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Ospedale Atessa, «la delibera è un bluff elettorale»: Di Matteo vota contro ma tiene in piedi la giunta

Dure contestazioni di Forza Italia: «evidenti lacune tecniche e amministrative»

Redazione PdN

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Ospedale Atessa, «la delibera è un bluff elettorale»: Di Matteo vota contro ma tiene in piedi la giunta

ABRUZZO. Un documento approvato in fretta e furia con troppe lacune tematiche. Così Forza Italia definisce la delibera di giunta numero 15 del 17 gennaio scorso con il quale la maggioranza D’Alfonso ha preso atto delle proposte per il potenziamento quali-quantitativo del presidio San Camillo De Lellis di Atessa.
L’assessore Donato Di Matteo, da tempo in rotta con il governatore Luciano D’Alfonso, ha votato contro però ha garantito il numero legale. Se andava via la giunta sarebbe saltata anche perché mancavano già Giovanni Lolli, Andrea Gerosolimo, e Silvio Paolucci. Insomma Di Matteo sa tenere bene, da tempo, D’Alfonso sulla graticola ma non si sfila mai definitivamente.

Ma secondo Forza Italia dietro la bocciatura di Di Matteo ci sarebbe anche altro: «lui è un medico, conosce molto bene la prassi e le regole ed è ben consapevole di come quest'atto approvato per Atessa non potrà essere realizzato perché in contrasto con il Piano sanitario regionale.


COSA CAMBIA

Leggendo attentamente il documento allegato alla DGR 15 - spiega Febbo - si attribuiscono 20 posti letto di Medicina e 5 posti letto di Chirurgia (day-Surgery) ma non si specifica a quale Ospedale della provincia vengono tolti.

Si attribuiscono, per l’assistenza di questi posti letto, 1 UOSD (Unità Operativa Semplice Dipartimentale) e 3 UOS (Unità Operativa Semplice), ma la Regione che fa suo il documento tecnico non specifica a quali Ospedali vengono tolti rispetto a quelli previsti nell’Atto Aziendale deliberato a novembre 2017.

Nel documento tecnico si evidenzia che c’è invarianza di spesa tra i costi dell’Ospedale di Zona Disagiata e i costi dei posti letto di Area territoriale, ma la Regione non specifica dove vengono programmatoriamente collocati i 100 posti letto che scompaiono ( 20 di Riabilitazione Estensiva, 40 di Residenza Assistita, 20 Residenza Sanitaria Assistita, 20 di Ospedale di Comunità).
Forza Italia chiede di vedere «atti, documenti e passaggi tecnici certi e certificati dal Piano sanitario regionale che non si possono ridurre a sveltine per gettare fumo negli occhi degli elettori a ridosso di una campagna elettorale importante», per dirlo con le parole dell'Onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, dei Gruppi consiliari ‘LiberAtessa’ e ‘Progetto Atessa’ del Comune di Atessa e del coordinatore cittadino di Forza Italia Atessa Gilberto Testa.

 

PALESI LACUNE

«Sono evidenti e palesi - sottolinea Febbo - le lacune tecniche e amministrative che emergono dal documento approvato in fretta e in furia dal presidente D'Alfonso».

Forza Italia fa notare che una delibera non può scavalcare le indicazioni inserite nel Decreto commissariale: «la giunta regionale dovrebbe spiegare come viene calata questo provvedimento in favore dell'ospedale di Atessa all'interno del Decreto 79 o come viene riprogrammata l'area disagiata all'interno dell'atto aziendale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Questi sono passaggi fondamentali soprattutto alla luce delle valutazioni e delle richieste che provengono dal Tavolo di Monitoraggio attraverso il quale il Ministero verifica continuamente la situazione della sanità abruzzese. Una sanità dove i bilanci delle quattro ASL registrano conti in rosso e quindi vorremmo capire dove prendono le risorse per l'area disagiata».


«VOGLIONO DARE COLPA AI POLITICI CHE VERRANNO»

Secondo Di Stefano la Regione ha avuto fretta di approvare una delibera di integrazione e programmazione sanitaria così debole tecnicamente da fare in modo che, al passaggio obbligato dei vari Ministeri, venga bocciata per poi darne la colpa alla parte politica diversa dalla loro che uscirà tra un mese dalle urne.

