruzzo arruola il giornalista Primo Di Nicola

Firma de L’Espresso e Il Fatto quotidiano, nel 2017 ha diretto Il Centro

Redazione PdN

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Editoria: Di Nicola si dimette e lascia 'Il Centro'

Primo Di Nicola

 

ABRUZZO.  Il Movimento 5 Stelle arruola anche il giornalista abruzzese Primo Di Nicola, storica firma dell’Espresso, passato poi al Fatto Quotidiano.

Per tutto il 2017 ha diretto Il Centro, quotidiano d’Abruzzo, prima di un addio prematuro e mai chiarito fino in fondo.

 

Sarà lui il ‘big’ abruzzese, candidato all’uninominale nel collegio Pescara-Chieti del Senato.

Euforici i grillini.

Il senatore uscente di Vasto Gianluca Castaldi, ricandidatosi e con la vittoria in tasca, fa sapere che si spenderà per la sua elezione: «30 anni di inchieste su sprechi e malaffare! Schiena dritta! Sarà un onore per me dare il massimo affinché Di Nicola, all'Uninominale, arrivi Primo».

Soddisfatta anche la consigliera regionale Sara Marcozzi: «è un onore apprendere che un grande uomo, un indiscusso e stimato professionista come Primo Di Nicola abbia deciso di candidarsi in Abruzzo con il M5S. Un esempio di giornalista con la schiena dritta, libero e imparziale. Ne sono felice perchè sono certa che darà un incredibile contributo al nostro Paese».

Di Nicola proprio pochi giorni dopo l’addio al Centro moderò un incontro dei 5 Stelle che nell’occasione presentarono il documentario da loro commissionato (del regista Walter Nanni) sui veleni di Bussi.

Di Nicola non sarà l’unico giornalista di fama nazionale a correre per i pentastellati. Nomi già ufficiali sono, infatti, quelli di Gianluigi Paragone, ex direttore de La Padania e Libero, ed Emilio Carelli, ex giornalista Mediaset ed ex direttore di SkyNews.

 

30 ANNI DI CARRIERA GIORNALISTICA

Di Nicola, giornalista e scrittore,  abruzzese, originario di Castellafiume (L'Aquila), è tra i più prestigiosi e di certo il decano dei giornalisti d’inchiesta, firma per 30 anni del settimanale L'Espresso (gruppo De Benedetti), per il quale ha realizzato importanti inchieste, a cominciare da quella che nel 1978 portò alle dimissioni dell'allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone.

Per L’Espesso ha realizzato decine di inchieste e scoop che hanno inciso profondamente nella vita del Paese, molte delle quali realizzate conoscendo a perfezione i “Palazzi del potere” che è stato il nome che ha voluto dare alla sua rubrica su Il Fatto Quotidiano dopo aver lasciato il gruppo Espresso e conseguito la pensione.

Di Nicola si è occupato da sempre di quella che oggi viene definita “Casta”, portando alla luce le grosse incongruenze dei partiti, dalle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari (quando non erano ancora pubbliche) ai vitalizi e alle lotte di potere sotterranee tra servizi segreti e organizzazioni paramilitari.

Pur facendo parte di un gruppo editoriale fondato dalla tessera numero uno del Pd (Carlo De Benedetti) è stato uno dei principali e più pungenti critici della Margherita e poi del Pd con le sue lotte interne e le varie ruberie.

Su L’Espresso, con mesi di anticipo rispetto agli arresti del 14 luglio 2008 di Ottaviano Del Turco & Co,  pubblicò una serie di articoli nei quali si spiegava per la prima volta agli abruzzesi che cosa era accaduto nella sanità con i debiti, le cartolarizzazioni ed i favori alle cliniche private e a Villa Pini di Vincenzo Angelini.

A dicembre 2006 Di Nicola pubblicò una corrosiva inchiesta sugli affari di Carlo Toto all’epoca già all’apice della carriera con la Toto spa e Airone (la quale di lì a poco avrebbe avuto un ruolo importante nella vicenda Alitalia).

 

Tra le altre cose fu l’unico a scrivere del particolare non trascurabile che l’allora sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso,  viaggiava spesso gratis sugli aerei di Toto. Notizia del 2006 smentita ufficialmente dall'allora sindaco di Pescara che solo tre anni dopo avrebbe cambiato versione nell'aula di tribunale che lo vedeva protagonista, raccontando di moltissimi voli e vacanze spesate dall'imprenditore amico.

 

UN ANNO AL CENTRO

Primo Di Nicola che ama profondamente la sua regione è stato anche molto critico proprio verso la linea editoriale “morbida” de 'Il Centro', non lesinando frecciate pubbliche, pur facendo parte della stessa famiglia editoriale; all’allora quotidiano diretto da Antonio Del Giudice rimproverò di non essersi accorto di quello che stava accadendo in Abruzzo e di essere stati sorpresi dalle grandi inchieste dalla Fira in poi.

Poi alla fine del 2016, quando il giornale è passato dal gruppo Finegil-L’Espresso alla nuova proprietà del Centro spa, (Alberto Leonardis, Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Luigi Palmerini, tutti abruzzesi e tutti al 25%) la direzione è passata nelle sue mani.

Una direzione durata appena un anno e conclusasi con le dimissioni mai spiegate pubblicamente fino in fondo.