LA SOMMOSSA?

Gasdotto Snam: 22 sindaci pronti a riconsegnare fascia

Gli amministratori al fianco della protesta de Annamaria Casini

Redazione PdN

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SULMONA. I sindaci di 22 Comuni della Valle Peligna sono pronti a riconsegnare la fascia tricolore il 29 dicembre al premier Gentiloni per unirsi alla protesta del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, contro l'approvazione, da parte del Governo, del progetto di realizzazione della centrale di compressione della Snam nel centro peligno.

Nel documento si invitano anche altri sindaci ad aderire all'iniziativa.

«La battaglia che sta conducendo il sindaco di Sulmona - scrivono i sindaci in una nota congiunta - rappresenta una battaglia di giustizia e di civiltà non solo per la città di Sulmona, ma per l'intero comprensorio. È per questo che ci sentiamo di manifestare la nostra piena solidarietà e la nostra totale vicinanza in un momento così difficile per il nostro territorio. Oggi ci immedesimiamo tutti nella sua persona ed è per questo che ci sentiamo in dovere di accompagnarla a Roma. La speranza è che il suo gesto scuota i palazzi romani e i vertici della Regione Abruzzo ed eviti la riconsegna delle fasce di decine di sindaci. Un intero territorio non può essere così mortificato».


I sindaci che hanno firmato il documento sono dei Comuni di Anversa, Acciano, Ateleta, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Castel di Sangro, Castelvecchio, Castel di Ieri, Cocullo, Introdacqua, Gagliano, Goriano, Molina, Pettorano, Prezza, Roccacasale, Roccapia, Roccaraso, Scanno, Secinaro e Villalago.

Intanto il centrodestra continua ad insistere sul fatto che non è possibile che il governo regionale non sapesse delle intenzioni del premier Gentiloni: «sul tema avevamo denunciato già dall’agosto 2015 il doppiogioco di questa amministrazione regionale capace di opporsi solo a parole, ma fare il contrario», dicono i consiglieri Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo.

«Esempio lampante l‘approvazione, su proposta del Presidente, di una delibera di giunta regionale, per la non costituzione in giudizio contro l’eccezione di incostituzionalità avanzata dal governo centrale all’articolo 1 della L.R. 13/2015 finalizzata a contrastare la realizzazione del metanodotto della Snam Sulmona – Foligno. Già in quella occasione avevamo detto che la maggioranza regionale di centrosinistra sarebbe stata zerbino delle scelte di Roma e tanto ne è stato».

E adesso sempre Forza Italia ha presentato una risoluzione urgente affinchè ci «sia un concreto, serio e tangibile impegno a bloccare il Decreto Autorizzativo, ultimo tassello prima della nefasta realizzazione».


«E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona», rispondono il sottosegretario regionale Mario Mazzocca e il vice presidente Giovanni Lolli, «proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere. Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda. La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere».


Antonella Di Nino, sindaco di Pratola Peligna invece ha chiesto se con i Sindaci del territorio ci saranno a Roma il prossimo 29 dicembre anche la Regione Abruzzo «con suoi autorevoli rappresentanti per dare alle legittime rivendicazioni contro la Centrale di compressione un peso maggiore».

«Ho confermato che le dimissioni oggi non rappresentano uno strumento efficace perché le Comunita' devono avere una guida decisa e non commissari di governo, soprattutto in questa delicata vicenda», ha detto ed aggiunto, «ho chiesto altresì di affiancare questo passaggio con il necessario ricorso al Tar, contro la deliberazione dell'atto endo procedimentale del Governo ed eventualmente contro il decreto definitivo se sarà firmato in una delle prossime convocazioni del Consiglio dei Ministri, rappresentando la disponibilità dell'avv Dover Scalera a sposare l'impugnativa a titolo gratuito. Questa strada va imboccata rapidamente, senza se e senza ma»