RIFIUTI

Piano Rifiuti: «bisogna spingere sulla differenziata»

Le richieste di Forum Acqua e Soa alla Regione

Redazione PdN

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RACCOLTA DIFFERENZIATA

 

 

 

ABRUZZO. Passare dall'obiettivo previsto del 65% a quello del 70% al 2020 e da quello del 70% a quello del 75% al 2022 per la raccolta differenziata in Abruzzo.

E’ quello che hanno chiesto Forum H2O e SOA durante l'audizione sul nuovo piano dei Rifiuti di diverse associazioni, comitati e sindacati presso la seconda commissione del Consiglio regionale abruzzese presieduta dal Consigliere Pietrucci.

 «Dal Piano», spiegano le associazioni, «si evince chiaramente che in Abruzzo abbiamo una disponibilità di impianti per la gestione dei rifiuti di gran lunga superiore al fabbisogno, il doppio in tonnellate/anno».

 

A questo punto non sarebbe più una questione di impiantistica ma solo di organizzazione del servizio, secondo le associazioni, che chiedono di risolvere le questioni superando inadempienze radicate. Ad esempio, si chiede di intervenire sulla città di Pescara che supera di poco il 32% di differenziata (dato 2015 Osservatorio Regionale sui Rifiuti) introducendo la raccolta porta a porta in tutta la città farebbe fare un balzo all'intero Abruzzo in pochi mesi.


«SERVONO CRITERI PIU’ STRINGENTI»

Le associazioni hanno anche chiesto di rendere più stringenti i criteri localizzativi per i nuovi impianti soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell'acqua, dalle aree di ricarica degli acquiferi alle aree vulnerabili.

«Già ora», dicono le associazioni, «il 50% dei corpi idrici sotterranei è in cattive condizioni per l'inquinamento non rispettando gli obiettivi di qualità comunitari e non si può pensare di aumentare ulteriormente una pressione antropica già insostenibile».


 

ELIMINARE LA DEROGA

Inoltre è stato chiesto di eliminare la deroga per il rispetto dei criteri localizzativi prevista dalla proposta di piano per gli impianti dove bruciare CSS (il combustibile derivato dai rifiuti, quello che sta suscitando grandi polemiche nell'aquilano) e per le discariche a servizio di attività di bonifica, soprattutto nei casi in cui sia stato identificato il privato responsabile della contaminazione.

Infine dubbi sono stati sollevati sulla previsione riguardante l'opportunità dell''indicazione direttamente nel piano dell'impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati DECO di Casoni, che diventerebbe di fatto un'invariante di piano per ben 270.000 tonnellate/anno come capacità, e per alcune attività di ricezione di rifiuti da fuori regione per quanto riguarda i consorzi pubblici che operano in house.

 Il Presidente Pietrucci ha chiesto agli uffici regionali di contribuire a valutare emendamenti che diano seguito ad alcune delle richieste delle associazioni audite.