LE CARTE INEDITE

Soccorsi Rigopiano. La telefonata inedita: «L’hotel? Crollato, già raggiunto dai soccorsi. Tutto a posto»  

A pronunciare le incredibili parole la stessa dipendente della Prefettura già nota alle cronache

Redazione PdN

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Soccorsi Rigopiano. La telefonata inedita: «L’hotel? Crollato, già raggiunto dai soccorsi. Tutto a posto»  

PESCARA. «L'hotel Rigopiano è già stato fatto questa mattina. C'erano dei problemi, sono stati raggiunti e sta tutto a posto.  È uscito fuori che era tutto uno scherzo».

A pronunciare queste parole, ancora una volta al telefono, è Daniela Acquaviva, funzionaria della prefettura di Pescara che il giorno 18 gennaio 2017 era presso la sala operativa della Protezione Civile del Centro coordinamento soccorsi.

Alle 18:09 Acquaviva parla al telefono con un appuntato dei Carabinieri che, a sua volta, aveva ricevuto un allarme da «tale Quintino Marcella»  circa una valanga sull'hotel Rigopiano.

Solo pochi minuti dopo, alle 18:20, lo stesso Quintino Marcello parlerà direttamente con la stessa funzionaria la cui conversazione è ormai nota da quasi un anno perchè la donna pronuncia la frase «la mamma dei cretini è sempre incinta». 

La storia della tragedia di Rigopiano iniziò nel modo peggiore perchè ci vollero più di due ore per dare credito alle decine di telefonate di aiuto che arrivarono:  intorno alle 16:45 una gigantesca valanga abbattè l'hotel ed alle 17:00 iniziarono le prime telefonate di allarme.

Molti addetti dei numeri di emergenza rimasero imbrigliati in una incredibile catena di inefficienza e non diedero peso a Quintino Marcella, etichettato pure come  un «mitomane», anche perchè la superficialità e la concitazione di quel giorno infernale aveva fatto credere ai funzionari della prefettura che la notizia della valanga fosse falsa poichè era stato contattato l’amministratore dell’Hotel Rigopiano, Bruno Di Tommaso, ma nessuno gli chiese dove si trovasse (non in albergo ma a Montesilvano).




ORE 18:09 DEL 18 GENNAIO 2017

OPERATORE 112: «Pronto siamo i carabinieri e il 112, senti ho preso adesso una telefonata da un signore, un certo Quintino Marcella, questo qua mi ha detto che un cuoco di sua conoscenza che sta all’hotel Rigopiano…»

ACQUAVIVA: «Ma l'hotel Rigopiano è già stato fatto questa mattina…»

 OPERATORE 112: «che cosa è stato fatto?»

ACQUAVIVA: «c'erano dei problemi.   sono stati raggiunti e sta tutto a posto…»

 OPERATORE 112:  «Ma perché lui mi ha detto che è crollato l'hotel Rigopiano…»

ACQUAVIVA. «Eh  Sì questa mattina»

 OPERATORE 112: «ah  ma sto deficiente mi ha fatto spaventare.  Mi ha detto, guardi, mi ha detto è crollato l'hotel Rigopiano che ci sono delle persone dentro».

ACQUAVIVA.  «Ma no l'intervento sull' hotel Rigopiano l'hanno fatto questa mattina»

 OPERATORE 112:  «va bene allora (...). Prima di passargli i carabinieri di Penne gli ho chiesto ma qual è il problema e lui mi ha detto guardi un certo Giampiero Parete che dovrebbe stare lassù mi ha mandato un messaggio su WhatsApp dicendo che era crollato l'hotel che c'erano persone dentro gli ho detto mi sembra strano perché….»


La funzionaria della prefettura a questo punto ferma l’appuntato dei carabinieri, scosta il telefono dalla bocca, e si rivolge ad una terza persona che probabilmente era lì con lei nella sala e chiede:


ACQUAVIVA. «Scusa l'hotel Rigopiano è stato fatto questa mattina l'intervento no?  Hanno chiamato i carabinieri…  che gli ha telefonato uno dicendo è crollato l'hotel Rigopiano con dentro la gente ma…. » 


Sempre impressa nel nastro della registrazione della telefonata si sente una voce in lontananza maschile nella sala che dice: «ma  che stiamo scherzando»

 ed ancora una donna in ambientale: «Ma non è vero»

poi la voce maschile: «è uscito fuori che era uno scherzo».