E poi ci sono interrogativi che restano al momento senza risposta: come giustificare la scelta solo di Atessa rispetto alle altre aree svantaggiate e montane? Come mai l'assessore Paolucci era assente all'approvazione della DGR visto che era il proponente?

«Siamo di fronte ad un documento vuoto, ad un imbroglio elettorale che nasconde l'intento di scaricare le responsabilità al prossimo governo nazionale poiché il Tavolo di monitoraggio non approverà mai questa DGR così come composta», assicura Di Stefano.


MA IL PD DI CHIETI PROTESTA
Il Pd di Chieti, però, contesta «lo spettacolo che sta mettendo in scena» il centrodestra rispetto alle vicende della sanità di Guardiagrele, Casoli e Atessa. «Sono quelli che nel 2011, con gli stessi uomini di oggi, aveva chiuso con atto regionale tutti questi presidi riducendoli, quando andava bene, a semplici distretti sanitari di base e azzerandone il numero dei posti letto. Ed oggi, proprio loro, hanno il coraggio di andare in questi ospedali, rinati a nuova vita grazie alle attività di riconversione e programmazione svolta dal PD e, nello specifico dell’assessore Silvio Paolucci, e mentire sul debito sanitario. È quindi giusto che si dica che questi signori, adesso, non hanno alcun titolo, né morale, né politico, per discutere di sanità».

Il Pd rivendica quanto fatto dal proprio assessore: «il San Camillo di Atessa che, con atto della regione firmato dell’assessore Silvio Paolucci è vivo e continua a svolgere la propria attività; il Consalvi di Casoli, smantellato dal governo regionale di Chiodi nel 2011, riaperto dal centrosinistra nel 2016 e che, ad oggi ha già effettuato quasi mille operazioni; il Santissima Immacolata di Guardiagrele, anche questo chiuso da un decreto del commissario ad acta che prevedeva zero posti letto, posti di degenza che non solo non si sono persi con la regione di centrosinistra, ma che potranno arriveranno a cento in poco tempo, oltre all'erogazione di svariate prestazioni ambulatoriali di cui si può usufruire da tempo».



BUCCIARELLI: «E’ ARIA FRITTA»

«È solo uno spot elettorale, una delibera tautologica e inutile», concorda anche Angelo Bucciarelli del Pd, da tempo critico con le scelte sanitarie (e non solo) della maggioranza che governa la Regione.

«E’ solo propaganda elettorale perché quella delibera sarà valida solo se approvata dai Ministeri della Salute e dell'Economia. Ma come possono, i Ministeri, approvare una delibera che va a modificare i patti sottoscritti precedentemente, con il "Piano di Riqualificazione" del 2016? In pratica, Paolucci e D'Alfonso, dovrebbero dire ai Ministeri della Salute e del MEF, "scusate, abbiamo scherzato, quel patto non vale più"». 
Ma non basta. Bucciarelli fa notare che il "piano di rientro per la riqualificazione del servizio sanitario della Regione Abruzzo" è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta di Padoan. Quindi, per rendere quella delibera  efficace, il tavolo di monitoraggio deve modificare il piano di rientro, il Consiglio dei Ministri lo deve approvare e solo successivamente si può cominciare a parlare di assetto organizzativo per l'Ospedale di zona disagiata di Atessa, cominciando dall'adeguamento della nuova rete ospedaliera.

«Stiamo parlando di aria fritta, un intero scaffale di aria fritta, soprattutto in questo momento in cui è iniziata la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento», insiste l’esponente del Pd.

Ma Bucciarelli si pone anche altri interrogativi: il personale dove lo prendono, visto che quello che c'era, in gran parte, è a Lanciano? E una volta riportato ad Atessa, come viene sostituito lì dove sta lavorando ora, considerando la cronica carenza di personale che si ripercuote sulle liste di attesa? 
E poi, quanto mette in bilancio la Asl per rimettere a posto l'ospedale di Atessa, visto che hanno smontato i pezzi di una sala operatoria e trasferito altrove gran parte degli arredi? 
I rianimatori, anche se solo tre (1per turno), dove li prendono, vista la carenza degli organici?
La radiologia come verrà organizzata, visto che, essendoci il Pronto Soccorso, dovranno essere garantiti due turni? Saranno trasferiti ad Atessa quelli che oggi garantiscono l'attività di Lanciano?