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Megalò 2, il Genio Civile blocca la ripresa del cantiere

Mobilitazione della politica e delle associazioni dopo l’annuncio della Sile

Redazione PdN

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Megalò 2, il Genio Civile blocca la ripresa del cantiere

CHIETI. La società Sile non può assolutamente intraprendere lavori di Megalò 2 come non può affatto aprire il cantiere poiché sprovvista della certificazione del superamento dell'emergenza idraulica che deve essere rilasciata dall'Autorità di Bacino della Regione Abruzzo.

Questo emerge dalla risposta che il responsabile del Genio Civile di Pescara Vittorio Di Biase ha inviato giovedì scorso i Comuni di Chieti e Cepagatti, alla Regione e alla stessa Sile Costruzioni con una serie di rilievi ostativi alla realizzazione dell’opera, come auspicato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso nei giorni scorsi. Anche il Comune di Chieti aveva diffidato la ditta alla ripresa dei lavori, non essendo pervenuto il provvedimento di revoca dell’ordinanza del Genio Civile di sospensione delle attività edilizie emanata a causa del rischio idraulico.

La nota è stata inviata anche al presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, che aveva chiesto spiegazioni in merito all'inizio lavori paventati dalla società interessata inerente il nuovo progetto di Megalò.

Nello specifico il Servizio competente della Regione Abruzzo, come si evince dalla lettura della documentazione, si riserva di completare l'istruttoria ma già in questa fase rileva alcune incongruenze tecniche da sanare. Inoltre per la rispondenza dei lavori si rimanda al Servizio Valutazione Ambiente (cioè deve essere riacquisto il parere del VIA).

A questo vanno aggiunti anche i pareri tecnici dei Comuni di Chieti e Cepagatti che devono valutare la ripresa dei lavori.

D’altronde come emerso dal pronunciamento del Comitato di Valutazione Ambientale già nel mese di marzo scorso il progetto è stato bocciato poiché necessita ancora di molti approfondimenti, sia sotto il profilo normativo che amministrativo.

Negli ultimi giorni, dopo l’annuncio da parte della società del riavvio dei lavori, anche Wwf, Confesercenti e CNA, con una diffida avevano chiesto il blocco dei lavori  ricordando che il giudizio VIA n. 2775 del 23 marzo 2017 costituisce un divieto assoluto alla realizzazione delle opere, sia di quelle autorizzate nel 2012 sia di quelle richieste con il progetto successivo.

La Sile Costruzioni S.r.l. ha impugnato la decisione del 2017 davanti al T.A.R. di Pescara ma il giudizio resta pienamente valido ed efficace, in attesa della discussione davanti ai giudici amministrativi.

Le autorizzazioni edilizie che vennero rilasciate dai Comuni di Chieti e di Cepagatti sulla base della Valutazione di Impatto Ambientale 1925/2012, sono dunque - secondo le tre organizzazioni - ormai prive di valore perché mancanti del necessario ed indispensabile atto autorizzatorio presupposto del parere favorevole del Comitato VIA.

 L'organismo di valutazione regionale ha infatti tenuto conto anche della "sostanziale modificazione delle condizioni ambientali, infrastrutturali, idrauliche e socio economiche del contesto territoriale interessato" nel frattempo intervenuta.

Sul caso è tornato a pronunciarsi anche il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, secondo cui il prossimo ampliamento dell'area commerciale aumenterà il rischio alluvionale per gli abitati del suo comune.

«Negli ultimi anni», sottolinea il sindaco, «i fenomeni alluvionali si stanno intensificando per frequenza e dimensione. Le opere realizzate a tutela della la zona commerciale di Megalò, infatti, impongono un'accelerazione al percorso del fiume e lo rendono più pericoloso quando arriva a valle, nella provincia di Pescara, anche perché riesce a trascinare con sè una quantità maggiore di detriti e materiali».

Megalò è nato su una zona di esondazione naturale, lì c'era una specie di palude, e quindi è chiaro che la sua presenza aumenta la quantità di acqua e la sua velocità nella parte successiva del percorso fluviale.

Se guardando al passato, dopo l'alluvione del 1992, non ci sono stati altri episodi di rilievo, dal 2012 in poi il fiume Pescara esonda ogni anno una o più volte e l'unico caso, lungo il suo percorso, dove mette a rischio le abitazioni è sul territorio di Spoltore.

Ne sanno qualcosa i residenti delle palazzine di via Arno, via Mincio e via Livenza.

«E' per questo indispensabile che la Regione preveda dei lavori di messa in sicurezza a tutela di circa 300 persone che, almeno una volta all'anno, sono costrette a lasciare le loro case», chiede Di Lorito.