ACCORDI E DISACCORDI

Rifiuti da Roma in Abruzzo, tra campagna elettorale ed interessi dei privati

La campagna elettorale spinge la politica a valutazioni aggiuntive: scatterà l’ostruzionismo abruzzese?

Redazione PdN

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Rifiuti da Roma in Abruzzo, tra campagna elettorale ed interessi dei privati


 


ABRUZZO.  I rifiuti di Roma e del Lazio non andranno in Emilia Romagna perchè -dice la giunta capitolina- loro sono stati bravi a contenere il surplus delle feste natalizie e dunque non c’è nessuna emergenza.

Sono arrivati, però, comunque in Abruzzo. Sui rifiuti normalmente gravano interessi milionari di grossi privati (è stato così per anni nel Lazio con la discarica di Malagrotta e in Abruzzo) oggi a quegli interessi se ne aggiungono altri più spiccioli e imminenti  della campagna elettorale.

La sindaca Virginia Raggi deve brillare e, dunque, non può ammettere che vi sia una emergenza rifiuti e per questo annuncia che la spazzatura non andrà in Emilia Romagna e non c’è bisogno dell’aiuto di quella regione a guida Pd. Dal canto suo il Pd aveva già pronte le cartucce da sparare: “vi aiutiamo volentieri visto che non sapete gestire e siete in emergenza”, affondando il colpo in un argomento che non ha risparmiato in passato scivoloni e fake news.

Il punto è che l’emergenza non sarebbe tale da esportare rifiuti anche in Emilia ma non abbastanza limitata per evitare che i rifiuti arrivino anche in Abruzzo durante le feste natalizie e per l’intero 2018.  


Intanto questa mattina un vertice tecnico amministrativo è in programma in Regione Abruzzo tra il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale con delega all'Ambiente, Mario Mazzocca, e il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, per valutare la questione del trasferimento dei rifiuti dal Comune di Roma in Abruzzo. Lo ha annunciato lo stesso Mazzocca sottolineando che saranno fatte «valutazioni politiche» sulla vicenda.


Il consigliere regionale abruzzese del Pd, Camillo D'Alessandro, non si lascia scappare l’occasione: «la Raggi dichiari l'emergenza ed una Regione come la nostra ha il dovere di dare una mano alla Capitale (come già accade ed accaduto in passato), ma se fanno pure i sostenuti dicendo che loro non hanno problemi allora non vi è necessità dell'Abruzzo, quindi ognuno si tiene i propri rifiuti. Tuttavia mi chiedo - riprende D'Alessandro - cosa sarebbe accaduto a parti inverse? Se per caso a governare Roma ci fossimo noi, mentre alla Regione i 5Stelle, i vari esponenti locali, i vari Pettinari? Ci vuole leale collaborazione tra Istituzioni - chiarisce D'Alessandro - tuttavia l'accoglienza ha senso solo in condizione di emergenza di un territorio, della Capitale, altrimenti perché saturare i nostri impianti per incapacità altrui? Devono dire all'Italia intera la verità. Dunque - conclude D'Alessandro - ci vuole subito una operazione verità, trasparente, chiara, perché gli abruzzesi devono sapere cosa accade sul loro territorio e perché».


RIFIUTI ARRIVATI E IN ARRIVO

A proposito di verità quello che sappiamo dalle carte è che sono arrivate nelle discariche abruzzesi 300 tonnellate di indifferenziata al giorno della Città di Roma.  

Il via libera è arrivato in Consiglio regionale con la Legge dei 'Rifiuti', approvata anche grazie alla presenza in aula delle minoranze.

 

Il sottosegretario delegato all’Ambiente, Mario Mazzoca, durante i lavori consiliari ha detto: «L’Abruzzo ha deliberato il rinnovo anche per il 2018 dell’accordo già in atto con il Lazio per il trattamento di rifiuti urbani nell’impianto (non in 'discarica') ACIAM Spa di Aielli  per un quantitativo massimo di 180 tonnellate/giorno e comunque non oltre le complessive 40.150 tonnellate/anno», ha spiegato Mazzocca.

 

E poi ci sarebbe anche una seconda richiesta da valutare per trattare rifiuti urbani, a valle di  ricerca di manifestazione di interesse svolta dalla regione Lazio verso più regioni, che prevederebbe il conferimento/trattamento di rifiuti urbani per massimo 100 t/g (per 300 giorni lavorativi) rispettivamente agli impianti della DECO Spa (impianto di recupero/CSS di Chieti e COGESA Spa, Impianto di trattamento meccanico biologico – TMB di Sulmona (AQ) che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse.

Quindi, l’ulteriore accordo in fase di studio prevede in totale massimo di 200 t/g (per 300 giorni lavorativi), che si aggiungerebbero a quelli già prorogati per il 2018 ad ACIAM Spa.

 

Per il 2018, nell’eventualità la Giunta Regionale decida di sottoscrivere l’ulteriore accordo, in Abruzzo verrebbero conferiti per il trattamento un massimo di 380 t/g (per 300 giorni lavorativi), per un totale di 114.000 tonnellate, che interesserebbero 3 impianti: ACIAM Spa/Aielli (AQ) - COGESA Spa/Sulmona (AQ) e DECO SpA/CH.

 

Su questo accordo pesa la campagna elettorale e le ricadute in termini di guadagno elettorale.

 

L’esponente di Forza Italia, Mauro Febbo, aveva attaccato alcuni comportamenti «incoerenti», come quello del Movimento 5 Stelle: «a quanto pare hanno capito fin troppo bene i meccanismi della politica. Forse i rifiuti della Raggi - precisa il consigliere di FI - sono migliori rispetto a quelli provenienti da altre Regioni d'Italia? Come mai sono rimasti in aula anche loro per garantire il numero legale, ma non gridano all' inciucio, come fanno normalmente nei confronti del centrodestra?»

Non è la prima volta che l’Abruzzo si offre per accogliere i rifiuti di altre regioni: negli ultimi dieci anni è successo con la deflagrante emergenza di Napoli tra il 2006 ed il 2008 e poi più di recente con Roma più volte dal 2012.

Di recente si è scoperto anche che il Consorzio Civeta di Cupello accoglie rifiuti dalla Puglia da un paio di anni.