Le voci poi si sovrappongono me la funzionaria Acquaviva si rivolge nuovamente al telefono al carabiniere che l'attendeva e precisa il concetto:

ACQUAVIVA. «Ah  addirittura è uscito fuori che era uno scherzo...»

OPERATORE 112: «Lui dice che ha ricevuto da questo Giampiero Parete ed io mi sono fatto lasciare…»


 Acquaviva allora ripete ai suoi colleghi lì vicino il nome di Giampiero Parete ed una voce femminile le conferma di aver parlato anche lei con uno di Rigopiano.


Una voce maschile aggiunge: «dice che siccome ci sono dei problemi con le linee telefoniche… »

 e poi ancora una voce femminile «e no io credo sia tutta una montatura...»

E così sarà per oltre due ore.





NUOVI GUAI IN VISTA PER I FUNZIONARI DELLA PREFETTURA

La telefonata inedita è contenuta in una informativa dei carabinieri forestali che segnalano i comportamenti omissivi di  Daniela Acquaviva e Vincenzino Lupi, responsabile della sala operativa della prefettura.

In una riunione del 24 gennaio 2017 il prefetto Francesco Provolo cercò di ricostruire i fatti per cercare di capire anche perchè i soccorsi partirono con due ore di ritardo ma ci si focalizzò soprattutto sulle telefonate del 118.

Dalle informative dei carabinieri forestali, però, si evince che il comandante provinciale dei carabinieri,  Marco Riscaldati, aveva parlato in una riunione pubblica anche di una telefonata arrivata alla sala operativa del 112 poco dopo le 18 durante la quale l’operatore aveva interloquito con Quintino Marcella (che in quei minuti effettuò molte telefonate in cerca di aiuto) e successivamente aveva comunicato il contenuto della conversazione alla Sala Operativa della prefettura.

 

Una telefonata rimasta sconosciuta fino ad oggi e rilevante per gli investigatori perchè contiene elementi che andranno chiariti.

Questa volta Acquaviva interloquisce con i carabinieri e a questi trasferisce informazioni palesemente false e inspiegabili.




INCOMPRENSIBILE SCHIZOFRENIA 

Al di là delle certezze -senza alcun riscontro concreto- sulle ipotizzate montature del «mitomane»  quello che sconcerta maggiormente è l'incredibile affermazione che l'hotel Rigopiano fosse crollato (cosa peraltro sempre negata da tutti prima e dopo e alla base del ritardo dei soccorsi)  seguita dall'altra incredibile affermazione totalmente falsa che i soccorsi avevano già raggiunto la struttura e che era tutto a posto.

  Il fatto di aver trasferito queste informazioni false ad un'altra autorità  come  i carabinieri aggrava molto la posizione della funzionaria della prefettura.

Subito dopo questa telefonata, alle 18:20 Quintino Marcella (alla sua ennesima telefonata di richiesta disperata di aiuto) parla direttamente con la funzionaria Acquaviva alla quale l'uomo ripete della valanga, dell'hotel crollato, dei messaggi WhatsApp, del suo cuoco che ha lanciato l'allarme.

Ma ancora non basta per essere creduto.

La donna lo liquida in poche battute peraltro affermando cose diverse da quelle dette meno di 10 minuti prima:

«Allora questa storia va avanti da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche e non c'è nessun crollo all'hotel Rigopiano. I Carabinieri si sono attivati. È crollata la stalla delle pecore di Martinelli dove fanno il pecorino dop ma non l'hotel Rigopiano».

La ragione per cui la funzionaria ad ogni telefonata fornisca una versione dei fatti diversa è solo l'ennesimo tassello sconcertante di questa immensa tragedia.

Alessandro Biancardi